La Riserva Naturale Integrale di Contrada Scaleri

Per conoscere le forme carsiche superficiali sul gesso detritico e su quello alabastrino

27 ottobre 2016
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A circa 2,5 km ad oriente dall'abitato di Santa Caterina Villarmosa, lungo un leggero pendio che da sud scende verso il fondo valle dove scorre il torrente Vaccarizzo, si sviluppa la Riserva naturale integrale di Contrada Scaleri. La riserva, istituita con Decreto dell'Assessorato al Territorio e Ambiente n. 587/44 del 1/9/97, è gestita dall'ex Provincia Regionale di Caltanissetta (oggi Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta) e ha la funzione di tutelare svariate tipologie di forme carsiche superficiali di piccole dimensioni che si sviluppano prevalentemente su gesso detritico a grana fine e, in minor misura, su gessi alabastrini. L'area della riserva si estende su 11,9 ettari di terreno e comprende la zona A di riserva totale di 3,3 ettari e la zona B di 8,6 ettari, destinata a preriserva.

Le tappe del nostro itinerario

TappaRiserva Geologica di Contrada Scaleri

Il territorio riveste particolare interesse per lo studio dei fenomeni derivanti dal processo di erosione delle acque sulle rocce gessose e per le caratteristiche chimiche, fisiche e strutturali di una vasta serie di pietre poco conosciute dalla scienza ufficiale. In realtà questo tipo di erosione è abbastanza diffuso sui gessi siciliani ma la particolarità è che qui presenta delle caratteristiche un po' diverse ed una velocità di erosione particolarmente rapida. I minerali colpiti sono gessareniti e gessopeliti e in minor misura gessi alabastrini, caratterizzati da una continua dissoluzione carsica superficiale che dà origine a forme particolari, rare e poco conosciute. I frammenti di roccia più comuni che si trovano all'interno della riserva sono le scannellature ad andamento meandriforme, dalla larghezza compresa tra i due e i venti millimetri.
Immerse nel tipico paesaggio agricolo siciliano si trovano anche vaschette di corrosione, cavità a fondo orizzontale e dal contorno semicircolare e sono ben sviluppati anche i solchi da carso coperto. Ritrovamenti più rari sono invece, quelli riguardanti i frammenti di pietra a superficie tondeggiante e in stato di graduale deterioramento che rappresentano dei sistemi carsici in miniatura. Si possono osservare inoltre, microcollinette arrotondate la cui estensione è di circa un metro quadrato che si sviluppano su superfici gessose debolmente inclinate.

Lungo la strada provinciale che collega i centri abitati di Santa Caterina Villarmosa e Marianopoli si sviluppano singolari microkarren che creano sulla roccia suggestivi effetti arabescati. I fenomeni di continua erosione carsica danno luogo molto spesso a frane, come testimoniano i frammenti di gesso staccati dalla roccia che spesso si trovano all'interno dell'area. La peculiarità di queste forme di erosione accompagnate dall'interesse suscitato dal punto di vista scientifico per gli aspetti geomorfologici, ha fatto di Contrada Scaleri un'area oggetto di visita durante le escursioni in occasione del "Simposio Internazionale sul Carsismo nelle Evaporiti" nel 1985.
La zona è caratterizzata da una vegetazione tipica siciliana con presenza di pero, ulivo selvatico, mandorlo, euforbie, avena selvatica, ferle, macchie di capperi, cardi selvatici, tagliamani, prucara, finocchio selvatico e la rara orchidea Anacamptys pyramidalis. La fauna è caratterizzata invece, dalla presenza di insetti quali mantidi religiose, grilli e farfalle.

TappaSanta Caterina Villarmosa

In una zona collinare tra i fiumi Platani e Salso, sul versante nord-est del Monte delle Rocche e a circa 606 metri sul livello del mare, sorge il piccolo comune di Santa Caterina Villarmosa fondato nel 1572 per volere del barone Giulio Grimaldi Risigallo. Dal paese si può godere di un panorama immenso che si apre ad est sul verde degli ulivi delle contrade San Giulio e Scalerei, a sud sui fichi d'india, i mandorli e i vigneti delle contrade Muleri e Scavo, a nord sulle montagne della Zoida e di Matarazzo e sulla catena dei Nebrodi, ad ovest la visuale è limitata dalla Fila delle rocche. La presenza umana in questi luoghi è documentata sin da epoca preistorica tanto che sul monte delle Rocche e Ghibbò c'è un antico insediamento risalente all'età del ferro, i cui reperti sono oggi custoditi al Museo Archeologico di Caltanissetta. Il comune, che si trova a circa 90 km da Agrigento, ospita circa 5.810 abitanti e ha un economia basata fondamentalmente sull'agricoltura con coltivazioni di grano, olive e mandorle, uva e legumi e sull'allevamento di ovini, bovini, caprini e pollame. Tipici fra i prodotti artigianali sono i lavori all'uncinetto e i ricami che vengono esposti nelle fiere che si tengono annualmente nei mesi di maggio, agosto e settembre. Dal punto di vista artistico la città si ricorda soprattutto per la seicentesca Chiesa intitolata a Santa Maria delle Grazie, per le settecentesca Chiesa Madre intitolata all'Immacolata Concezione e situata nell'attuale Piazza Garibaldi, per la Chiesa della Provvidenza e quella di Chiesa San Giulio.

 

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