Mussomeli, paese di vicoli e di chiese

Il Castello, le chiese e i siti archeologici custoditi nel cuore del nisseno

01 giugno 2016
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Arroccata su una collina ad oltre 750 metri sul livello del mare, Mussomeli domina dall'alto l'area montuosa che separa le province di Caltanissetta e Agrigento. Il suo nome deriva secondo alcuni storici da 'Mons Mellis', antica denominazione di Monte San Vito, che sovrasta il paese, secondo altri invece, dall'arabo 'Manzil' che significa 'dimora, casale' e 'Mel' che significa 'bene'. Il delizioso paesino montano sorge in posizione panoramica, con le case serrate l'una all'altra tanto da lasciare spazio solo a strette stradine lastricate che gli hanno fatto meritare l'appellativo di presepe d'Europa. In questi vicoli e vicoletti si trovano però degli autentici tesori artistici e architettonici custoditi tra le mura dei palazzi e soprattutto delle tante chiese del '400 e '500. Nei secoli la città ha subito diverse dominazioni: dai Normanni agli Svevi e poi ancora agli Angioini, anche se l'attuale centro è stato fondato col nome di Manfreda dal principe Manfredi III Chiaramonte nel XIV secolo. Solo nel XV secolo il borgo ha assunto l'odierno nome, mentre sotto il dominio della dinastia Lanza, dal 1549 sino al 1812, è diventato comune autonomo.
Mussomeli è il luogo ideale per chi vuole trascorrere una vacanza culturale all'insegna del relax, magari assaporando le tante prelibatezze della cucina locale come per esempio gli squisiti dolci, i formaggi, la ricotta e altri prodotti caseari. Molto sviluppato anche l'artigianato con la produzione di diversi oggetti in ferro battuto, legno, ceramica. Tipici sono i ricami a mano, le ceste e i canestri di canne.

Le tappe del nostro itinerario

TappaLe aree archeologiche

La presenza umana in questa zona sembra essere antichissima tanto che il territorio di Mussomeli è costellato di molteplici insediamenti preistorici che offrono interessanti itinerari che vanno dal sito di Polizzello, polo di cultura Sicano-Egea a quello di Raffe, esempio dell'ellenizzazione della Sicilia interna. A Polizzello si possono ammirare diverse grotte che contengono tombe a forno e che richiamano alla mente quelle presenti nella necropoli di Gibil-Abib, nella zona di Caltanissetta. In contrada Raffe invece, è possibile cogliere la testimonianza di forme di civiltà successive risalenti al periodo della colonizzazione greca e romana. Il materiale proveniente da questi siti purtroppo è finito troppo spesso nelle mani di spregiudicati tombaroli che l'hanno rivenduto al migliore offerente.

TappaIl Castello Manfredonico

Su uno sperone roccioso sorge l'imponente Castello Manfredonico, che è tra i complessi fortificati meglio conservati della Sicilia e, con la sua mole articolata, domina l'intera valle sottostante. Il maniero, fatto edificare da Manfredi III Chiaromonte nel 1370, è per Mussomeli non soltanto il monumento di maggior interesse ma rappresenta inequivocabilmente l'inizio della sua storia. Manfredi III, valoroso guerriero e abile stratega, inerpicatosi sulla rupe dove oggi si erge l'edificio, rimase impressionato dallo splendido e ampio panorama e capì immediatamente che qualsiasi fortezza fosse stata li edificata avrebbe goduto della naturale protezione della rupe. Il castello, dunque, fu fatto costruire sfruttando la conformazione della roccia che è a picco dal lato sud-ovest, mentre è accessibile dal lato nord-est attraverso una strada a gomito su una ripida scarpata. Per questo motivo la fortezza è difesa da una doppia fascia di mura merlate soltanto sul lato nord-est. Un arco acuto introduce all'interno della prima cinta, dove si trovano le scuderie semidistrutte con volta a botte, mentre due stemmi ormai consumati sono scolpiti nei punti d'imposta dell'arco mostrando le armi dei Chiaromonte.
Più in alto si trova la seconda fascia muraria all'interno della quale si trova il castello, cui si accede attraverso un atrio più interno scolpito con le due torri merlate. L'edificio ha una pianta poligonale con forma a tenaglia e il corpo principale che si affaccia sullo strapiombo sottostante verso sud est. Un tempo in questo strapiombo venivano eseguite le condanne a morte. Il prospetto è munito di merli, bifore e due torrette cilindriche addossate agli spigoli d'angolo. Sembra che tra i proprietari e inquilini del castello ci sia stato anche Cesare Lanza, famoso barone di Carini, qui rifugiatosi dopo aver assassinato la figlia Laura. Secondo una leggenda per le stanze del maniero infatti, si aggirerebbe ancora il fantasma di Laura Lanza, alla ricerca disperata del padre.

