Lampedusa: una scheggia d'Africa in territorio italiano

Gioiello del Mediterraneo, paradiso selvaggio e incontaminato

25 luglio 2016
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Immerse nell'incanto del Mar Mediterraneo, tra la costa tunisina e quella siciliana, Lampedusa, Linosa e la disabitata Lampione sono tre isolette che formano l'arcipelago delle Pelagie, dal greco Pelaghiè che significa 'Isole d'alto mare'. Le Pelagie, proprio per la loro posizione, rappresentano un ponte tra due continenti, quello europeo e quello africano. Lampedusa e Lampione fanno parte della placca continentale africana dalla quale si sono staccate due milioni di anni fa, mentre Linosa è di origine vulcanica. Tutte e tre le isole sono molto frequentate dai turisti che scelgono questi angoli di paradiso per godersi il mare pulito, gli stupendi fondali, il sole caldo e le spiagge dalla sabbia bianca e finissima. Lampedusa è la più grande delle isole, ha una forma allungata, con una superficie di 20,2 km² e circa 5.800 abitanti che vivono più che altro nella parte sud dell'isola, dove in un'insenatura protetta è adagiato il porto.

Praticamente al centro del Mediterraneo, geologicamente appartiene al continente africano tanto che è più vicina alla costa africana (a 113 km) che a quella italiana (da Porto Empedocle (AG) 205 km). Lampedusa inoltre, detiene il primato di essere il centro abitato più meridionale d'Italia, situata ad una latitudine di 35°30' N, si trova più a sud di Tunisi ed Algeri. L'isola, formata da rocce calcaree, presenta sulla costa delle suggestive insenature che custodiscono gelosamente incantevoli spiagge di sabbia chiara cui fa da cornice un mare cristallino ed incontaminato. In questi luoghi è stata istituita una Riserva Naturale che comprende la costa, la macchia mediterranea,  l'Isola dei Conigli con la limitrofa e splendida spiaggia omonima, dove le tartarughe Caretta Caretta ogni anno depongono le uova. La spiaggia dell'Isola dei Conigli, è uno dei luoghi più belli di tutto il Mediterraneo, un fantastico paradiso incontaminato, dai colori così incantevoli da sembrare irreali. Proprio di fronte alla spiaggia c'è l'isola raggiungibile anche camminando in acqua o noleggiando una canoa.

Flora e Fauna - Il territorio di Lampedusa è ricco di vegetazione di tipo mediterraneo e soprattutto nei valloni ancora oggi si possono ammirare il ginepro fenicio, il carrubo, i rari oleastri e il pino d'aleppo che è stato reinserito ultimamente. E' presente inoltre, la gariga-steppa, costituita da asfodeli, asteracee e distese di urginea marittima, euforbia, lentisco, macchia della seta, camedrio, thè siciliano. Sulla costa si possono ammirare distese di limonium lopadusanum, con la sua splendida fioritura, e la rara caralluma europaea, una pianta nordafricana con fioritura stelliforme, presente in Europa solo a Lampedusa e nella Spagna meridionale e la centaurea acaulis, una specie che cresce spontanea in Nord-Africa. Le zone coltivate sono molto rare anche se ci sono vigneti, orti e alberi da frutto come fichi, carrubi, melograni, fichi d'india ed albicocchi e anche qualche ulivo o palma. Anticamente l'isola era abitata da numerose specie animali ma oggi sono rimasti soltanto il coniglio selvatico, il mustiolo, il pipistrello albolimbato e  il topolino delle case. Sono scomparsi  i cervi e le capre  introdotti dal Principe Tomasi e la stessa fine hanno fatto il cinghiale, il bue domestico e l'asino. Tra gli uccelli, da aprile a settembre, si scorgono il falco della regina e poi ancora la berta minore, il gheppio, il falco pellegrino, il piccione selvatico, la calandrella, il cardellino ed il fanello, il marangone dal ciuffo. Qualche nidificazione sporadica vi è stata pure da parte del beccamoschino e lo strillozzo. Deve essere citata inoltre, la nutrita colonia di gabbiano reale che nel mese di aprile depone le uova sull'Isola dei Conigli.

Tra i rettili, come già detto, ha trovato il suo habitat ideale la rara tartaruga Caretta Caretta, che qui viene a nidificare, la testuggine comune, il verrucoso, la tarantola muraiola e due serpenti di origine africana, il colubro lacertino e il colubro dal cappuccio. Le acque incontaminate che circondano l'isola sono ricche di pesci di vario genere come l'aragosta, la cernia, la murena, il pesce pappagallo, arrivato a Lampedusa dopo l'apertura del Canale di Suez, e più a largo, il pesce spada, il tonno e il delfino. Alcune associazione ambientaliste come Marevivo inoltre, stanno portando avanti diverse attività di salvaguardia nei confronti della fauna ittica e soprattutto dei delfini, qui presenti in tre speci diverse: il delfino comune, il tursiope e la stenella. Mediante lo studio e la ricerca si cerca di sensibilizzare le popolazioni locali sulla necessità di proteggere questi intelligenti e simpatici mammiferi marini. Tra marzo ed aprile, fanno capolino anche alcuni grandi mammiferi quali la balenottera comune, la balenottera minore e il capodoglio. Non ci sono invece pesci d'acqua dolce per la mancanza di raccolte d'acqua sulla terraferma.

Pillole di storia - Lampedusa anticamente è stata colonizzata a più riprese da Fenici, Greci, Romani e Arabi. I suoi mari custodiscono da millenni un autentico tesoro archeologico, costituito da resti di diverse navi inabissate dalle stive ancora piene di anfore per lo più intatte. Queste navi sono ancora oggi le mute testimoni delle antiche battaglie che in queste acque si combatterono per il controllo dell'isola.
Quando nell'isola si stabilirono i Romani vi impiantarono uno stabilimento per la lavorazione del pesce e la produzione del garum, una salsetta di pesce per condire i cibi, che piaceva molto ai romani dell'età imperiale. Gli arabi invece, dediti com'erano alla pirateria, utilizzarono l'isola come approdo durante le loro scorribande.

Dopodiché Lampedusa rimase disabitata per lunghissimo tempo. Nel 1630 Giulio Tomasi, avo di Giuseppe, autore del romanzo il 'Gattopardo',  fu insignito da Carlo II di Spagna del titolo di Principe di Lampedusa e Linosa. Nel 1760 l'isola fu colonizzata da sei francesi seguiti, dopo sedici anni, da un nucleo familiare maltese. E poi da piccoli gruppi di agricoltori capeggiati da maltesi e inglesi. Nell'800 i Tomasi cedettero le Pelagie a Ferdinando II di Borbone che vi insediò circa 150 panteschi che utilizzarono come abitazioni i Dammusi tipiche costruzioni locali in pietra con la particolare copertura a cupola. Nel 1860 gli isolani divennero sudditi del Regno d'Italia che si disinteressò totalmente dell'isola se non per impiantarvi nel 1872 una colonia penale, poi soppressa soltanto nel secolo successivo.

La fortuna di Lampedusa iniziò il 15 Aprile 1986 quando balzò all'onore delle cronache di tutto il mondo la notizia dei due missili Scud che il colonnello Gheddafi avrebbe lanciato sull'isola. Turisti provenienti da tutto il mondo scoprirono così che a sud della Sicilia c'era un paradiso selvaggio ed affascinante immerso in un mare incontaminato e meraviglioso. Persino l'economia locale mutò radicalmente ed in fretta e gli abitanti, che per la maggior parte vivevano di pesca, con l'apertura di alberghi, ristoranti e negozi, si trasformarono in operatori turistici.

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