Parco Letterario 'Nino Savarese'

Dal Castello di Lombardia ad Enna sino ai mosaici di Piazza Armerina

04 aprile 2013
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Continua il nostro viaggio nei parchi letterari siciliani, luoghi che celebrano il lavoro di celebri scrittori e poeti siciliani e tutto ciò che l'ha influenzato, come l'arte, il paesaggio, la storia, le tradizioni e persino gli oggetti e i luoghi a loro cari. La Sicilia ha dato i natali a scrittori del calibro di Giovanni Verga, Leonardo Sciascia, Stefano D'Arrigo, Elio Vittorini, Nino Savarese, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e i premi Nobel Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo. I parchi letterari permettono dunque, di tracciare itinerari storico-culturali segnati dalla vita e dalle opere degli autori che, dal territorio, hanno tratto l'ispirazione per le loro narrazioni e ci aiutano a conoscere meglio gli avvenimenti storici e le tematiche che hanno ispirato tali geni di indiscutibile fama.
Questo itinerario ci porterà ad Enna, il capoluogo più alto di Sicilia, sulle orme dello scrittore, drammaturgo, poeta e saggista Nino Savarese.

Parco Letterario Nino Savarese - L'obiettivo del Parco è di offrire, grazie alle opere dell'autore cui è dedicato, una chiave alternativa di lettura del territorio, consentendo di promuovere itinerari turistici e divenire un punto di riferimento nel mondo culturale, sia nazionale che internazionale. Attraverso il Parco letterario si va alla riscoperta di Enna, con i suoi monumenti, le sue strade, i quartieri e le chiese, cui si aggiunge l'ampio spazio naturale in cui la città è immersa, fatto di boschi e suggestive aree verdi. Di primaria importanza dunque, non è solo la riscoperta dello scrittore e delle sue opere, ma anche la promozione del territorio sotto tutti i suoi aspetti: enogastronomici, culturali, storici, artistici e musicali. Gli ospiti incontrano inoltre, cantastorie, attori ed artisti che insieme alle guide locali, conducono alla ricerca di insoliti itinerari tracciati dalla storia della letteratura, allietando con le loro danze ed i loro canti in siciliano quanti vorranno vivere questo nuovo modo di conoscere la città e le sue antiche tradizioni.
 Il nostro itinerario si snoda nel cuore della Sicilia e precisamente da Enna giunge sino a Piazza Armerina, la città dei mosaici.

Biografia - Nino Savarese nacque a Castrogiovanni (oggi Enna) nel 1882 e morì a Roma nel 1945. Fu un romanziere e saggista di fama nazionale e uno dei principali narratori durante il ventennio fascista. Nel 1905 si trasferì a Palermo, dove frequentò il liceo, e successivamente a Roma (1909) dove entrò in contatto con l'intellighenzia romana e potè concretizzare le sue ambizioni di scrittore. Fu influenzato da un clima culturale che mirava a rinnovare la cultura italiana, reagendo al positivismo in filosofia e al dannunzianesimo in letteratura. Il suo gusto per il 'frammento' è riconoscibile fin dalle prime prove: la raccolta di 'Novelle dell'oro' (1913) e il romanzo 'L'altipiano' (1915), caratterizzati da una scrittura preziosa e cesellata che si ritrova, accentuata, nella produzione successiva. A Roma, nel 1931, conobbe e sposò Maria Savoca, di famiglia nobile. Sembra che, per le sue nozze, il pittore bagherese Renato Guttuso gli regalò un ritratto, oggi custodito nella biblioteca comunale di Enna. Tornando spesso nella città natale, fondò nel 1927, con il suo amico Francesco Lanza, il periodico 'Lunario Siciliano' cui collaborarono anche importanti firme come: Aurelio Navarria, Arcangelo Blandini, Emilio Cecchi, Telesio Interlandi. La rivista fu trasferita a Roma l'anno successivo e si arricchì di collaboratori del calibro di Giuseppe Ungaretti, Vitaliano Brancati, Elio Vittorini, Silvio D’Amico e cioè dei più grandi nomi della letteratura italiana dell’epoca. Un aspetto importante di Savarese, un sottile moralismo che perdura anche nelle narrazioni liriche di 'Gatteria' (1925) edi 'Malagigi' (1929), mentre più sciolte da schemi appaiono le opere della maturità, come  'Rossomanno' (1935), 'I fatti di Petra '(1937), tra favola e allegoria. La disposizione essenzialmente lirica dell'autore si coglie anche nel volune 'Cose d'Italia'  (1940), raccolta di articoli giornalistici, apparsi sulla 'Gazzetta del Popolo', mentre nel 1945 lasciò in 'Cronachetta siciliana dell'estate 1943', un interessante diario dello sbarco in Sicilia delle truppe americane e dei bombardamenti che ne seguirono mentre le truppe tedesche battevano in ritirata. I pensieri dell'autore sugli orrori della guerra permeano l'intera opera di risvolti morali. Savarese morì a Roma nel 1945.

