Il Presepe vivente di Agira

In un antico castello saraceno, in scena il "presepe più originale d'Italia"

09 dicembre 2016
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La notte del 24 Dicembre ad Agira, in una cornice suggestiva per la bellezza dei luoghi e per le scene di vita quotidiana di un tempo ormai lontano, rivive il villaggio di Betlemme. Il presepe vivente è organizzato, ogni anno, dall'Associazione Regionale ''Amici del Presepe di Agira''. La rappresentazione attrae numerosi visitatori, grazie al clima suggestivo che religiosità e contesto naturale riescono a trasmettere. La spettacolarità del presepe vivente infatti, è un forte richiamo anche per gli emigrati che hanno un motivo in più per ritornare al paese natio durante le vacanze natalizie. Le magiche atmosfere evocate da un folto numero di personaggi che indossano i panni dei protagonisti dell'Avvento di Cristo, richiamano l'attenzione di numerosi spettatori, pronti a vivere una notte d'incanto e ricca di emozioni. Ogni edizione si propone sempre più raffinata e bella nella scelta dei costumi e nella rappresentazione della scenografia. Tutta la comunità del villaggio viene coinvolta: più di cento figuranti abbigliati con costumi d'epoca sin dalle prime ore della sera sono impegnati a rievocare gli antichi mestieri e la nascita di Gesù.

La manifestazione infatti, per l'impeccabile organizzazione e il grande coinvolgimento delle comparse è stato definito il "Presepe più originale d'Italia".  La rappresentazione si snoda nella parte alta di Agira che per l'occasione viene illuminata da suggestive torce e falò. Dopo la celebrazione della Santa Messa,  nella parrocchia di Santa Margherita, i personaggi che animano il presepe raggiungono in processione la capanna posta nei pressi del castello saraceno per adorare Gesù Bambino. Non si tratta di una finzione perché gli ambienti, gli strumenti di lavoro, le suppellettili e gli arredi che compongono tutti i quadri viventi di questa rappresentazione 'en plein air', attingono proprio dal vissuto degli abitanti di Agira. Odori, colori e antichi mestieri animano le vie del paese: il fabbro ed il falegname che si scaldano all'interno di piccole capanne, il vasaio, le tessitrici, il maestro d'ascia,  il conciatore, il cestaio, le massaie che svolgono i lavori di casa, i capanni dei pastori e infine, la capanna dove Gesù è adagiato nella mangiatoia vicino al bue e all'asinello che lo riscaldano. Percorrendo la via lunga e ripida che porta al maniero, i personaggi si fermano ai piedi dell'antico castello. All'improvviso un bagliore richiama l'attenzione di uomini e donne che lasciano le loro case ed escono attoniti e magicamente attratti. Tre Re Magi salutano la nascita del Messia portandogli preziosi doni. La manifestazione del 24 Dicembre è sempre preceduta dalla novena natalizia e da diverse altre iniziative, tra cui l'annullo postale raffigurante il presepe vivente. Per un giorno, come per incanto, ad Agira sembra che il tempo si fermi ed il passato per una volta prenda il sopravvento sul presente.

Il castello saraceno - Sorge sulla parte più alta della città dove anticamente fu edificata una fortezza bizantina. Sulle rovine di quest'ultima gli Arabi ne costruirono una nuova che i Normanni ampliarono. La fortezza partecipò attivamente alle lotte fra angioini e aragonesi prima e fra aragonesi e chiaramontani poi. Perduta la sua importanza militare nei secoli XVI e XVII, già nel '700 era in rovina. I resti più importanti oggi esistenti appartengono ad una costruzione sveva. La tradizione locale parla di un castello saraceno, che sarebbe stato costruito agli inizi del X secolo. La sommità del castello è dominata dai resti di una chiesetta recentemente ristrutturata, che secondo la tradizione locale occuperebbe il posto di quella costruita da S. Filippo. Sempre nella parte centrale del castello si trova un ambiente sotterraneo a pianta quadrangolare, coperto da volta ad ogiva. La tradizione parla di un sotterraneo che si apriva all'interno del castello e che doveva arrivare fino a valle. Una piccola porta sul lato est consente l’ingresso nella prima torre che, nel piano superiore, riceve luce da una finestra a feritoia, mentre una grande finestra, che si apre sul lato ovest, illumina il piano superiore. Un portale ad arco ogivale, ai cui lati si aprono finestre a feritoie, immette nella seconda torre, che all'interno presenta una volta ogivale ed i resti di un camino.

www.agira.org

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