La lunga riviera di Santa Teresa di Riva

Di probabile origine fenicia, la cittadina sulla costa jonica messinese è rinomata per il suo mare limpido e la sua splendida spiaggia

09 maggio 2019
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La cittadina di Santa Teresa di Riva è situata sulla costa jonica messinese, tra le fiumare Savoca ed Agrò, una zona collinare e, nell'entroterra, sui declivi dei monti Peloritani le frazioni di Misserio e Fautarì. Il Comune, che si trova a circa 30 Km da Messina e a 15 Km da Taormina, fa parte del distretto turistico Taormina-Etna.

Le origini della cittadina si fanno risalire all’epoca dei Fenici. Sembra che, negli antichissimi secoli, un nucleo di fenici si sia stabilito sulla sponda sinistra del torrente Agrò, proprio sotto Savoca, in quella zona dell’entroterra del quartiere Barracca, fondandovi la città di Phoenix, chiamata così in onore della patria lontana, di cui parla lo storico Appiano Alessandrino, il quale sostiene che già nel 36 a. C., durante la guerra civile tra Sesto Pompeo e Ottaviano, il primo trovò rifugio con le sue legioni a Phoenix.

Nel centro abitato esistono tre torri di un certo interesse storico appartenute al sistema difensivo cinquecentesco delle torri costiere della Sicilia.

Comune a vocazione turistica e rinomato per la sua lunga riviera (più di 3 km), Santa Teresa di Riva è stata più volte insignita della Bandiera Blu della Fee (Fondazione per l'educazione ambientale), per il suo mare pulito e i servizi che offre.

Le tappe del nostro itinerario

TappaLungomare

Il lungomare di Santa Teresa di Riva

Lunga poco più di tre chilometri, ampia e poco affollata, la riviera di Santa Teresa di Riva si sviluppa tra la fiumara Savoca ed Agrò. La spiaggia, di sabbia mista a ghiaia di colore scuro, costeggia un mare caratterizzato da un colore azzurro intenso da fondali che sprofondano a breve distanza dalla riva.

Tra le spiagge più belle della riviera Jonica, anche per quest'anno è stata insignita della Bandiera Blu, assegnata dalla Fee Italia (Fondazione per l'educazione ambientale), per il suo mare pulito e i servizi che offre (chi vorrà conoscere il grado di balneabilità, sul lungomare troverà delle tabelle con i dati delle analisi a cui sono sottoposte di frequente le acque marine).

La spiaggia è dotata di docce e parcheggi gratuiti, bagnini, accessi per i disabili (che in questa spiaggia potranno usufruire di "sedie job" per entrare in acqua), isole ecologiche per la differenziata, bagni chimici (utilizzabili anche dalle persone con disabilità).

"Il Boccavento" di Nino Ucchino, una delle sculture in acciaio inox che l'artista ha realizzato per il lungomare di Santa Teresa di Riva

Il lungomare Giovanni Falcone è considerato un "lungomare d'arte" grazie ad una serie di moderne sculture in acciaio inox realizzate dall'artista Nino Ucchino ["La Sirena"; "Galassiopea"; "Il Boccavento" (nella foto)]

TappaTorre dei Saraceni

La Torre dei Saraceni nel quartiere di Bucalo a Santa Teresa di Riva

La Torre dei Saraceni sorge nel quartiere di Bucalo accanto al Santuario della Madonna del Monte Carmelo. Edificata intorno all'anno 1000, per difesa contro le incursioni dei saraceni, si presenta con una forma cilindrica a tre piani fuori terra oltre un piano interrato ed annessa ad una palazzina a due piani fuori terra risalente allo stesso periodo.

Alcuni studi recenti dimostrano come la torre e la palazzina, originariamente possedevano un ulteriore piano interrato, divenuto inaccessibile a causa del fango e dei detriti trasportati dal torrente Savoca, durante le alluvioni del 1934 e del 1958. Da qui si deduce che la torre in epoca medievale doveva essere imponente con i suoi 15 metri di altezza.

