Marsala, Città del Vino

Qui è custodita una delle navi fenicie che combattè la I guerra punica

08 novembre 2016
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Sulla costa occidentale della Sicilia, su Capo Boeo, sorge Marsala estrema punta occidentale dell'isola, proprio davanti alle isole Egadi e dello Stagnone. 'Maissala', come la chiamano in dialetto, è un grosso comune famoso per il suo squisito vino liquoroso e perchè costituisce il maggiore centro commerciale, agricolo e industriale della provincia di Trapani, da cui dista circa 30 Km. La città è per il numero degli abitanti il quinto centro siciliano dopo Palermo, Catania, Messina e Siracusa e il 63° più grande d'Italia. Per tutti questi motivi, Marsala aspira da circa un secolo a diventare capoluogo di provincia ma senza successo.

Il centro abitato sorge sulle rovine dell'antica cittadella cartaginese di Lilibeo tanto che i suoi abitanti, ancora oggi, sono chiamati lilibetani. Per tutelare questo immenso patrimonio storico, dopo decenni di edilizia selvaggia, si sta cercando di realizzare un vero e proprio parco archeologico, delimitando e scavando in una vasta area che corrisponde alla zona dove un tempo sorgeva Lilibeo. I primi scavi in effetti, iniziarono negli anni '70 con il rinvenimento della cosiddetta 'Insula romana', una lussuosa abitazione con annesso impianto termale e una pavimentazione a mosaici. Nelle vicinanze nell'ultimo decennio invece, è stato portato alla luce il decumano massimo, la via principale di epoca romana che partiva dal promontorio di Capo Boeo e percorreva l'odierna Via XI Maggio. A questi ritrovamenti si aggiungono la Venere Callipige del II secolo e innumerevoli altre tracce di civiltà antiche come pavimentazioni, utensili vari, resti di abitazioni e di strade.

Le tappe del nostro itinerario

TappaMozia e le isole dello Stagnone

Sempre sul territorio di Marsala si trova la Riserva naturale regionale delle isole dello Stagnone, una zona suggestiva importante non solo dal punto di vista naturalistico ma anche storico. Una delle isole dello Stagnone è infatti Mothia, antico insediamento fenicio, i cui abitanti dopo l'assedio e la distruzione di Siracusa, fondarono Lilybaeum con l'aiuto dei romani. La sua fondazione è strettamente legata a quella della città di Mothia, importante insediamento fenicio-punico fondato nell'VIII sec. a.C. Durante la prima guerra punica Mothia fu assediata dai romani e difesa dal comandante punico Imilcone. A quel periodo risale uno prezioso relitto archeologico di una nave punica custodito nel Museo del Baglio Anselmi, che costituisce l'unico esempio al mondo di reperto archeologico di imbarcazione da combattimento.

TappaPalazzo VII Aprile e Chiesa Madre

Il nostro itinerario inizia dal centro storico della città, situato nel suggestivo quartiere del Cassero, una sorta di quadrilatero delimitato anticamente da una cinta muraria della quale restano quattro bastioni cinquecenteschi. Il Cassero racchiude anche il cinquecentesco quartiere spagnolo che ospita gli uffici del comune, con Palazzo VII Aprile sede del consiglio comunale.
​In piazza della Repubblica sorge la Chiesa Madre dedicata a San Tommaso di Canterbury. Secondo la leggenda la costruzione della Chiesa (avvenuta tra il 1173 e il 1189) fu avviata in seguito al fatto che una nave inglese che portava in Inghilterra delle colonne corinzie destinate alla costruzione di una chiesa in onore di San Tommaso di Canterbury fu costretta, dalle cattive condizioni del mare, a fermarsi a Marsala. L'edificio ha una maestosa facciata barocca, mentre l'interno custodisce numerose opere pregevoli tra cui spiccano una bella icona di Antonello Gagini e Berrettaro (abside sinistra) e, nel transetto destro, una delicata Madonna del Popolo, di Domenico Gagini (1490). Sopra quest'ultima, degna di nota è la tela rinascimentale di Antonello Riccio raffigurante la Purificazione della Vergine.

