Polizzi Generosa, accogliente tesoro arroccato sulle Madonie

L'appellativo "Generosa" le venne dato da Federico II, impressionato dall'ottima accoglienza ricevuta dagli abitanti

06 dicembre 2019
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Polizzi Generosa, arroccata su uno sperone di origine calcarea, offre un panorama estremamente suggestivo dominando le due ampie vallate dell'Imera.

Il paesaggio che ci regala questa incantevole cittadina è arricchito dal fascino delle vette più alte delle Madonie, e proprio nel suo territorio si possono ammirare una trentina di esemplari del rarissimo Abies nebrodensis, l'Abete delle Madonie (che nel nome scientifico porta i Nebrodi) meglio conosciuto nel territorio col nome di "arvulu cruci cruci", per la forma a croce dei suoi rami. (Quell'abete raro, simbolo della Sicilia - Guidasicilia)

Abies nebrodensis nel Parco naturale delle Madonie - ph Gilles San Martin
Abies nebrodensis in the "Madonie" natural park - ph Gilles San Martin - Flickr.comCC-BY-SA 2.0

Polizzi fu un prospero centro arabo per quasi due secoli e ad esso venne dato l'appellativo "Generosa" da Federico II, impressionato dall'ottima accoglienza ricevuta dagli abitanti. Nel 1863 con Regio Decreto n. 1218, venne ufficializzata tale denominazione.

Uno dei panorami di cui si può godere da Polizzi Generosa

Il paese, conosciuto anche per avere dato i natali allo stilista Domenico Dolce, è il luogo ottimale dove trovare la serenità e la quiete tipica di queste montagne, è il posto dove vivere la quotidianità respirando un'aria salubre alla ricerca del passato che echeggia ovunque ed è pertanto meta ideale per un turismo nel pieno rispetto dell'ambiente, della cultura e delle tradizioni locali.

Le tappe del nostro itinerario

TappaChiesa di Santa Maria Maggiore

Chiesa di Santa Maria Maggiore

La Chiesa di Santa Maria Maggiore (o chiesa di Santa Maria Assunta) è il principale luogo di culto di Polizzi Generosa. L'edificio sorge nella parte alta della città ai piedi del colle denominato "Castello" con prospetto rivolto a levante.

Le prime strutture risalgono all'epoca normanna erette per volontà della contessa Adelasia di Adernò, nipote del Gran Conte Ruggero, e venne poi ingrandita sotto i Ventimiglia in stile gotico e varie volte rimaneggiata nel corso dei secoli. I caratteri originali normanni sono riconoscibili sotto il cinquecentesco portico laterale, nella finestra lunga e stretta e nell'antico portale denominato di "San Cristoforo".

Il trittico della "Visitazione" di Rogier van der Weyden

L'impianto è di tipo basilicale a tre navate suddivise da pilastri con capitelli e archi a sesto acuto e all'interno custodisce opere di Giuseppe Salerno - meglio conosciuto come lo "Zoppo di Gangi" -, Domenico Gagini, Johannes de Matta, Rogier van der Weyden, Giorgio da Milano, Antonello Crescenzio e Bartolomeo Berrettaro.

TappaBadia Vecchia


Questa foto di Monastero di Santa Margherita (Badia Vecchia) è offerta da TripAdvisor.

La Chiesa di Santa Margherita, o Badia Vecchia, venne eretta intorno al 1325 e rifatta nel 1660. L'interno a una navata presenta all'ingresso un coro, la cantoria che è delimitata da un'inferriata con decorazioni floreali e sostenuta da due colonne di stile dorico.

Vi si possono anche ammirare i resti del pavimento maiolicato, i preziosi stucchi dorati di stile neoclassico e gli affreschi raffiguranti scene di vita di San Benedetto eseguiti dallo Zoppo di Ganci. Sull'altare maggiore domina un dipinto del 700 raffigurante la Trasfigurazione. All'interno si trova anche la statua di Santa Margherita attribuita a Domenico Gagini e realizzata alla fine del 400.

TappaBadia Nuova

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Badia Nuova

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, nota come "Badia Nuova", venne costruita nel 1499 a seguito di una diatriba tra due famiglie nobili di Polizzi, i La Mattina e i Signorino, per la successione al titolo di badessa della Badia Vecchia.

La chiesa rifatta alla fine del 700 conserva nell'altare maggiore la nota custodia lignea barocca scolpita dal polizzano Pietro Bencivinni nel 1697. L'opera è costituita da colonne tortili, angeli, teste alate di cherubini, festoni, busti e statue e presenta una struttura piramidale a tre ordini con fastigio terminale. All'interno si trova la tela raffigurante i quattro arcangeli, attribuita a Gaspare Vazzano e datata intorno al secondo decennio del seicento, e la Madonna delle Grazie attribuita a Filippo Quattrocchi.