Con un unico ambiente per piano, è in discreto stato di conservazione. Il piano interrato in origine era piano terra, poi con le innumerevoli inondazioni del torrente Savoca, la quota del terreno si è innalzata fino alla quota attuale. L'accesso al piano interrato avviene tramite l'edificio Pellèri.

Si chiama torre dei Saraceni non perché fosse stata da questi costruita, ma perché era stata edificata a guardia contro i Saraceni (tutti i pirati di allora venivano chiamati Saraceni), in effetti la suddetta torre non svolgeva funzioni militari (almeno dopo il XVI secolo), ma serviva per potere difendere i coloni dai pericoli esterni (principalmente assalti di predatori).

TappaSantuario della Madonna del Carmelo

Il Santuario della Madonna del Carmelo, accanto alla Torre Saracena di Santa Teresa di Riva

Il Santuario della Madonna del Carmelo si trova nel quartiere Bucalo accanto alla Torre Saracena. Sorge al posto di una chiesa del 1507 facente parte di una proprietà dei fratelli Bucalo, che lasciarono in eredità i loro beni ai Gesuiti.

La chiesa, al tempo dei fratelli Bucalo era dedicata alla Vergine del Carmelo, mentre i Gesuiti la dedicarono al Sacro Cuore di Gesù. Ciò nonostante essi mantennero e diffusero la devozione alla Beata Vergine del Carmelo che successivamente riacquistò il primato.

All’origine lunga circa 10 metri, verso il 1880, con il vertiginoso aumento della popolazione, la chiesa non era più sufficientemente spaziosa per la celebrazione delle funzioni. Così lo stesso popolo pensò di allungarla di 16 metri, raggiungendo i 26 metri e così rimase fino al 1929, quando fu abbattuta per essere ricostruita.

I lavori di ricostruzione cominciarono nello stesso anno e la chiesa fu progettata dall'ingegnere Giovanni Crinò in stile romanico e costruita dall'ingegnere Francesco Rigano. La nuova chiesa fu inaugurata solennemente il 9 dicembre del 1934. Il 14 luglio del 1958 avvenne la solenne proclamazione della chiesa a santuario ed il 16 luglio l'incoronazione della Vergine e del figlio con due corone d'oro contornate da pietre preziose fatte cesellare a Roma.

Esse, insieme ai due manti, interamente tappezzati da preziosi, avvolgono per intero ed abbelliscono gloriosamente la statua della Madonna il giorno della festa, a testimonianza della grande devozione che la lega ai fedeli.

TappaTorre dei Bagghi

La Torre dei Bagghi di Santa Teresa di Riva

La Torre dei Bagghi si innalza nel quartiere di Bucalo, in via Sparagonà, al di sotto del ponte ferroviario; di forma quadrata è a due elevazioni fuori terra separate tra loro mediante una volta cieca, per questo motivo si accedeva al piano superiore per mezzo di un terrapieno (si può osservarne qualche traccia nella parete ovest).

All'esterno si presenta in pessime condizioni, mentre all'interno conserva qualche traccia del pavimento agli angoli. Edificata nel 1506 da Pietro Trimarchi, facoltoso della vicina cittadina di Savoca, a difesa contro le incursioni dei pirati. Si chiama dei Bagghi (o Cortili) perché quando non esisteva la via Sparagonà, fra la torre ed altri palazzi di antica costruzione, vi erano dei larghi cortili, che i nostri antichi chiamavano Bagli. Attorno vi erano delle case coloniche.

La torre non venne risparmiata dal cannoneggiamento borbonico del 30 marzo 1849, che la distrusse parzialmente e mandò in totale rovina i palazzotto attiguo.

TappaPalazzata Caminiti

La Palazzata Caminiti di Santa Teresa di Riva

La Palazzata Caminiti venne realizzata nel 1850. In stile neoclassico, anche questo edificio sorge nel quartiere Bucalo. Tra il 1867 e il 1907 fu sede del municipio e della pretura di Santa Teresa di Riva.

Accanto alla Palazzata Caminiti si erge Villa Adelina, a due piani fuori terra. Edificata nel 1878, era originariamente chiamata "casina nobile", presenta uno stile neoclassico di sapore settecentesco. È tutelata dal vincolo architettonico della Sovrintendenza di Messina.

