La Catania de 'I Vicerè'

Una passeggiata in via Etnea, salotto della città e splendido set a cielo aperto

24 ottobre 2016
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ph. Stefano Mortellaro - CC BY 2.0

Catania è una splendida città barocca, immersa in una vasta e amena pianura coltivata ad agrumi, che sorge sulla costa orientale della Sicilia, tra il Mar Ionio e le pendici dell'Etna.
Una città ricca d'Arte dove la Cultura 'trasuda da ogni angolo'. La si avverte passeggiando per le strade del centro storico e dando uno sguardo ai tanti monumenti che lo popolano oppure ricordando i grandi artisti che qui sono nati o vissuti a partire dal musicista Vincenzo Bellini o dai grandi scrittori che hanno fatto la storia della letteratura italiana come Giovanni Verga, Luigi Capuana, Federico De Roberto, Nino Martoglio e Vitaliano Brancati. Proprio Catania è la città nella quale lo scrittore, napoletano di nascita ma catanese di adozione, Federico De Roberto ha ambientato il suo più celebre romanzo, 'I Vicerè', la cui versione cinematografica è stata curata dal regista Roberto Faenza nel 2007.
Si tratta di un autentico capolavoro letterario, pubblicato nel 1894, che però ha avuto uno sfortunato destino, quello di essere ignorato e non compreso dai contemporanei e per almeno i successivi 100 anni dalla sua publicazione. Criticato aspramente anche da Benedetto Croce, solo di recente è stato rivalutato e accostato ad un altro celebre romanzo 'il Gattopardo' di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. In entrambi pare prendere respiro lo schema precostituito del romanzo storico. In realtà, è ormai noto alla critica, che Il Gattopardo sarebbe molto più autobiografico di quanto non si volesse far credere. Il vero romanzo storico della Sicilia del secondo Ottocento sarebbe invece, a ben guardare, proprio quello di De Roberto e le affinità con quest’ultimo andrebbero cercate, volendo farlo, non tanto in Tomasi di Lampedusa, quanto nella personalità, moralista, schietta e beffarda di un altro scrittore catanese Vitaliano Brancati, il quale si laureò proprio con una tesi su De Roberto.

La vicenda ruota attorno alla drammatica e complessa vicenda familiare degli Uzeda di Fragalanza, discendenti dei Vicerè di Spagna. Siamo a metà '800, nel contesto storico dell'Italia pre-unitaria, durante gli ultimi anni della dominazione Borbonica in Sicilia e alla vigilia della nascita dello stato italiano. Dopo le esequie della principessa Teresa, prendono le mosse le drammatiche e combattute vicende di questa famiglia, i cui componenti sono impegnati in aspre lotte per l’eredità della defunta. I luoghi, le abitudini, le parentele, l'invidia, l'onore e il denaro, sono introdotti in modo impietoso, nella prima parte del film che è anche la parte migliore grazie alle incredibili ambientazioni, alla fotografia, ai costumi e all'ottima interpretazione di Lando Buzzanca, arrogante pater familias ma anche di Alessandro Preziosi nei panni di Consalvo adulto e di Cristiana Capotondi nei panni della sorellina Teresa.
Il film si è aggiudicato i nastri d'argento 2008 per la migliore scenografia e i migliori costumi e il David di Donatello 2008 sempre per miglior scenografia e costumi.

Luoghi del film nella Catania barocca

TappaPiazza Duomo

Tra pietra lavica e modernità, il capoluogo etneo è stato un adeguato scenario, con i suoi monumenti e le sue vie artistiche, sia per il romazo che, ovviamente per il film. Le riprese hanno incontrato l'entusiasmo di un’intera città, che vi ha assistito attentamente nei suoi luoghi più significativi come Via Etnea, l'arteria principale e salotto buono della città dove si trovano la maggior parte dei locali e dei monumenti. Grande protagonista del set è senza dubbio la centralissima Piazza Duomo, dedicata alla patrona della città Sant'Agata. Il Duomo, fatto costruire nel 1091 dal conte Ruggero il Normanno, fu distrutto dal terremoto del 1693 e ripreso dall'architetto Giovanni Battista Vaccarini nel 1736. Al centro di Piazza Duomo è adagiata la Fontana dell'Elefante, o meglio del 'Liotru', in pietra lavica di età romana, divenuta ormai simbolo della città. Sempre in Piazza Duomo c'è il Palazzo del Municipio del Vaccarini e di fronte Palazzo Chierici, opera dell'architetto Alozo Di Benedetto dei primi del '700; sulla sinistra vi è la Porta Uzeda, costruita nel 1695 in onore del viceré spagnolo Paceco de Uzeda, come porta d'accesso alla città. A fare da sfondo al caratteristico mercato del pesce, sulla destra, c'è la splendida Fontana dell'Amenano.

TappaMonastero dei Benedettini

Percorrendo Via Etnea ci si imbatte in Piazza Università, dove si trova il palazzo dell'antico Ateneo di Catania. Anche questo luogo è stato grande protagonista del set perchè è l'antico Monastero dei Benedettini, dove Consalvo e il cugino Giovannino vengono rinchiusi, il primo per studiare, il secondo per prendere i voti. Proseguendo si può ammirare la Basilica della Colleggiata del 1768 e ad una decina di metri i famosi Quattro canti di Catania, in cui Via Etnea si incrocia a Via San Giuliano. Fu proprio da un balcone di uno di questi edifici, nell'estate del 1860, che Garibaldi, dopo aver liberato la Sicilia dai Borboni, pronunciò la famosa frase 'O Roma o morte!'. Superati i quattro canti, sulla sinistra troviamo Palazzo Minoriti, sede della Provincia Regionale di Catania e della Prefettura e, a seguire, la Chiesa dei Minoriti opera di F. Battaglia. Proseguendo tra le meravigliose facciate barocche dei palazzi settecenteschi si giunge a Piazza Stesicoro che ospita il monumento dedicato a Vincenzo Bellini. Alle spalle la Chiesa di San Biagio, costruita nel luogo del martirio di Sant'Agata.


ph. www.monasterodeibenedettini.it

TappaVilla Bellini


ph. www.globetrottercatania.com

Risalendo ancora per Via Etnea troviamo lo splendido palazzo barocco delle poste e li accanto Villa Bellini, soprannominato un tempo "il giardino più bello d'Europa". Da non perdere inoltre, una passeggiata lungo la caratteristica Via dei Crociferi, una delle perle del Barocco catanese, ricca di Chiese e di meraviglie architettoniche, più volte ripresa nel film. Spicca tra tutti Palazzo Biscari, l'arco di San Benedetto, l'ex Collegio dei Gesuiti. Una delle meraviglie del barocco catanese è senza ombra di dubbio Palazzo Biscari, con le sue stanze splendidamente affrescate che vengono ancora utilizzate per feste e matrimoni di gran lusso.

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