La R.N.O. Bosco di Favara e Bosco Granza

Un oasi verde che ospita i tratti boschivi meglio conservati della Sicilia

31 agosto 2016
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In un ampio territorio che interessa diversi comuni della provincia di Palermo, (Aliminusa, Cerda, Sclafani Bagni, Montemaggiore Belsito) si estende la Riserva Naturale Orientata Bosco di Favara e Bosco Granza, riserva che ospita i tratti boschivi meglio conservati della Sicilia. La zona protetta sorge infatti, su un territorio agricolo dominato dai boschi e la consapevolezza, da parte delle popolazioni locali, che fosse un'inesauribile fonte di sostentamento ha generato, nei secoli, il rispetto e la conservazione integrale dell'area boschiva.


ph. www.parcoimerese.it

LA FLORA - Il bosco conserva delle aree veramente incontaminate e di solito si tratta delle zone meno accessibili, come il Monte Soprana (1127 m s.l.m). Qui dominano i boschi di sughera, roverella e leccio e i loro rami sono ricoperti da licheni, segno che l'inquinamento atmosferico qua non è ancora arrivato. Il sottobosco e le zone pre-forestali invece, sono caratterizzate dalla presenza di vegetazione arbustiva tipica del bosco siciliano come il prugnolo, il biancospino, il melo selvatico, l'asparago spinoso, il pungitopo, il pero mandorlino, la ferula o le ricchissime fioriture dorate di citiso trifloro, una pianta simile alla ginestra. I prati ospitano il ciclamino primaverile, che fiorisce a tappeto e lo zafferanetto ramoso.

In certi posti poi, il bosco è così intricato da impedire l’accesso, anche a causa del caotico e vigoroso sviluppo di molte piante lianose e ricche di spine. Ai margini del bosco invece, crescono la ferula, l'origano, l'asfodelo mediterraneo, la ginestra, il cisto, lo zafferano autunnale, il finocchio selvatico, l'olivastro e la palma nana. Nello stagno di cozzo Bomes si trova poi una vegetazione particolare costituita dal genere Ranunculus, la brasca comune, la cannuccia di palude, la tifa e la tamerice.

LA FAUNA - La riserva è ricca di avifauna. Sugli alberi più alti nidifica il codibugnolo di Sicilia, piccolo uccello insettivoro dalla lunga coda. Il canto melodioso del merlo, dell'usignolo e della cincia risuona per l'intero bosco, mentre ogni tanto è possibile ammirare piccoli gruppi di upupe, la ghirlandaia, il picchio rosso, il colombaccio, lo sparviere. Il sottobosco, come abbiamo già detto, costituisce l'habitat ideale per piccoli mammiferi come la volpe, la donnola, la martora la lepre appenninica e il coniglio selvatico, il ghiro e il cinghiale. Come testimonia il nome del colle 'Costa dei Daini' fra Aliminusa, Cerda e Sclafani Bagni, un tempo questi luoghi erano popolati anche da daini. In quest’area transitano anche piccoli rettili come lucertole, ramarri, testuggini, rospi ma anche serpenti come il biacco (biscia nera) e il saettone (localmente chiamato mpasturavacchi).

TappaR.N.O. Bosco di Favara e Bosco Granza

La Riserva naturale protetta, istituita nel 1997, data in gestione all'Azienda Foreste Demaniali della Regione, copre una superficie di 2977 ettari, divisi in 1.884 in area A e 1.093 in area B.
L'area costituisce un vero e proprio paradiso naturale, con boschi dominati da lecci, querce da sughero e piante arbustive tipiche della macchia mediterranea, habitat ideale per numerosi mammiferi e della ricca avifauna.
Il paesaggio è dominato da tre cime: Cozzo Bomes (1.073 m s.l.m.), Monte Roccellito (1.145 m s.l.m) e Pizzo Conca (1.002 m s.l.m.) formate da depositi arenacei. Tutto il territorio, inoltre, è caratterizzato dalla presenza di una fitta rete di ruscelli e corsi d'acqua che, dopo aver solcato e attraversato valli più o meno ampie, confluiscono nel Fiumetorto e nell'Imera Settentrionale.

TappaCerda

Chi decidesse di trascorrere un giornata alla Riserva potrebbe infine, approfittare per fare un salto a Cerda e pranzare o cenare in uno dei tanti locali dove si possono gustare squisiti prodotti tipici, come i famosi carciofi locali, i formaggi, le ricotte e gli insaccati.

TappaLago di Bomes

Sull'omonimo cozzo è adagiato il piccolo Lago Bomes (a circa 865 m.s.l.), una piccola depressione del suolo, che raccoglie le acque delle alture circostanti. In realtà non si tratta di un lago vero e proprio, ma di uno stagno temporaneo perché si riempie con le piogge autunnali per tornare completamente asciutto nella bella stagione. Le forme di vita vegetali o animali che ospita sono quindi, solo quelli in grado di superare i periodi in cui non c'è acqua. Malgrado ciò lo specchio d'acqua brulica di vita ed è facile scorgere piccoli crostacei di varia forma e dimensione che si nutrono di fitoplancton. Prima della stagione estiva e del prosciugamento stagionale, questi organismi producono uova capaci di rimanere vitali nel fango dissecato anche per molti anni, pronti a completare lo sviluppo al ritorno dell'acqua.

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