TappaVilla Carrozza

La Villa dei Marchesi Carrozza a Santa Teresa di Riva

La Villa dei Marchesi Carrozza fu edificata nel 1870 e sorge nel quartiere Torrevarata. Ha un piano fuori terra e un piano seminterrato, presenta uno stile liberty.

È immersa in un parco di circa tremila metri quadrati. Nel 1982 è stata dichiarata di notevole interesse storico ed architettonico dall'Assessorato regionale siciliano per i beni ambientali e culturali.

TappaChiesa di Santa Maria di Portosalvo

Chiesa di Maria SS di Portosalvo a Santa Teresa di Riva

La vecchia cappelletta di Maria SS. di Portosalvo ricadeva nella tenuta del conte Quintana e si ergeva oltre il torrente Porto Salvo, all'interno del Maniero Quintana, oggi Stazione di servizio.

La cappella di stile romanico fu costruita nel 1765 a seguito di una tempesta di mare avvenuta nel 1763, in cui un bastimento in pericolo fu salvato miracolosamente da Maria SS. di Porto Salvo. Il capitano di quel bastimento fece costruire una cappelletta di pochi mq a circa m. 30 dalla trazzera Messina-Catania; quegli donò pure una tela raffigurante la Madonna con il Bambino in braccio e ai suoi piedi una barca.

Verso la metà del 1800 (circa 1854) la cappelletta fu ampliata e resa più accogliente. Successivamente, però, per il folto popolarsi della contrada venne costruita una chiesa ad una navata con un campanile di stile romanico. Sul davanti della nuova chiesa venne lasciato uno spiazzale.

La chiesa attuale sorge in terreno donato alla parrocchia dalla famiglia Caminiti-Verardi il 1947 e i suoi lavori ebbero inizio nel 1952 mentre la prima messa fu celebrata nel 1958. L'abside fu affrescata dal pittore Ignazio Pagano; venne raffigurata l'incoronazione della Madonna da parte di Gesù, con attorno angeli festanti e Dio con le braccia aperte in segno di compiacimento.

TappaTorre Catalmo

La Torre Catalmo nell'omonima contrada di Santa Teresa di Riva

Non molto distante dalla contrada Bolina si erge la fiorente contrada Catalmo, sulla sponda sinistra del torrente Agrò. Ambedue le contrade posano sulle scomparse rovine della città di Phoenix. Nella contrada Catalmo si innalza l'omonima torre, di forma quadrata e di altezza considerevole.

Essa sorge arroccata su uno sperone di roccia in una zona arretrata rispetto al fiume, ecco perchè sull'architrave della porta si leggeva scolpito il nome arabo "Kalac" (rocca) ed "Albeus" (fossa letto di un fiume).

Secondo alcuni studi risulta essere la più antica della zona e nei secoli scorsi quella di maggiore importanza strategica essendo la più vicina al castello di Poentefur a Savoca.

TappaChiesa di San Vito Martire

La Chiesa di San Vito Martire, nella frazione di Misserio - Santa Teresa di Riva

Sita nella frazione interna di Misserio, la tradizione fa risalire la costruzione della Chiesa di San Vito Martire al 1706, anche se di questa data non si hanno riscontri storici certi. L'altare maggiore di marmo policromo è stato posizionato nel 1898 (questa data risulta incisa sullo stesso).

Verso il 1911 gli abitanti di Misserio hanno effettuato dei lavori di ampliamento della Chiesa e negli anni 1955-56 viene realizzato il prospetto assumendo la forma che ancora oggi conserva.

Nel corso dei lavori di restauro condotti nel 2003 dal Servizio Beni Architettonici della Soprintendenza ai BB.CC.AA. sono state portate alla luce le tombe (probabile datazione medievale) e due colatoi (sedili in pietra muniti di foro centrale), la cui funzione era la mummificazione. All'interno della Chiesa oltre ai reperti si possono ammirare i moderni dipinti di Nino Ucchino realizzati negli anni che vanno dal 1980 al 1983.

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