TappaChiesa Madre San Ludovico

Al centro del paese si erge, sopra i tetti, l'alta facciata della Chiesa Madre, dedicata a San Ludovico. Edificata nella seconda metà del XIV secolo da Manfredi III, fu inizialmente dedicata a San Giorgio, protettore della famiglia Chiaramonte. Nel 1783, per disposizione di Don Giuseppe Lanza, si costruì la facciata in pietra calcarea squadrata e modellata e il campanile. La pianta ha un impianto longitudinale a tre navate. La navata centrale è coperta con una volta a botte ribassata e così pure il presbiterio, le navate laterali con piccole volte a crociera. All'inizio del XVII secolo, l'Arciconfraternita del SS. Sacramento, costruì il proprio oratorio attiguo alla Madrice. La chiesa, piuttosto piccola è realizzata in pietra calcarea, ha un impianto longitudinale con volta a botte lunettata e all'interno si possono ammirare gli antichi paramenti della Confraternita. Poco lontano, nel quartiere di Terravecchia si trova la Chiesa di Santa Margherita, edificata nella prima metà del XIV secolo e ricostruita nella seconda metà del XVII sec. L'esterno ricalca la semplicità tipica dei modelli rinascimentali, con un campanile quadrato che spicca sul lato destro della facciata. In via Barcellona sorge invece, la Chiesa della Provvidenza, costruita alla fine del XVII sec. con pianta longitudinale ad unica navata coperta da volta a botte lunettata. L'altare maggiore presenta una decorazione a stucco di scuola serpottiana e ingloba due grandi statue in stucco dei Santi Pietro e Paolo. Di un certo interesse il Crocifisso ligneo del XVII secolo e due tele della prima metà del '700 rappresentanti la Sacra Famiglia e San Giuseppe con Bambino.

TappaChiesa e convento di San Francesco

Seguendo via Barcellona arriviamo alla Piazza principale di Mussomeli, Piazza Umberto I, dove si possono ammirare il monumento dedicato ai caduti in guerra, Palazzo Mistretta del 1850 e la Chiesa ed il convento di San Francesco, del 1524, nel quale prendono posto i Minori Conventuali dell'Ordine Francescano. Da piazza Umberto continuiamo per via Principe di Scalea dove possiamo ammirare la Chiesa del Collegio di Maria edificata nel 1657 con il suo singolare campanile triangolare. Scendendo ancora lungo via Trabia raggiungiamo piazza Roma dove si erge maestoso il palazzo del principe conosciuto come Palazzo Trabia e la torre dell’orologio che si alza su via Minneci. Vicino a palazzo Trabia si può visitare la Chiesa dei Monti, edificata nel 1567, con pianta longitudinale, ad unica navata, con copertura a botte lunettata. L'opera più pregevole custodita in questa chiesa è un Crocifisso ligneo opera di Fra Umile da Petralia.

TappaChiesa della Madonna dei Miracoli

Proseguiamo verso la piazza Manfredi Chiaramonte, dove sorge la Chiesa di Sant’Antonio del 1563 e poi, seguendo una ripida discesa - detta calata da Madonna -, si arriva alla chiesa più bella del paese, la Chiesa della Madonna dei Miracoli, edificata intorno al 1530-1536 nel luogo in cui avvenne il miracolo della guarigione di un mendicante paralitico. Scendendo ci si imbatte nella Chiesa di San Giovanni Battista del 1629 che custodisce la statua più venerata di Mussomeli, l’Addolorata. Altre chiese da visitare sono la Chiesa di Santa Maria del Carmelo edificata nel 1574 e ricostruita nella prima metà del XVIII secolo, la Chiesa di Sant'Enrico del 1750 e la Chiesa della Madonna delle Vanelle aperta al culto il 7 Settembre 1635, fondata, secondo la leggenda, per volontà del Principe della Cattolica per sciogliere un voto fatto dopo essere scampato al pericolo di annegamento in un vicino torrente. Splendide anche la Chiesa della Madonna di Trapani, ultimata nel 1737, e la Chiesa della Madonna del Carmelo del 1574.

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