La Riserva naturale di Monte Bonifato

Il rimboschimento iniziato negli anni '50 è riuscito a far rinascere l'originario bosco

30 giugno 2016
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Situata sulla cima del Monte Bonifato, la montagna che sovrasta la città di Alcamo, la Riserva Naturale Orientata di Monte Bonifato, meglio conosciuta come bosco d'Alcamo, è stata istituita dalla Regione Siciliana nel 1984. Il monte, un complesso calcareo che raggiunge l'altezza di 825 metri sul livello del mare, sino ai 550 metri di quota è intensamente edificato e presenta solo qualche sparuto albero di tanto in tanto, mentre, salendo ancora, si ricopre di conifere e in misura minore di latifoglie. Il bosco, che ha una superficie di 313 ettari, è il risultato di un'intensa e ben fatta attività di rimboschimento iniziata negli anni '50 e continuata fino agli anni '80.

Flora e Fauna - Come abbiamo già detto il bosco è il risultato di un attività di rimboscimento. Le prime specie reintrodotte sono state il pino d'aleppo, il cipresso e il pino domestico. Il bosco, specialmente sul versante nord e nord-ovest, si mischia con le latifoglie spontanee, principalmente leccio e roverella, testimonianza del bosco originario che ricopriva la cima del monte sino al XIX secolo. Nel sottobosco, crescono il pungitopo (dalle tipiche bacche rosse usato per le decorazioni natalizie) la felce aquilina, il rovo, l'edera, l'assenzio, il prugnolo, il biancospino, la rosa canina e la ginestra. Nelle zone aperte invece, troviamo l'aphelodesma (localmente detta 'disa'), l'euforbia dendroide, la palma nana, il sommacco, la ginestra, la ferula e la peonia. La fitta vegetazione ha creato un habitat quasi unico in Sicilia occidentale per parecchi uccelli che vi nidificano. L'avifauna difatti, è molto ricca e sono state censite più di 36 specie di uccelli nidificanti. Tra i rapaci ricordiamo la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, il falco Lanario, il barbagianni, la civetta, l'assiolo. Numerose altre specie come la cinciallegra, l'occhiocotto, il pettirosso, l'averla, il merlo, la taccola, il corvo imperiale, il rampichino, l'upupa, il colombaccio, la ghiandaia, il passero solitario. Da segnalare la recente nidificazione del picchio rosso maggiore, specie assente da decine di anni. Fino a qualche anno fa era possibile ammirare la splendida aquila del Bonelli che volteggiava sulla pineta presente solo in Sicilia e Sardegna, oggi quasi in via di estinzione. Nella riserva inoltre, sono presenti piccoli mammiferi come la volpe, il riccio, il coniglio selvatico, l'istrice, il topo quercino e la donnola. [www.boscoalcamo.it]

Le tappe del nostro itinerario

TappaRiserva Naturale Bosco dAlcamo

Il percorso che vi proponiamo non presenta grosse difficoltà, si tratta infatti, di un itinerario medio-facile. Per percorrerlo occorrono circa tre ore anche se è meglio coprirsi bene dato che ormai la stagione fredda è arrivata da un pezzo. Lasciando alle spalle l'abitato di Alcamo, ci si dirige verso la riserva lungo una strada tortuosa, seguendo le indicazioni dei cartelli turistici. Giunti davanti alla 'Funtanazza', resto di un serbatoio idrico di epoca medioevale, (che aveva una capienza di circa 1200 metri cubi d'acqua), si lascia l'auto per addentrarsi nella Pineta. L'ex albergo 'La Funtanazza' è attualmente sede del CET, un centro di educazione ambientale, realizzato dalla Provincia Regionale di Trapani, in collaborazione con la LIPU, che ha realizzato un capanno birdwatching e sviluppato una campagna di sensibilizzazione nelle scuole sull'avifauna.

TappaCastello di Bonifato

La riserva era anticamente sede di un antico centro abitato di epoca greca, detto Longuro. Questo villaggio di avvistamento, la cui storia è legata a quella della più florida Segesta, assunse l'attuale nome, in epoca tardo romana, in onore del cavaliere BonifatoMonte Bonifato risulta essere un'area importante dal punto di vista archeologico, custodisce infatti, reperti del periodo pre-protostorico, arcaico, classico e medioevale. I materiali relativi alla preistoria sono rappresentati da pochi frammenti ceramici e da strumenti in selce e ossidiana. Lungo le pendici del monte si estende la necropoli protostorica costituita da tombe del tipo a grotticella artificiale scavate nella roccia. Sulla cima del monte, dopo aver superato la Porta Regina, antico ingresso dell'abitato medioevale, si trova il Castello di Bonifato, esistente già nel 1337 ma  successivamente riedificato dai Ventimiglia, signori di Alcamo. Del castello si conserva quasi integra la torre di nord-ovest detta Torre Saracena, che si sviluppa su tre piani per un'altezza di oltre 19 metri. L'impianto originario del maniero, che rimanda alla planimetria dei castra bizantini, è di forma rettangolare con torri quadrilatere agli angoli con copertura a botte. Nell'ala di sud-ovest sono evidenti tracce di abitazione e di una cappella. I resti di una cinta muraria di due metri di spessore sono ancora evidenti alla Porta della Regina, unico accesso all'antico centro sul lato settentrionale.

TappaSantuario della Madonna dellAlto

Con la costruzione del Castello dei Conti di Modica la funzione difensiva di monte Bonifato decadde e questo edificio venne abbandonato progressivamente al degrado. Giunti in vetta, accanto alla cappella della Madonna dell'Alto, si apre un magnifico panorama che permette di scorgere a est le Madonie, a ovest l'isola di Marettimo e nelle giornate di sereno Ustica a nord e il Monte Cammarata a Sud-est. Dall'alto si domina inoltre, l'intero Golfo di Castellamare e tutto il versante nord della riserva. Scendendo lungo la strada forestale che porta al lato sud si giunge alla pineta dell'area attrezzata di contrada Mazzané, luogo ideale per una sosta e per un pic nic all'ombra.

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