Nel cuore rurale della Sicilia

Un piccolo viaggio al confine delle province di Palermo e Caltanissetta, tra campi e pascoli

14 settembre 2017
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L’itinerario che vi proponiamo porta lontani dal mare, nel cuore della Sicilia rurale, tra campi di grano e pascoli, dopo il Parco delle Madonie ed esattamente al confine tra le province di Palermo e Caltanissetta.
Una Sicilia fatta di piccolissimi paesi che, purtroppo, nei decenni sono stati abbandonati e quindi trascurati. Tre tappe per tre comuni di grande fascino e di storia millenaria. Visiteremo luoghi dove la genuinità è valore intrinseco e la si trova abbondante nell’aria, nel cibo e nel vino. Un piccolo viaggio per una grande esperienza, alla scoperta di quella parte dell’Isola che nessuno racconta...

Le tappe del nostro itinerario

TappaBompietro (e Locati)

A conclusione della guerra dei Vespri Siciliani (31 marzo 1282-1302) la Sicilia fu assoggettata agli spagnoli i quali, perpetuando il sistema feudale, la divisero in vari ducati. Alla famiglia spagnola dei Ferrandina nel 1400 fu donato, con molti altri feudi, il territorio di Bompietro. Verso il 1500 i contadini cominciarono a fabbricare le prime case sui terreni che lavoravano, ceduti dalla famiglia Ferrandina, e di cui erano divenuti proprietari. Sorsero così le frazioni di cui si compone il Comune. "Bompietro" è il nome del quartiere centrale sorto attorno alla chiesa e che a lungo fu chiamato "Borgata Chiesa". La prima strada principale fu Via Madre Chiesa.

L'unica frazione è Locati, sede, un tempo, di un carcere che ebbe particolare importanza per la nascita e il suo sviluppo. Posta in una posizione di frontiera, Locati era luogo di dogana dove le merci venivano controllate e veniva pagato il dazio necessario per transitare sul proprio territorio attraverso la regia trazzera Catina-Thermae, da Enna a Termini Imerese. Nei suoi dintorni vennero costruiti i primi insediamenti rurali ed iniziarono a sorgere di locande che offrivano ospitalità e ristoro a viandanti e animali che vi sostavano prima di riprendere il loro viaggio.
Le popolazioni di Bompietro e Locati, seppur in territori contigui, per origini, modi di vivere e personalità differiscono notevolmente. Da sempre Locati ha brillato di luce propria, e nonostante la decimazione della popolazione, questa frazione vive fiera delle proprie tradizioni e continua ad essere laboratorio di nuove idee innovative e sperimentazioni.

TappaResuttano


Foto di Rodolfo Giunta - Panoramio.com

Il territorio resuttanese fu interessato da insediamenti arabi, testimoniati dalla presenza di un castello di origini arabe. Voluto da Giuseppe di Napoli, Resuttano fu fondato sulle terre del feudo Rachilepri e nacque ufficialmente il 7 giugno 1627. I suoi primi abitanti provenivano per lo più dai vicini centri delle Madonie: soprattutto le due Petralie.

Una della più importanti attrattive turistiche dell'area è il Castello arabo-normanno. Distante dall'abitato di Resuttano circa 4 km, esso risulta costituito da un torrione, attorno al quale si dislocano edifici minori anche di epoca recente. Si ritiene che il Castello risalga al primo periodo normanno, però il nome riporta all'antecedente periodo arabo. Il nome infatti verrebbe dall'arabo Rahal-Suptanum (Fattoria fortificata). Gli arabi avrebbero edificato questa fattoria come "edificio insieme rurale e militare" data la notevole importanza strategica di quel posto, una delle principali vie naturali di comunicazione della Sicilia: la valle del fiume Imera Meridionale che, non lontano da Resuttano, si collega con quella del fiume Imera Settentrionale.
Acquistato dal notaio Antonino Manasia nel 1919, nel dicembre del 1997 la Soprintendenza ai Beni Culturali, dopo lungo iter, ha portato a termine l'esproprio relativamente al solo complesso murario, realizzando immediatamente un primo intervento di consolidamento delle strutture e pulizia dell'ambiente.
A chi visiti il castello parecchi elementi balzano con piacere alla vista: belle finestre "che conservano elementi architettonici eleganti: prevale l'arco romanico, ma c'è anche una finestra con architrave rinascimentale"; una scala a chiocciola in pietra che conduceva ai piani superiori; una sala a volta; il cortiletto interno, sul cui muro interno è dato vedere lo stemma signorile

TappaAlimena

Alimena, a 750 metri di altitudine, è situata sulle propaggini delle Madonie, in mezzo a sterminate distese di grano, tra il Salso Settentrionale e l’Imera Meridionale. Il centro di Alimena sorge quindi nella regione sud orientale delle Madonie, in prossimità della Balza di Areddula, sullo spartiacque fra i fiumi suddetti. Il territorio, appartenente alla provincia palermitana, è lontano dal suo capoluogo e vicinissimo alle province di Enna e di Caltanissetta.
Le prime abitazioni della città vennero edificate per volere di Pietro Alimena. Il suo impianto urbanistico, da manuale, si presenta a schema pressocché regolare, a trama viaria ortogonale e allineamenti lungo un asse principale che termina nel fuoco centrale a ridosso della fiancata est della Chiesa Madre, presenta tagli viari irregolari nelle aree di margine e tessuto edilizio adattato alle acclività del sito di giacitura. Il centro mantiene tutt’oggi le sue funzioni residenziali e commerciali e presenta i segni di riuso edilizio con scarse sostituzioni, lo stato di conservazione è discreto.
I suoi monumenti più notevoli sono: la Chiesa Madre, che conserva una statua dell’Immacolata di Francesco Sorgi; la Chiesa dell’ex Convento dei PP. Riformati, che conserva un Cristo spirante di autore ignoto del sec. XVII-XVIII, e la Chiesa delle Anime Sante.
Tra le sue contrade in quella di "Burgarito", sita in aperta campagna, si può visitare una piccola abside costruita su una roccia a strapiombo su un torrente. Nei pressi del santuario sono situate alcune grotte rupestri di notevole interesse e di altrettanto interesse è la chiesa dedicata a S. Alfonso De' Liguori, a pianta esagonale, che originariamente fu una torre posta a guardia di un territorio amplissimo comprendente, oltre alle propaggini meridionali delle Madonie, anche i monti Erei.

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