Nella Riserva Naturale Orientata Isola di Vulcano

Da Porto Levante al Gran Cratere dell'Isola di Efesto, il fabbro degli Dei

14 luglio 2017
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A circa 20 km a nord del Golfo di Patti, emerge dalle azzurre acque del mar Tirreno, l'isoletta di Vulcano (frazione di Lipari), appartenente all'arcipelago delle Eolie. Secondo i geologi, l'isola sarebbe nata dalla fusione di quattro vulcani, di cui il più grande, ma spento, è il 'Vulcano della Fossa'. Gli altri sono il Vulcanello (123 m) a nord, il meridionale Monte Aria (500 m), ormai inattivo, che forma un vasto altopiano di tufo e depositi alluvionali e il Monte Saraceno (481 m).

Secondo la mitologia greca, nell'antichità, l'isola fu abitata da Efesto, il dio del fuoco e fabbro degli dei e inizialmente portava il nome di Therasia, poi di Hierà (la sacra) o di Hierà Ephaistou (l'isola sacra a Efesto). Il suo attuale nome deriva invece, dal nome romano del dio, cioè Vulcano, termine che poi per estensione, passò poi ad indicare tutte le montagne di fuoco della terra. Si racconta infatti, che nel cratere del vulcano si trovavano le fucine di Efesto dove il dio lavorava insieme ai suoi fedeli aiutanti, i Ciclopi. Leggenda vuole inoltre, che agli inizi del XV secolo gli spiriti infernali del vulcano si divertivano a disormeggiare le navi che cercavano rifugio dalle tempeste, se non si poneva una croce su l'ormeggio.

L'isola è bellissima da visitare, sia via terra che dal mare. Da non perdere la scalata al cratere, un'esperienza unica che vi proietterà in un mondo surreale, in mezzo alle emissioni solforose, e vi permetterà, in cima, di godere una spettacolare vista su tutte le altre isole dell'arcipelago eoliano. L'itinerario di questa settimana ci condurrrà appunto sulla cima del Gran cratere dell'isola di Vulcano, nota anche come Fossa di Vulcano, a 391 m s.l.m.
Per secoli questi luoghi sono stati teatro di profondi sconvolgimenti, esplosioni, eruzioni e improvvise fiammate, tanto che gli antichi credevano che in questi luoghi si trovasse la porta d'ingresso verso l'inferno. In effetti la forte attività fumarola conferisce al luogo un aspetto dantesco di grande fascino.

Le tappe del nostro itinerario

 

TappaPorto di Levante

Arriviamo nell'isoletta di Vulcano in traghetto o aliscafo e rimaniamo incantati dal grande faraglione che si staglia sul mare, i cui colori vanno dall'ocra al giallo, dal rosso al bronzo, mentre l'aria è impregnata di un odore, a volte, molto forte e nauseante, dovuto alle esalazioni, che tutt'intorno al porto alimentano le acque calde, i fanghi e i depositi di zolfo sulle rocce.
Cominciamo l'escursione partendo a piedi dal Porto di Levante, percorrendo la strada sulla sinistra, che conduce a Piano e Gelso, e procedendo verso l'interno dell'isola, superiamo alcune strutture ricettive e diverse case e villette, sino ad incrociare, dopo circa un km di cammino, sulla sinistra, il sentiero che procede verso il cratere. A questo punto, lasciamo la strada asfaltata e percorriamo un largo sentiero in salita che ci conduce sino alla biglietteria dove acquistiamo il biglietto per accedere al vulcano. Accanto alla biglietteria ci si può ristorare in una piccola rivendita di bibite e fare le scorte d'acqua necessarie per l'escursione. Continuiamo il percorso seguendo un sentiero dal fondo scuro e sabbioso, il cui colore contrasta, in primavera, con le gialle e vivaci ginestre. Proprio il fondo di cenere e lapilli rende la salita piuttosto faticosa, impedendo ai piedi una presa stabile.

TappaPiano delle Fumarole

Ci fermiamo un attimo per ammirare lo spettacolare panorama che si apre dinanzi ai nostri occhi verso il Monte Saraceno, il Monte Lentia, il piccolo centro abitato, il porto di Levante e di Ponente, Vulcanello e, poi ancora all'orizzonte, verso Lipari e le altre Eolie. Superata la macchia a ginestra e un secondo tornante, a circa due km, il fondo del sentiero da sabbioso si presenta ricoperto da tufi argillacei e rossicci, talmente friabili da essere scavati, qua e là, dall'acqua piovana. Proseguendo raggiungiamo Piano delle Fumarole, così chiamato perchè, qui si possono ammirare le prime esalazioni di vapore che si alzano dal suolo, come se si trattasse del respiro del vulcano addormentato.

TappaCratere della Fossa

Proseguiamo ancora per un centinaio di metri e ci ritroviamo dinanzi la grande voragine del Cratere della Fossa, coronata da nuvole di vapori sulfurei bollenti che scaturiscono dal suolo spaccato e che colorano la pietra di giallo ocra e di rosso e si condensano in splendidi cristalli. Avvolti dalle esalazioni di fumo come in una sorta di inferno dantesco, ammiriamo il cratere, un vasto imbuto di circa 500 metri nella parte alta e di circa 200 metri sul fondo. Attraverso un piccolo sentiero qualcuno scende sul fondo del cratere, cosa che noi sconsigliamo di fare perchè moto pericoloso. Dal suolo infatti, risalgono continuamente esalazioni e nei casi in cui vengono spinte verso l'esterno del cratere ma si depositano all'interno, non danno il tempo di risalire e possono essere letali.

Ci si può accontentare invece, ma con prudenza di fare il periplo del cratere oppure salire verso il punto più alto della voragine (391 m) per ammirare lo spettacolare panorama. Svoltiamo dunque, a destra e iniziamo a salire in forte pendenza per raggiungere il punto più alto. Qui, soprattutto nelle giornate terse, si può godere di un panorama mozzafiato che domina tutte le isole Eolie, la costa settentrionale della Sicilia e, poi, ancora, tutte le sue vette più interne e l'Etna. Proseguiamo in senso antiorario, attraversando la zona delle fumarole, cercando di stare controvento per evitare le asfissianti esalazioni sulfuree a temperature elevatissime (100° - 200°). Ultimato il periplo del cratere si può ridiscendere ripercorrendo il sentiero a ritroso.

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