TappaChiesa del Carmine

Chiesa del Carmine

Nella Chiesa del Carmine si trovava, fino al 1549, la sede dei padri Domenicani; il convento poi passò ai Carmelitani che vi rimasero fino al 1866, anno in cui, soppresso l'ordine religioso, fu definitivamente chiuso. Rimase in funzione la chiesa che è sede della deputazione del SS Crocifisso, mentre il convento, manomesso e completamente ristrutturato, è adibito a edificio scolastico.

La facciata esterna è molto semplice, ha un portale in pietra squadrata, sul lato destro del portone d'ingresso vi è un campanile con archi a tutto sesto e pinnacoli a punta di diamante. L'interno è a una navata con decori in oro che abbelliscono tutto il perimetro dell'edificio.

Crocifisso ligneo della scuola di Frate Umile da Petralia

All'interno un crocifisso ligneo ed un "Ecce Homo" della scuola di Frate Umile da Petralia (attribuiti a Francesco Gallusco, metà del secolo XVII), un "Ecce Homo" attribuito al Gallura, una bella tela del pittore spagnolo Johannes de Matta, raffigurante la Madonna del Carmelo; una Madonna con Bambino tra S. Lucia e S. Agata, del secolo XVIII, e, sopra un grandioso altare barocco, una statua lignea della Madonna del Carmine (forse del Quattrocchi).

TappaAbbazia benedettina di Santa Croce

Abbazia benedettina di Santa Croce
Foto di Citarrella Pietro Antonio - Opera propria, CC BY-SA 4.0

Ai piedi del Vallone Madonna degli Angeli, nell'omonima contrada sorge la bizantina Abbazia benedettina di Santa Croce. L'attuale edificio chiesastico, oggi di proprietà privata e recuperato tra il 2007 e il 2008, consiste in una costruzione quasi cubica, con il prospetto settentrionale addossato ad una struttura abitativa, quello meridionale caratterizzato dalla presenza di due contrafforti e quello orientale dal volume dell'abside.

Affreschi dell'Abbazia di Santa Croce - ph Citarrella Pietro Antonio
Foto di Citarrella Pietro Antonio - Opera propria, CC BY-SA 4.0

Nel 2008 all'interno della chiesa, al di sotto di uno strato di intonaco sulla parete meridionale, è stato scoperto un interessante ciclo di affreschi religiosi, che originariamente doveva occupare l'intera superficie muraria. Sebbene le pitture, restaurate nel 2012 e caratterizzate da una cromia calda tendente a toni gialli e rossi ocra, presentino ampie lacune sia a livello figurativo che cromatico, lasciano tuttavia intendere quale straordinario impatto visivo dovessero suscitare nello sguardo di chi le osservava nella loro integrità.

TappaPalazzo Comunale

Il Palazzo Comunale di Polizzi Generosa

Nell'ex Convento dei Gesuiti ha sede il Palazzo Comunale di Polizzi Generosa. All’interno della struttura è ospitata la Biblioteca Comunale "Lancia di Brolo", inaugurata nel 1893 e dove sono conservati incunaboli, cinquecentine, seicentine e manoscritti. Il palazzo è sede del Museo Civico Archeolgico, di quello del Costume e del Giocattolo.

TappaMuseo Ambientalistico Madonita

M.A.M. - Museo Ambientalistico Madonita

Da circa quindici anni il M.A.M. - Museo Ambientalistico Madonita - attua nel territorio del Parco delle Madonie la promozione di una coscienza ecologica. Il museo si articola nelle sale di un palazzo del Cinquecento e consta di oltre 400 esemplari di fauna siciliana e madonita in particolare, con specie rare o estinte provenienti in gran parte da antiche collezioni.

M.A.M. - Museo Ambientalistico Madonita

I reperti sono stati disposti in fedeli ricostruzioni di ambienti naturali e diversificati nelle varie stanze, spaziando dal mare e zone umide e costiere alle colline e boschi per arrivare all'alta montagna, regno di aquile e avvoltoi.

Nel museo si svolgono tavole rotonde, convegni e mostre concernenti la natura e trova spazio ogni sorta di materiale (scientifico, fotografico, pittorico) inerente il territorio. Gli animali impagliati presentati qui sono morti di morte naturale, o a causa del bracconaggio.

- www.mam.pa.it

TappaMulino Pitta

Il Mulino Pitta

Nei dintorni del paese è possibile scorgere importanti segni che testimoniano come l'antropizzazione abbia nel tempo caratterizzato gran parte del territorio di Polizzi Generosa. Di particolare interesse è infatti la Valle dei Mulini, detta "Flomaria molendinorum", caratterizzata anche dalla presenza di moltissimi noccioleti, nella quale si possono ammirare affascinanti mulini, risalenti più o meno al XII secolo. Tra tutti citiamo il Mulino Pitta (visitabile). Oggi il mulino è adibito a casa vacanza e vi permetterà di immergervi in un mondo antico di straordinaria bellezza.

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