La Palermo Belle Époque

L'Art-Nouveau nel capoluogo siciliano: dai lussuosi interni del Teatro Massimo agli splendidi affreschi di Villa Igiea

01 agosto 2016
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In quello scorcio di secolo, a cavallo tra l'800 e il '900, Palermo era all'apice del suo splendore. In quel periodo la città, che gareggiava per fasti con le principali corti europee, scelse lo stile floreale, o Liberty, per dare lustro a quella borghesia imprenditorale in ascesa che, sempre di più, voleva essere all'altezza della vecchia aristocrazia cittadina.

La cosiddetta Art-Nouveau, influenzò arti figurative, architettura e arti applicate e permise di realizzare opere che mostrassero il prestigio di questa nuova classe sociale che preferiva costruire palazzi, ville e teatri piuttosto che chiese. Quello floreale era fondamentalmente uno stile decorativo, che trovò espressione dall'architettura al design di interni, dalla produzione di mobili alla grafica, dall'arte della lavorazione dei metalli e del vetro alla ceramica, dai disegni delle stoffe alle illustrazioni di libri, giornali e manifesti.


Donna Franca Florio, la "Regina" di Palermo, dipinta da Giovanni Boldini

Principale protagonista di questo mondo fu la famiglia Florio, alla cui "corte" furono ospiti le maggiori personalità del bel mondo e i più grandi artisti dell'epoca. Il ritratto della splendida e ammiratissima donna Franca Florio, del pittore Giovanni Boldini, ci regala un immagine eterea e sensuale della sua bellezza. Ha uno sguardo perso, uno scollatissimo abito che pare decorato con inserti tratti da un repertorio di stoffe art-nouveau, e porta al collo il suo famoso filo di perle lungo sette metri che indossava, in una foto scattata nel 1904, mentre riceveva l'Imperatore Guglielmo II, nel parco della sua casa all'Olivuzza.

L'itinerario che vi proponiamo questa settimana vi porterà appunto a scoprire la Palermo Liberty, dagli sfarzosi interni del Teatro Massimo, a Villa Ida, abitazione dell'architetto Ernesto Basile, massimo esponente in Sicilia del Liberty, dallo splendido salone di Villa Igiea, affrescato da Ettore De Maria Bergler, alle magnifiche ville di Mondello.

Le tappe del nostro itinerario

TappaVillino Favaloro

L'avvio alla stagione Liberty palermitana lo aveva dato, nel 1889, l'architetto Giovan Battista Filippo Basile definito più tardi dal figlio Ernesto "artista liberissimo e iniziatore di uno stile libero", con il progetto di Villa Favaloro in Piazza Virgilio. Il villino fu completato dal figlio Ernesto tra il 1913 e il 1914. Appartenne prima alla famiglia Favaloro e in seguito al Senatore Di Stefano. Ernesto Basile precisamente realizzò la torretta ottagonale su via Dante, decorata da Salvatore Gregorietti con foglie di viti e grappoli d'uva stilizzati e il giardino d'inverno, in ferro e vetro con motivi Liberty. In seguito al terremoto del 6 settembre 2002, il villino è stato dichiarato inagibile e, da allora, abbandonato anche se, da diversi anni, si è pensato di trasformarlo in un museo della fotografia.

TappaVilla Igiea

Fu edificata a fine '800 dall'ammiraglio inglese Cecil Domville in stile neogotico. Poi fu acquistata da Ignazio Florio, che gli diede il nome della figlia Igiea e, nel 1899, la fece ristrutturare dall'architetto Ernesto Basile, mentre le decorazioni furono eseguite da Ettore De Maria Bergler e il mobilio realizzato da Vittorio Ducrot nello stile floreale. La struttura imita quella di un piccolo castello con torrette e merli, a picco sul mare, con un giardino esotico interno. Le pareti interne dei saloni sono anch'esse decorate secondo lo stile Liberty, soprattutto con figure femminili e motivi floreali.  Lo spirito imprenditoriale dei Florio lo individuò come hotel di lusso per la Belle Époque.

TappaVillino Florio

Si trova in Viale Regina Margherita, nei pressi della Zisa di Palermo, immerso in uno splendido giardino. E' una delle prime opere architettoniche in stile Liberty d'Italia ed è considerato uno dei capolavori dell'Art Nouveau anche a livello europeo. Venne commissionato dalla famiglia Florio all'architetto Ernesto Basile e realizzato tra il 1899 e il 1902. E in questo scenografico edificio, tutto scale, torrette, archi e avancorpi, Basile mostra il suo amore per la cultura gotica e rinascimentale siciliana ma anche un sincero adeguamento alla corrente internazionale modernista.


ph. Mike Palazzotto

Essendo Vincenzo Florio un uomo che amava viaggiare, il Basile penso di fargli un omaggio inserendo nella struttura vari elementi, come facenti parte di un itinerario: curve superfici barocche, capriate tipicamente nordiche, torrette cilindriche che rimandano ai castelli francesi, colonnine romaniche e bugnati rinascimentali, sapientemente miscelati a creare un capolavoro di eclettismo ed originalità. Gli interni, purtroppo distrutti nel 1962 da un incendio, avevano parati, mobili, lampade e scaloni disegnati da Basile e realizzati dalla ditta Golia-Ducrot. Dopo il restauro, il villino ha ospitato gli uffici del Dipartimento Regionale per l'Architettura e l'Arte Contemporanea ed è una delle sedi di rappresentanza della Regione Siciliana.

