Riserva Naturale Integrale di Vallone Calagna

Un ambiente di grande interesse botanico, umido e ricco di vegetazione acquatica

30 agosto 2016
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Nel cuore della Sicilia Nord-orientale, in una zona montuosa posta a 445 metri sul livello del mare, sorge Tortorici,  su una vallata a forma di conca posta alle pendici del monte San Pietro, che dal mar Tirreno penetra fino all’interno dei Nebrodi.
Il centro abitato è circondato da più di 70 contrade, disseminate nei monti limitrofi, come a raggiera, tra i 500 e i 900 metri. Il comune nei secoli si è guadagnato l'appellativo di "valle dell'ingegno" perché qui si sono concentrati sempre i migliori artigiani del legno, del ferro, del rame e del bronzo che hanno trasformato il paese in un centro fiorente per la produzione delle campane e statue di bronzo.

Tortorici è totalmente immersa nel verde, un autentica oasi di pace, poiché ricade nell'ambito di due aree naturali protette: il Parco dei Nebrodi con i suoi corsi d'acqua limpida, la fitta vegetazione e i prati fioriti in tutte le stagioni, e la Riserva Naturale Integrale del Vallone Calagna.
Quest'ultima si raggiunge facilmente, salendo un po’ di quota rispetto al centro abitato di Tortorici, a circa 600-800 metri e seguendo la direzione Sud- Ovest. Si tratta di un ambiente di grande interesse botanico, umido e ricco di vegetazione acquatica e ripariale, il luogo ideale insomma per rilassarsi, circondati da una natura rigogliosa e incontaminata. La Riserva, che ingloba il piccolo e caratteristico borgo rurale di Padirà, si estende per 37,24 ettari. E' stata istituita nel 2000 principalmente allo scopo di tutelare la 'falsasanicola', una pianta endemica dei Nebrodi, tutelata dalla Convenzione di Berna e inserita nella "Lista Rossa" delle specie a rischio di estinzione in Sicilia. L'area infatti, è sottoposta a vincoli molto rigidi affinché non vengano alterate le condizioni ambientali che consentono la sopravvivenza della specie protetta e delle altre specie rare nella zona nebrodense.

Gestita dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia si estende nella grande valle Calagna dove scorre un corso d'acqua che scende dalla Sorgente Padirà e che confluisce nel torrente Calagna. Quest'ultimo evolve poi in diversi incavi torrentizi che solcano i fianchi di Pizzo di Sceti (970 m), di Portella Calcatizzo (892 m) e di Pizzo Uncina (1.282 m).
Gli appassionati di archeologia industriale possono visitare i resti dei tanti mulini che un tempo sorgevano nella zona e che sfruttavano le ingenti risorse idriche della zona. Gli appassionati di botanica invece, possono esplorare la riserva e dedicarsi alla fotografia naturalistica. In ogni caso, è bene concordare una visita guidata con l’ente gestore visto che il regime di protezione è particolarmente rigido.

Flora - La zona dei Nebrodi vista dall'occhio del satellite si presenta come un enorme distesa verde. Sembra che questa vegetazione così riglogliosa sia, in buona parte dovuta agli influssi che il Mar Tirreno ha sul versante nord dei Nebrodi. L'umidità proveniente dal mare si incanala infatti, lungo i valloni, mantenendosi anche grazie alla ricca copertura arborea. La presenza di queste condizioni ha consentito la sopravvivenza di alcune specie vegetali ed animali sin dall'Era Terziaria (da 65 a 2 milioni di anni fa). Due di questi sopravvissuti sono il tasso e l'agrifoglio, che rappresentano esempi di veri e propri "relitti" botanici. La regina della riserva rimane comunque, la Falsasanicola (Petagna saniculaefolia Guss), una specie endemica del territorio nebrodense, anch'essa relitto dell’antica flora dell’era terziaria, che si è conservata grazie alle particolari condizioni di altitudine, umidità e temperatura che si sono venute a creare nel vallone. La P. saniculaefolia fa parte del sottobosco di roverella e nocciolo di cui la zona è ricca. Il nocciolo è coltivato soprattutto nel territorio di Tortorici, Ucrìa, Galati Mamertino e S. Domenica di Vittoria.

Fauna - Questa riserva, come tutta l’area dei Nebrodi, è una zona molto ricca di specie animali. La fanno da padrone i mammiferi tra cui possiamo annoverare l'istrice, la donnola, il daino, il cervo, il gatto selvatico, il capriolo e la martora.  Le aree più umide sono popolate da anfibi come il disco glosso dipinto e la rana verde. Nella zona inoltre, hanno trovato il loro habitat ideale diversi uccelli come il corvo imperiale, il nibbio reale e il falco pellegrino.

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