L’Autunno in Sicilia, tra sagre, sapori e tradizioni

Cinque tappe per altrettante sagre, in una Sicilia dai colori rosso-bruni e dall’inconfondibile gusto

03 ottobre 2017
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La Sicilia è un’isola per tutte le stagioni, sempre bella ed emozionante da visitare. Quindi, anche l’autunno è la migliore stagione per pianificare un viaggio in Sicilia. Sicuramente, grazie all’abbassamento delle torride temperature estive, viaggiare per l’isola risulterà più confortevole e il clima mite favorirà i tanti giri per i luoghi naturalistici ed archeologici.
Inoltre, durante il periodo autunnale in Sicilia si ha la possibilità di partecipare ad un numero straordinario di sagre ed eventi enogastronomico. Insomma, una delle tante occasioni buone per avvalorare la tesi che sostiene quanto sia magnificamente bello - e imprescindibile -  mangiare e bere bene in Sicilia.
Per questo itinerario, dai toni bruno-rossastri, abbiamo scelto come tappe dei luoghi non conosciutissimi ma egualmente eccezionali dal punto di vista paesaaggistico e gastronomico, posti che offrono ai visitatori di ogni dove un ottobre pieno di sapori.

Le tappe del nostro itinerario

TappaOttobrando a Floresta

Floresta, nel Parco dei Nebrodi, è il comune più alto della Sicilia (ubicato a 1275 metri sopra il livello del mare). Incastonato in un’ottima posizione sui contrafforti dei Nebrodi orientali, ai confini della provincia di Catania, sorge sullo spartiacque tra le alte valli del fiume Alcantara e del torrente Naso. Tra gli appassionati è rinomato soprattutto per uno dei suoi prodotti di punta, uno dei formaggi più conosciuti della Sicilia: la provola. Prodotto storico siciliano, riconosciuto dal 1998 dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Sicilia, è stato inserito nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali dal Ministero delle Politiche Agricole e, recentemente, avvalendosi sempre del nome provola dei Nebrodi, è divenuta presidio Slow Food.

Ottobrando a Floresta è una manifestazione che si tiene tutte le domeniche di ottobre ed è dedicata ai prodotti tipici e al folclore nel comune messinese. Ogni fine settimana, per l’intero mese, prodotti tipici arte, cultura, spettacoli e stand gastronomici allieteranno i visitatori.
Le tradizionali sagre domenicali sono: la Sagra dei Vasola a Crucchittu; la Sagra del Suino nero dei Nebrodi; la Sagra dei Funghi; la Festa delle Castagne e delle Mele; e infine la tanto attesa Sagra della Provola. [Info: Comune di Floresta]

TappaSagra del Ficodindia a San Cono

Delle origini prefeudali del comune catanese di San Cono si sa veramente poco. Il rinvenimento di un villaggio di capanne con materiale appartenente al neolitico, consentirebbe di affermare che insediamenti umani fossero presenti sul territorio già millenni fa. È certo però che il feudo di "Dainamare e Santo Cono", dopo alterne vicende, passò nelle mani di don Ottavio Trigona Bellotti di Piazza Armerina che, nel 1785 ebbe concesso per la sua proprietà la "licentia populandi" dal vicerè Domenico Caracciolo.
A spiegare il toponimo del paese e le ragioni della fondazione, storicamente incerti, vi è una leggenda popolare. Si racconta che, un giorno, il marchese Trigona ricevette visita da un Frate di Naso che apparteneva all'Ordine di S. Basilio per acquistare una partita di frumento. Non potendo pagare in denaro, il Frate lasciò come pegno al marchese un prezioso anello che portava al dito, con la promessa che avrebbe poi saldato il debito. Caricò quindi il grano sul mulo e partì. Ma dopo tanto tempo il Marchese, non avendo più ricevuto visita dal monaco (e cominciando a dubitare della sua buona fede), decise di recarsi personalmente a Naso per chiedere informazioni; tuttavia nessuno seppe dirgli nulla. Ma alla fine, su una parete di un Convento, trovò il frate raffigurato in un quadro: era San Cono, morto più di cinque secoli prima. Convinto di aver assistito ad un miracolo, decise di fondare un paese e di dargli il nome del Santo.

