Le rotte del vino della provincia di Messina

Tre itinerari enogastronomici in uno dei territori più belli della Sicilia

06 aprile 2017
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Situata all'estremità nordorientale della Sicilia e immersa nell'incontaminato territorio di due catene montuose, i Peloritani e i Nebrodi, la provincia di Messina si affaccia a nord sul Mar Tirreno, ad est sullo Stretto di Messina, che la separa dalla Calabria. Il territorio provinciale è tra i più ricchi dell'isola, e ne fanno parte due località turistiche molto rinomate, Taormina e il magnifico scenario naturale delle Isole Eolie (Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano). Gli appassionati di Archeologia possono recarsi poi a Tindari, che oltre al famoso santuario legato al culto mariano, ospita un'area archeologica di tutto rispetto, che custodisce le rovine della città di Tyndaris, fondata da Dionisio di Siracusa nel 396 a.C. Gli amanti del trekking possono invece, seguire i tanti sentieri naturali all'interno dello spettacolare Parco dei Nebrodi.
Come se non bastasse, a tutto questo si aggiunge un immenso e ricco patrimonio storico ed architettonico da valorizzare con un’offerta turistica integrata da un’enogastronomia imperniata alla qualità e tipicità. Per far ciò negli ultimi anni è nata l'associazione 'Strade e rotte del vino della provincia di Messina', il cui percorso permette di fermarsi a degustare i tanti prodotti tipici di produzione locale e soprattutto gli squisiti vini: il Malvasia delle Lipari, il Mamertino e il Faro Doc.

Strade e rotte del vino in provincia di Messina - E' un'associazione i cui promotori hanno lo scopo di promuovere lo sviluppo del turismo enogastronomico culturale come fattore trainante in un territorio molto interessante dal punto di vista paesaggistico e ambientale, storico e artistico. Fan parte dell'associazione produttori vitivinicoli e cantine, produttori specializzati in produzioni alimentari tipiche, Comuni, Enti locali pubblici e privati, enoteche, botteghe del vino e dei prodotti alimentari tipici, ristoratori, albergatori, imprese artigiane e commerciali e tanti altri. Lungo questo percorso si distinguono tre itinerari che ci guidano alla scoperta dei territori di produzione dei tre vini DOC della provincia messinese: il percorso del Vino Faro, prodotto nelle colline sovrastanti lo stretto di Messina ed avente origini antichissime risalenti addirittura all'età micenea, il percorso del Vino Mamertino che riguarda le zone di Santa Lucia del Mela, Milazzo e Merì e quello del Vino Malvasia delle Lipari, le sette isole sorelle, poste di fronte alla costa nord orientale della Sicilia. A questo si aggiunge la possibilità di degustare le tante specialità della cucina locale, dai colori e profumi tipicamente mediterranei.

Le tappe del nostro itinerario

TappaMalvasia Doc

Partendo dalle Eolie, territorio in cui si produce il Malvasia, è possibile fare un vero e proprio tour dei sapori gustando le tante pietanze di pesce condite con rosmarino, basilico, aglio, menta, nepitella, olive, pomodorini a pennula e i rinomati capperi di Salina. Straordinari anche gli spaghetti alla stromboliana con i capperi o la pasta con i ricci di mare, la caponata eoliana, e il tortino di spatola. La fine del pasto può essere addolcita con le tipiche vastiduzze, dolcetti realizzati con uva passa e mandorle e i deliziosi spicchiteddi, a base di vino cotto, chiodi di garofano e cannella.

Malvasia delle Lipari - Introdotto nel primo trentennio del XVII secolo a Salina, ha conosciuto l’apice della sua fortuna nell’800, quando veniva commercializzato in tutta l’area del Mediterraneo. Dopo un periodo di crisi della produzione dovuto a varie vicende, tra cui ad esempio l'epidemia fillosserica del 1888, oggi assistiamo ad una ripresa grazie anche ad una seria opera di rilancio di prestigiose case vinicole locali. Nel 1974 la Malvasia delle Lipari è stata riconosciuta DOC: il disciplinare che ne regolamenta la produzione prevede che il vino sia ottenuto al 95% dal vitigno bianco Malvasia delle Lipari, una varietà locale introdotta dai Greci nel IV secolo a.C., e dal 5 all'8% dal Corinto Nero. Il colore varia tra il giallo oro e l'ambra, più carico via via che procede l'invecchiamento, il profumo è ampio con sentori di ligustro e ginestra, gusto dolce, pieno, con note di tamarindo e notevole aromaticità. Può invecchiare dai tre agli otto anni e si serve con frutta fresca e piccola pasticceria. La versione Passito, chiamata anche Dolce Naturale, è ottenuta dalle stesse uve lasciate però parzialmente essiccare sulla pianta o su graticci. Ha colore giallo ambrato, profumo di eccezionale ampiezza con sentori di eucalipto, miele, fiori spontanei, erbe aromatiche e ligustro; sapore dolce elegante, vellutato, con leggero gusto di albicocca.