TappaComplesso monumentale di San Pietro

Sempre nella zona del Cassero, in Via XI Maggio, si trovano anche la Chiesa e il cinquecentesco monastero di San Pietro nell'antico quartiere ebraico. La facciata della Chiesa del 1559, è un vero e proprio gioiello d'arte, dominata da un ampio rosone a raggiera, e l'interno a unica navata con copertura a botte. Il monastero adiacente è oggi adibito a museo civico nel quale spesso si svolgono manifestazioni culturali. Da non perdere inoltre, il medievale Convento del Carmine e molte altre chiese, conventi, palazzi gentilizi di notevole valore storico, artistico e architettonico, costruiti in gran parte tra il XVI e il XVIII secolo. Tra queste ricordiamo la Chiesa dell'Addolorata nell'omonima piazza, voluta dai cittadini per ringraziare la Madonna di alcune grazie ricevute. L'elegante facciata convessa è divisa in due ordini da una cornice, nel primo si apre un portone neoclassico sormontato da un cuore trafitto, simbolo della Madonna dell'Addolorata. L'interno, di forma poligonale, è chiuso da una cupola con decorazioni a cassettoni.

TappaChiesa del Purgatorio

L'Oratorium di Santa Cecilia (Chiesa del Purgatorio) in Piazza Purgatorio, del XVI secolo, ha una pianta a croce latina con tre navate divise da colonne in marmo. Fra il transetto e la navata centrale si erge una cupola a costoloni rivestita di maioliche. Da non perdere la Chiesa dell'Annunziata, sorta su una precedente chiesa nel 1490. L'antica chiesa fu trasformata in sacrestia mentre le case limitrofe in cappelle. Inizialmente la chiesa era dotata da un portico a tre fornici, coperto in legno, successivamente il solaio fu sostituito da volte a crociera secondo i dettami rinascimentali. Rinascimentale è anche il motivo delle finestre del primo piano, sovrastanti portico e portale di accesso al convento. In età barocca la chiesa fu ridisegnata ad unica navata, coperta da un dammuso lunettato, con alte finestre sugli archi laterali. 

TappaChiesa di San Giovanni e Grotta della Sibilla Lilybetana

Molto suggestiva è anche la cosiddetta 'Grotta della Sibilla Lilybetana' che si trova sotto la Chiesa di San Giovanni Battista, costruita da san Giovanni Battista sotto il Capo Boeo, vicino alla costa. Nel corso dei secoli la 'Grotta' che si trova a 480 m di profondità, divenne parte integrante dell'edificio. E' costituita da un'ambiente centrale e circolare coperto da una cupola in muratura e legato ad altri due ambienti uno orientato a nord, l'altro ad ovest. Il centro della stanza è occupato da una vasca quadrata alimentata da una sorgente che sgorga dal pavimento. Un altare in pietra con un immagine di San Giovanni Battista del XV secolo completa l'insieme. Leggenda vuole che questo luogo fosse abitato dalla Sibilla Cumana o Lilybetana e, in un angolo, si pùò riconoscere il giaciglio nel quale ella  dormiva. Secondo un'altra leggenda Ulisse in persona, in una delle sue tante peregrinazioni, si era fermato nella grotta per dissetarsi.

TappaCastello medievale

Il Castello medievale sorge nella zona orientale della città. Molto probabilmente fu edificato in età normanna (agli inizi del XIII secolo) e rafforzato in età sveva, come testimoniano alcuni elementi stilistici tipici dell'architettura federiciana. La città era collegata al maniero mediante tre vie che si inserivano nel tessuto urbano, mentre altre due  lambivano le mura orientali. Addossate al muro di cinta lungo il fossato erano presenti abitazioni povere e un area 'industriale' con botteghe all'aperto. Il castello così come nella sua conformazione medievale, è stato ristrutturato solo nell'Ottocento, e attualmente ospita il carcere cittadino

TappaMuseo Archeologico Baglio Anselmi

Chi si trova a Marsala può approfittare per fare un giro per uno dei tanti musei che la città offre. Tra questi ricordiamo il Museo Archeologico regionale Lilibeo 'Baglio Anselmi' che ospita un relitto di nave punica ritrovata presso punta alga, sul litorale nord. Fu usata durante la Battaglia delle Isole Egadi, che concluse la Prima guerra punica, ed è in assoluto l'unico esemplare al mondo, importantissimo per lo studio della tecnica navale Fenicia.
Interessante il Museo degli arazzi fiamminghi, istituito grazie ad una preziosa donazione, fatta da Monsignor Antonio Lombardo, già vescovo di Messina, di otto arazzi fiamminghi del tardo '500 che narrano le principali vicende della conquista di Gerusalemme da parte dei romani Vespasiano e Tito. 
Sulla via Salemi il Museo dell'Agricoltura Baglio Biesina, che custodisce utensili e attrezzi usati dai contadini risalenti anche ai primi dell'800. Il Museo garibaldino all'interno del Complesso Monumentale San Pietro invece, ospita preziosi reperti risorgimentali.

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