Le tappe del nostro itinerario

TappaEnna

Enna è sovrastata da due rilievi, uno dei quali ospita il Castello di Lombardia, un'imponente fortezza, ritenuto, da numerosi esperti, il più solido e antico della Sicilia. Con i suoi 26.000 metri quadrati di superficie il maniero è inoltre, uno dei castelli di epoca medievale più grandi d'Italia.

Sotto all'edificio, c'è la Rocca di Cerere, su cui, un tempo, sorgeva il famosissimo tempio di Demetra, descritto da Cicerone nelle sue Verrine, che i Sicani avevano eretto per esprimere il culto della dea delle messi. Il fatto che il Castello dominasse la Rocca, era un segno di protezione del potere militare sul culto di Cerere.
Attraversando la valle-quartiere di Valverde arriviamo alla torre di Federico, insieme al castello, il maggiore simbolo architettonico della città di Enna.

Esplorando il centro storico ci imbattiamo nella chiesa Madre, dedicata a Maria Santissima della Visitazione, la cui facciata occupa interamente la fiancata nord di Piazza Mazzini. Qui visitiamo il Museo Interdisciplinare Alessi che ospita reperti archeologici, monete e stampe appartenuti al canonico Giuseppe Alessi e il Museo Archeologico Regionale di Palazzo Varisano che illustra le fasi di età preistorica, classica e medievale dei siti archeologici nella provincia di Enna. Il centro storico è costellato di chiese, monasteri e antichi palazzi e custodisce anche la torre campanaria arabo-normanna di San Giovanni. Nel quartiere del mercato più vecchio della città, si trova la casa di Nino Savarese, dove lo scrittore nacque, nel 1882.

TappaLago di Pergusa

A questo punto raggiungiamo la selva Pergusina che copre una superficie di 135 ettari rimboschiti con piante di pino, eucaliptus, cipresso, frassino, olmo e acero e di seguito il villaggio Pergusa con il suo mitico lago, sulle cui sponde il dio degli inferi Plutone (nome greco Ade) rapì Proserpina (nome greco Persefone o Kore). Sulla stessa strada, a pochi minuti di auto, si trova 'Grottacalda', la miniera di zolfo, da tempo in disuso, che assieme a 'Floristella' rappresentò fino al dopo guerra, il più grande impianto e bacino solfifero d'Europa. La zona di Grottacalda è stata riconvertita da 'privati' con la creazione di un vasto bosco di conifere e di diverse strutture attrezzate per svolgere l'attività di agriturismo. A circa dieci minuti da Grottacalda, compare Valguarnera Caropepe che rappresenta un 'cosiddetto nodo letterario', per aver dato i natali allo scrittore Francesco Lanza, grande amico di Savarese. Proseguendo sulla stessa strada, ci imbattiamo nel 'Parco della Ronza' che rappresenta, assieme ai grandi boschi della 'Bellia', uno dei polmoni verdi più vasti della Sicilia.

TappaAidone

Dal Parco della Ronza, proseguendo giungiamo al bivio Bellia, dal quale si arriva ad Aidone. Qui diamo un'occhiata al Museo Archeologico che ospita la famosa Venere e i preziosi argenti rinvenuti, all'inizio del secolo, a Morgantina.

TappaPiazza Armerina

Continuando il nostro percorso in macchina, dopo solo un chilometro, giungiamo finalmente a Piazza Armerina, con il suo splendido centro storico medievale che possiamo scoprire facendo una passeggiata a piedi. A poca distanza da Piazza Armerina si trova la Villa Romana del Casale, immersa nel verde a circa trenta metri dal fiume Gela e sita ai piedi del monte Mangone. La lussuosa abitazione di 3500 mq, risalente a epoca tardo-romana (IV secolo), con i suoi tanti ambienti e i preziosi mosaici, costituisce un documento di inestimabile valore artistico che, dal 1997, è stato dichiarato dall'Unesco 'Patrimonio dell'Umanità.

L'ampia natura ricca di boschi e aree coltivate, laghi  e resti storici importantissimi come appunto la Villa romana del Casale di Piazza Armerina contribuiscono a creare il grande amore dello scrittore per la natura e la campagna. Lo scrittore infatti, divise la sua fanciullezza tra Enna e il podere di San Benedetto, dove osservò attento il mondo contadino che descrisse nella sua opera. La povertà, il dramma sociale dei contadini siciliani e la loro diffidenza innata nei confronti dello stato sono gli elementi principali che sottolinea. Enna non ha il mare ma, come dice Savarese, "il mare da noi c'è e si estende a perdita d'occhio, è da antichissima data che lo abbiamo noi il mare, unico al mondo, si trova disteso ai fianchi e da tutte le parti del nostro 'alto' paese, solo che non di acqua frastornante ed invadente si è il nostro mare, ma cangiante di silenziose ed ondeggianti spighe si è fatto di grani si è, che il frumento ad ogni stagione, ed in maniera diversa, ci dà da mirante e a fame il pane più 'bello' del mondo".

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