La Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela

Il più grande lago costiero della Sicilia dove sosta l'avifauna che viene dal Nord Africa

31 agosto 2016
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Tra la città di Gela e la foce del fiume Dirillo, immerso tra le ultime dune prospicienti il Canale di Sicilia, è adagiato il Lago del Biviere, il più grande lago costiero della Sicilia. Lo specchio d'acqua si trova all'interno di una Riserva Naturale Orientata, istituita nel 1997 ed affidata in gestione alla LIPU, con lo scopo di tutelare una delle più importanti zone umide della Sicilia, dove l'avifauna migratrice sosta durante gli spostamenti dall'Africa al Nord Europa e viceversa.
L'area, che si estende per circa 131 ettari (120 occupati dal lago e il resto zone umide e dune), dista circa otto chilometri da Gela e si può raggiungere facilmente imboccando la SS 115 Gela-Vittoria e dopo, circa due chilometri dallo stabilimento industriale imboccando, a destra, la SP Gela-Scoglitti. I suoi confini sono delimitati dai suoi affluenti e da una zona di dune dette "Macconi" di un centinaio di metri.

Il Biviere è un lago molto antico tanto da essere citato dallo storico greco Plinio il Vecchio per il luccichio dei suoi argini salati e ricordato dallo scrittore latino Caius Iulius Solino per le acque prodigiose delle vicine sorgenti. In passato, molto probabilmente, aveva un rapporto di scambio con il mare, come succede negli ambienti lagunari ma, durante il Pleistocene, si verificò un'emersione dell'area tanto che il torrente Valle Torta-Monacella non fu più in grado di contrastare la formazione delle dune e quindi di raggiungere il mare, da cui oggi dista circa un chilometro e mezzo.
Il Biviere di Gela è largo da 150 a 600 metri, con un perimetro di circa sei chilometri, una profondità massima di sei metri ed una capacità di oltre cinque milioni di metri cubi. Si tratta però, di dati indicativi poiché è soggetto ad una forte escursione volumetrica dovuta al suo utilizzo per fini irrigui e a sbalzi di salinità.

La Riserva è, inoltre, il luogo ideale per fare un po' di trekking all'aria aperta e rilassarsi lontani dal caos della città. I visitatori possono richiedere informazioni, circa i percorsi da seguire, al gazebo realizzato dalla LIPU all'interno dell'area protetta, oppure sostare in uno dei tre capanni di osservazione per l'avifauna. Chi lo desidera può anche organizzare un pic-nic nell'area appositamente attrezzata. La riserva è accessibile a tutti anche ai diversamente abili.

Flora e Fauna - Il Biviere di Gela è, grazie alla posizione geografica e alle condizioni climatiche, il più grande lago costiero della Sicilia ed anche una della zone umide più importanti dell'isola, dove sostano e svernano numerose specie di uccelli migratori prima di tornare nel nord Europa. Lo specchio d'acqua infatti, ospita oltre 200 specie di uccelli che costituiscono l'elemento di maggiore rilievo naturalistico della Riserva. Tra le anatre troviamo il fischione, il codone, il mestolone, la marzaiola ed il moriglione. Numerose anche le specie di limicoli presenti tra cui il cavaliere d'Italia, la pittima reale, il chiurlo e il corriere piccolo. Non è raro incontrare numerose specie di aironi tra cui l'airone cenerino, l'airone bianco maggiore e, più sporadicamente, il raro airone rosso. Di notte si può tentare di osservare il tarabuso e la nitticora. Tra le altre specie presenti meritano una menzione il mignattaio, diventato il simbolo della riserva, la spatola, il martin pescatore, l'upupa e, tra i rapaci, il falco di palude, il gheppio ed il raro falco pescatore.

Nelle zone limitrofe al lago hanno trovato il loro habitat ideale numerosi mammiferi come la volpe, il coniglio selvatico e la donnola. Anche i rettili e gli anfibi annoverano molte specie. La vegetazione dell'area circostante lo specchio d'acqua è caratterizzata da diverse specie idrofile quali il potamogeton pectinatus, il ceratophyllum demersum, lo scirpus maritimus, lo scirpus lacustris e la phragmites australis. I prati ospitano il timo ed il rosmarino e, in primavera, diverse orchidee selvatiche fra cui la ophrys oxyrrhynchos, raro endemismo siciliano. Nella fascia dunale che separa il lago dal mare si sono insediate la ginestra bianca, il fiordaliso delle spiagge e la rara leopoldia gussonei, endemismo puntiforme del litorale del golfo di Gela.

Pillole di storia - Come già detto, il Biviere fu citato, sin dall'antichità, da diversi storici. Primo tra tutti Plinio il Vecchio che notò come il sale, formatosi negli argini, era talmente splendente da riuscire a riflettere le immagini come in uno specchio. Nella metà del III secolo d.C Caius Iulius Solino, raccontò che, nei pressi del lago, c'erano due sorgenti capaci di rendere sterili o fertili le donne che vi si bagnavano. Fino al XVI sec. l'ambiente, di tipo salmastro, veniva utilizzato come salina ma agli inizi del 600, il Duca Giovanni d'Aragona fece scavare un canale per immettervi acqua dolce proveniente dal vicino Fiume Acate o Dirillo e dal torrente Monacella e ciò mutò profondamente le condizioni bio-ecologiche dell'habitat. Sin dal 1615, il Biviere fu utilizzato per la pesca concessa in gabella tanto che qui il governatore fece costruire un ricovero per i pescatori e per coloro che venivano a comprare il pesce e una cappella per celebrare la messa. Lo specchio d'acqua, ricchissimo di pesce e uccelli acquatici, fu frequentato per secoli da appassionati di caccia e pesca tra cui ad esempio il Ministro Camillo Benso Conte di Cavour. All'inizio degli anni '70 fu oggetto di interventi da parte del Consorzio di Bonifica che per soddisfare i bisogni irrigui delle campagne, ne modificò i volumi idrici. [www.riservabiviere.it]

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