TappaTeatro Massimo Vittorio Emanuele

E' il più grande edificio teatrale lirico d'Italia e uno dei più grandi d'Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l'Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. La sua costruzione inizio nel 1875 ad opera di Giovan Battista Filippo Basile, padre di Ernesto. L'esterno dell'edificio è in chiaro stile neoclassico, ispirato a canoni di simmetria, armonia ed eleganza. Colpisce lo sguardo soprattutto il colonnato corinzio e l'imponente scalinata d'ingresso dove sono adagiati due leoni bronzei.

L'apparato architettonico della grande sala interna è invece, in stile Liberty e si deve all'architetto Ernesto Basile: ampia, a ferro di cavallo, composta da una galleria e da cinque piani di palchi, ricca di decorazioni e dipinti ad opera di svariati artisti tra cui Rocco Lentini e Luigi di Giovanni. Ernesto si servì, per le decorazioni e i particolari, della valida opera del Ducrot, soprattutto per le raffinatissime composizioni dei palchi e degli arredi. La platea dispone di uno speciale soffitto mobile composto da grandi pannelli lignei affrescati, i cosiddetti petali, che possono essere mossi e consentire l'aerazione dell'intero ambiente.


ph. tratta da www.italialiberty.it

CHIOSCO RIBAUDO - Si trova in Piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo ed un tempo era adoperato per la vendita di bevande refrigeranti. Fu realizzato dall'architetto Ernesto Basile nel 1887, in relazione con la cornice liberty del teatro. La sua particolarità consiste  nell'unione del ferro battutto alla muratura e per gli interessanti accoppiamenti cromatici. Da notare l'utilizzo del marmo di Billiemi e la cupoletta ottogonale tipica delle torri brasiliane.

TappaVillino Ida


ph. tratta da palermo.mobilita.org

Nel 1903 l'architetto Ernesto Basile progettò la sua dimora palermitana, cui diede il nome della moglie, Ida Negrini di Novara. L'edificio, rigorosamente in stile Liberty, s'affaccia su una delle strade più centrali della città (Via Siracusa), perfettamente inserito tra altre costruzioni. E' a tre elevazioni ed è posto in un angolo di un giardino ornato da due fontane. L'esterno è colorato di bianco che contrasta con un basamento di pietra mentre, sul balcone, spicca l'elegante ringhiera in ferro battuto, sostenuto da mensole e decorato da motivi floreali.


ph. Igor Petyx

Sul prospetto principale si apre l'ingresso, caratterizzato da un imponente portone sul quale campeggia l'iscrizione "Dispar et Unum" (Diverso e Unico), mentre piastrelle policrome e lastre di pietra, sorrette da mensole in ferro battuto, sovrastano le persiane colorate di verde scuro con bordi rossi. In uno dei prospetti laterali troviamo un pilastro a torre che si collega alla terrazza.
L'abitazione è composta da un seminterrato adibito a studio, il piano rialzato con soggiorno e un piano superiore destinato alla zona notte, collegati da due vani scala. Le pareti e i soffitti sono decorati con motivi floreali tipici del Liberty mentre, nella sala degli ospiti, nella cornice superiore, si ripete l'immagine della lucertola in omaggio a Giacomo Serpotta, di cui il Basile era un grande estimatore. Il Villino Ida è oggi sede dei Beni Archivistici e Bibliografici della Soprintendenza dei Beni Culturali della Regione Siciliana.

TappaOfficine Ducrot

E' una vasta area di archeologia industriale novecentesca, di oltre 55.000 metri quadri, alle spalle della residenza normanna della Zisa,  che oggi ospita i Canteri Culturali alla Zisa. Tra il 1891-92 qui sorgeva la fabbrica di mobili Golia che successivamente fu diretta dall’ingegnere francese Vittorio Ducrot. Questi divenne unico proprietario dell’impresa nel 1902, partendo con 200 operai e raggiungendo, nel 1930, i 2.500 dipendenti e la quotazione in Borsa.

Nel 1899, l'imprenditore francese, iniziò una collaborazione con l'architetto Ernesto Basile e i mobili da lui firmati e qui prodotti giunsero nelle case altoborghesi di Palermo, nel Grand Hotel Villa Igea, sulle navi da crociera dell’imprenditore Florio e persino a Montecitorio. Ma nel 1939 iniziò il declino e nel 1940 l’architetto Salvatore Caronia Roberti (autore di numerosissime villette liberty a Mondello, il lido di Palermo) progettò la palazzina dell’Aeronautica Sicula. Nel 1968 ogni attività nell’area cessò.

Nel 1995 il Comune acquistò l’area e l'aprì al pubblico organizzando qui mostre, rassegne musicali e teatrali. Oggi l’area ospita nei diversi spazi fruibili la sede del Centre Culturel Francais de Palerme et de Sicile, la sede del Goethe Institut, la biblioteca dell’Istituto Gramsci.

TappaA Mondello...

Nel 1910 qui furono edificati i primi villini in stile Liberty, subito dopo la bonifica della palude che caratterizzava il piccolo borgo allora abitato da soli pescatori. Successivamente alla bonifca fu costruito anche lo Stabilimento Balneare, realizzato su piloni con terrazze, ampi saloni e due corpi laterali ove trovano alloggio 350 cabine in muratura. Fu progettato e realizzato dall'architetto Rodolfo Stualker negli anni 1911-12 e collegato alla terraferma da una lungo ponte su piloni e con un ingresso monumentale ad esedra. Tra il 1911 ed il 1915, l'architetto Salvatore Caronia Roberti progettò per Mondello alcune villette per la villeggiatura estiva, che fecero spostare il baricentro mondano, dalla città e dalle ville settecentesche verso Mondello.

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