O' Scià, il respiro di Lampedusa

Gioiello del Mediterrano, paradiso selvaggio e incontaminato

09 giugno 2011

Tra la costa tunisina e quella siciliana, immersa nell'incanto di un mare cristallino, Lampedusa rappresenta un ponte tra il continente europeo e quello africano. Al centro del Mediterraneo dunque, l'isola appartiene geologicamente al continente africano tanto da esservi anche più vicina (a 113 km) rispetto alle coste italiane (da Porto Empedocle 205 km). Una vera scheggia d'Africa in territorio italiano insomma, che tuttavia presenta una vegetazione tipica della macchia mediterranea. Proprio per questo motivo, negli ultimi anni e soprattutto mesi, è stata interessata da una forte presenza di immigrati provenienti dalle coste africane che considerano l'isola la prima tappa del loro viaggio verso l'Europa. Questo purtroppo, ha contribuito notevolmente a far calare i flussi turistici, tanto importanti per l'economia locale. Un vero peccato perché si tratta di un luogo splendido dove si può godere di un mare pulito, di stupendi fondali, di un sole caldo e di spiagge di sabbia bianca e finissima.

RESPIRO - Scogli bianchi a precipizio, acqua limpida, cielo terso e luminoso, antichi viottoli di paese e strade sterrate, un vero angolo di paradiso che nel 2002, ha ospitato il set cinematografico di uno splendido film italiano, forse non famosissimo ma che consigliamo a tutti di vedere. Parliamo di 'Respiro', film diretto da Emanuele Crialese, e ambientato nella Lampedusa degli anni '60. Il film è girato interamente in lingua siciliana e doveva essere intitolato O' Scià che, nel dialetto locale, significa appunto fiato, respiro. Buona parte degli attori sono stati scelti sul posto, l'unica professionista in realtà, è la protagonista cioè Grazia (Valeria Golino), una bella donna dallo spirito libero, sposata con un umile pescatore del luogo Pietro (Vincenzo Amato). Grazia ha tre figli: Pasquale (Francesco Casisa), Filippo (Filippo Pucillo) e Marinella (Veronica D'Agostino) e soffre di una forma depressiva che le provoca continui sbalzi d'umore e comportamenti per gli altri incomprensibili. La donna non riesce ad adattarsi alla vita dell'isola ed è in continua contrapposizione con il bigottismo e l'arretratezza culturale del microcosmo in cui vive: fa il bagno nuda, canta a squarciagola le canzoni di Patty Pravo e spesso si chiude nei suoi silenzi che solo uno dei figli, Pasquale, si sforza di capire. I cosiddetti "normali", vorrebbero convincere il tanto innamorato marito a farla ricoverare in un centro psichiatrico di Milano, ma lei preferirebbe morire piuttosto che finirvi. La situazione precipita quando Grazia libera tutti i cani randagi dal canile municipale. Sull'isola scoppia il caos, con i cittadini che armati massacrano gli animali per le strade. A questo punto gli abitanti chiedono a Pietro di fare qualcosa per fermare 'la moglie matta'. L'uomo, messo alle strette, le espone la possibilità di un ricovero a Milano, ma lei fugge via e decide di nascondersi in una grotta sulla scogliera, dove il figlio Pasquale, l'unico che sembra capirla veramente, quotidianamente porta alla madre-bambina cibo ed abiti puliti. Intanto tutta l'isola viene setacciata dagli abitanti e dal marito che col passare dei giorni iniziano a pensare che la donna sia morta.

Da questo momento in poi il racconto si confonde col sogno fino alla splendida sequenza finale in cui Pietro ritrova la moglie il giorno dei festeggiamenti di San Bartolomeo apostolo, mentre sta nuotando nel mare. Pensando ad un miracolo, tutti gli abitanti le si riuniscono intorno, per portarla al sicuro, mentre una ripresa sottomarina inquadra le loro gambe in movimento.

In generale il film risulta decisamente affascinante, con momenti di regia veramente sublimi che fanno risaltare una natura bellissima, ma anche un'umanità misera e gretta. Le ambientazioni luminosissime, le inquadrature subacque e la colonna sonora del compositore inglese John Surman trasmettono la sensazione di vivere un esperienza onirica. Anche la protagonista, Valeria Golino, è splendida. Il film, ha ottenuto diversi riconoscimenti. E' stato presentato nella Settimana Internazionale della Critica ed al 55° Festival di Cannes vincendo entrambi i premi della sezione, Grand Prix e Prix de la (Toute) Jeune Critique; ha vinto il David di Donatello come miglior produttore, miglior attrice protagonista, miglior direttore della fotografia, miglior film e poi ancora l'European Film Awards, Nastro d'argento e tanti altri.

ITINERARI - In barca, partendo dal porticciolo dell'isola e, navigando verso ovest, si incontra l'insenatura in cui si trova la spiaggia della Guitgia, oltrepassata questa, il tratto di costa successivo è caratterizzato da punte e cale di grande bellezza come Cala Croce, Cala Madonna, Cala Greca e Cala Galera. Dopo un tratto di costa più alta, che sormonta la baia della Tabaccara, si giunge all'Isola dei Conigli con la limitrofa e splendida spiaggia omonima, dove le tartarughe Caretta Caretta ogni anno depongono le loro uova. La spiaggia dell'Isola dei Conigli, è uno dei luoghi più belli di tutto il Mediterraneo, un fantastico paradiso incontaminato, dai colori così incantevoli da sembrare irreali.

Subito dopo si trova la Cala Pulcino e il vallone dell'Acqua. Sul versante settentrionale dell'isola, caratterizzato da coste alte e frastagliate, a Punta Parise si può accedere a nuoto in una grotta ampia e dall'angusta entrata, nel cui interno è presente una piccola spiaggia di sabbia. Proseguendo verso ovest, ci imbattiamo in una serie di scogli come quello della Pignolta, Sacramento e Faraglione, seguiti da Punta Muro, Punta Cappellone che scende a strapiombo sul mare, Cala Ruperta, Punta Taccio Vecchio e Punta Alaimo che marcano un lungo litorale particolarmente selvaggio.
Altro punto d'interesse è il Faro di capo Grecale, dal quale si giunge a Punta Parrino, che chiude il golfo, e Punta Sottile dove si aprono alcune cale del versante meridionale, come Cala Francese, in fondo alla quale si trova una spiaggia vicino all'aeroporto. L'isola inoltre, è costellata da numerose grotte, soprattutto sulla costa settentrionale, alcune a pelo d'acqua altre a pochi metri sul livello del mare.

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