TappaMamertino Doc

Lungo la Strada del Vino Mamertino doc si possono assaggiare invece, gli squisiti maccheroni, prodotti con un'ottima farina di grano duro locale, accompagnati da un secondo di carne o di salumi e pancette di maiale di produzione locale. Nel periodo natalizio si prepara inoltre, il 'riso nero', insaporito con caffè o cacao Anche qui il pesce la fa da padrone con spaghetti al sugo di totani ripieni, sarde a beccafico ed altri saporiti piatti di verdure, conditi con olio di oliva (melanzane ripiene, parmigianamdi melanzane, peperonata…). Per finire i dolci tipici come le cuddure, biscotti di morbida pastafrolla in varie forme o la frutta martorana.

Mamertino Doc - Ha origini molto antiche, sembra infatti che nel 289 a.C. i Mamertini piantarono nei luoghi intorno a Milazzo, e nel circondario dei comuni di Santa Lucia del Mela e di Merì, 'una pregevole vite per la produzione di un pregevole vino'. Amato molto dallo storico Plinio e dal geografo Strabone, fu offerto da Giulio Cesare in occasione del banchetto per celebrare il suo terzo consolato e citato nel 'De Bello Gallico'. Il Mamertino, da secoli così tanto decantato, oggi è prodotto con gli antichi sistemi e moderne tecniche di vinificazione dalle Case Vinicole tirreniche. Si produce nelle tipologie bianco e rosso soprattutto nel territorio di Milazzo, Santa Lucia del Mela e Merì. Qui si coltivano le varietà Nero d’Avola, Sangiovese, Nocera e Nerello Mascalese per i vini rossi e le varietà Catarratto Comune, Catarratto Lucido, Inzolia e Grillo per i vini bianchi. L'articolo 2 della Denominazione di Origine Controllata, assegnata al Mamertino il 3 Settembre 2004, impone che il Bianco e Bianco riserva siano prodotti con almeno il 35% congiuntamente di Grillo e Ansonica o Inzolia e con minimo il 10% di ogni vitigno, con una percentuale minima del 45% di catarrati. Il Rosso e Rosso riserva si produce invece con Calabrese o Nero d’Avola con una percentuale minima del 60%, di Nocera per il 10%. Per la restante quota, fino ad un massimo del 30% i vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nella provincia di Messina.

TappaFaro Doc

Nella zona di Messina, lungo la Strada del Faro Doc, è possibile gustare degli ottimi frutti di mare del Lago Faro o di Ganzirri, ma anche il ragù di sarde con zafferano, pinoli, uva passa e finocchio selvatico oppure il pescestocco, una delle pietanze più tipiche dello Stretto cucinato con cipolla, sedano, olive verdi salate, capperi, salsa di pomodoro, patate, il tutto irrorato con abbondante olio extravergine di oliva. Per concludere il pranzo da non perdere i cannoli di ricotta o la pignolata, bianca al profumo di limone e al cioccolato e nella bella stagione le granite di caffè o fragola, con panna, o di limone e i rinomati gelati dai gusti più assortiti.

Tipologia dei vini Faro Doc - Dalle origini antichissime risalenti addirittura al periodo miceneo (XIV secolo a.C.), il 'Faro', prodotto nelle colline del comune di Messina, ottenne la Doc nel 1976. E' prodotto utilizzando i vitigni Nerello Mascalese nella percentuale dal 45 al 60%, il Nocera dal 5 al 10%, il Nerello cappuccio dal 15 al 30%, con un massimo del 15% di vitigni, Nero d’Avola, Gaglioppo e Sangiovese. Ha un colore rosso rubino intenso, profumo etereo con note di marasca e frutta matura.

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