La Sagra del Ficodindia di San Cono (6/8 ottobre 2017), giunta quest’anno alla XXXIII edizione, è uno dei momenti più importante per il piccolo paese. Durante i giorni di festa  si celebra la magnificenza del frutto tipico sanconese, il "bastardone". La produzione intensiva del ficodindia di San Cono è sempre esistita, seppure in forma contenuta, accrescendo dagli anni '70 in poi ed affinandosi nelle tecniche produttive. La ficodindicoltura è ormai diventata l’attività economica di punta, tanto che San Cono è oggi definito come la "capitale del ficodindia". [Info: Comune di San Cono]

TappaCamporeale Day

Camporeale, nota come "Città del Vino e del Legno", è profondamente ancorata alle tradizioni culturali legate a questi due elementi; la storia del piccolo comune dell’entroterra palermitano infatti, affonda le sue radici nel territorio ed è strettamente legata alle tre maggiori coltivazioni che raccontano la storia del Mediterraneo: la produzione di frumento, quella olivicola e quella vitivinicola, con eccellenze note ed apprezzate a livello internazionale. Tali risorse rappresentano la cultura e il nucleo delle tradizioni intorno alle quali si è evoluto il tessuto urbano, e a fianco ad esse si sono sviluppate produzioni artigianali locali di grande pregio come quella del legno, innanzitutto, e quelle strettamente legate alla vita sociale della popolazione come la lavorazione della ceramica e il ricamo dei tessuti.

Il Camporeale Day (7/8 ottobre 2017) consiste in una due giorni di promozione e valorizzazione delle risorse enogastronomiche, artistiche e artigianali del territorio camporealese. Wine, food e artigianato sono i protagonisti dell'evento. La manifestazione è rivolta a chi va alla ricerca di produzioni agroalimentari e artigianali di nicchia, agli appassionati del turismo sostenibile e dei metodi di produzione tradizionali, biologici e salutari, nonché a giornalisti e operatori del settore. Nel villaggio espositivo si potranno degustare e acquistare i prodotti e sarà possibile visitare anche alcune cantine del territorio. La manifestazione sarà scandita da un calendario di incontri informativi sui temi del turismo e dell’enologia, e da alcuni workshop sulle specialità gastronomiche camporealesi. [Info: www.camporealeday.it]

TappaUva Fest a Canicattì


Foto www.consorziodeitempli.ag.it

Il territorio di Canicattì (al confine fra le province di Agrigento e Caltanissetta) si trova in una conca naturale (l'alta valle del fiume Naro) assai fertile e tradizionalmente vocata alle colture frutticole (un tempo il mandorlo, oggi l'Uva Italia). I resti archeologici ritrovati nella città e nelle zone adiacenti testimoniano l'estistenza di un abitato già in epoca pre-romana. Il nome di Canicattì è probabilmente di origine araba: deriverebbe dalla forma latina Candicattinum, a sua volta con radice nell'arabo Handaq at-tin, ossia "fossato di fango" o "fossato di argilla"; tale toponimo è stato ritrovato in una carta geografica della Sicilia del periodo di dominazione Saracena.
Per la sua prosperità agricola, fondata soprattutto sulla coltura dei vigneti di uva da tavola, Canicattì è stata annoverata nel 1987 tra i Cento Comuni della Piccola-Grande Italia.

E a Canicattì, dal 7 al 9 ottobre, si festeggia proprio l'Uva Fest, la tradizionale manifestazione autunnale, dedicati al Vino, all'uva ed all'agricoltura. Nel 1997 è stato riconosciuto dall'Unione Europea il marchio IGP "Uva da tavola di Canicattì". Nell'Aprile del 2005 è stato costituito, con il patrocinio del Comune e con la partecipazione dei principali produttori e condizionatori, il Consorzio per la tutela e la promozione dell'Uva da Tavola IGP di Canicattì. L'Uva Italia trova in questa zona l'ambiente ideale per esaltare le proprie caratteristiche. Questo frutto proviene da un ibrido scoperto oltre mezzo secolo fa, un incrocio tra il "bicane" e il "moscato d'Amburgo bianco". I primi innesti a Canicattì, intorno agli anni '30, pare che siano stati introdotti dal comm. Cesare Gangitano. [Info: Comune di Canicattì]

TappaSagra della Mostarda a Gagliano Castelferrato


Foto di giomodica, CC BY 3.0

Galaria, oggi Gagliano Castelferrato (EN), fu fondata nel 1900 a.c. da Morgete Siculo (re dei Sicani), e fu già abitata in epoca preistorica. Galaria raggiunse il suo splendore in epoca romana come testimoniano Cicerone e Fazello. La Rocca (Antico Castello), oggi è un masso enorme, imponente, gigantesco, maestoso come un monumento solido, massiccio che cade a picco slanciato, avente accanto altre rupi e circondato da montagne. Questo meraviglioso panorama, si ammira e si guarda come in un proscenio da teatro, con le sue luci e riflessi con i suoi vividi colori, nella superba grandiosità dell’apparato naturale-artistico proprio a Gagliano.

Circondati da questo strabiliante scenario, il 21 e il 22 ottobre a Gagliano Castelferrato si può assistere alla Sagra della Mostarda di Ficodindia, l'avvenimento culturale-culinario più importante del paese. Il Fico d'india da sempre, anche nei tempi più lontani, è stato l'alimento di riferimento per il popolo gaglianese. Durante la manifestazione è possibile degustare la mostarda; sono molti i turisti che ogni anno si recano a Gagliano, per assistere a questo avvenimento, ormai simbolo della cultura culinaria gaglianese. [Info: ASD AmaGagliano]

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