Sicilia, dolce Sicilia

Alla scoperta dell'aspetto dolce di una parte dell'isola. Tra un cannolo, una cassata e...

29 settembre 2017
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E' noto che la dominazione araba ha lasciato in Sicilia tracce profonde nell'arte, nel campo delle ricerche matematiche, astronomiche, medico-filosofiche e soprattutto in agricoltura. E’ anche noto che gli arabi hanno contribuito ad arricchire la nostra cucina - e in particolare l'arte dolciaria - di autentiche squisitezze. Il gelato, i cannoli di ricotta, per non parlare della cassata sono tutti dolci introdotti dagli arabi anche se le loro ricette sono state perfezionate successivamente nelle cucine dei tanti monasteri dell'isola, soprattutto i Monasteri della SS. Annunciata di Paternò e di Santa Chiara a Noto.
Il nostro itinerario ci conduce alla scoperta di golose specialità caratteristiche della costa orientale della Sicilia, quella che va da Messina a Modica...

Le tappe del nostro itinerario

TappaMessina - Primo giorno

Giungiamo a Messina, città dall'aspetto moderno perché ricostruita con criteri antisismici dopo il terremoto del 1908, e ci trasferiamo in uno dei tanti B&B della città. Dopo aver fatto colazione ed esserci sistemati, approfittiamo della tarda mattinata per fare un giro del centro storico e ammirare le splendide fontane: di Orione, di Nettuno, la Fontana Senatoria, Fontana Falconieri. Splendido il Duomo, di stile normanno ricostruito dopo il terremoto del 1908, con un campanile alla sua sinistra alto 60 metri, caratterizzato dall’Orologio astronomico.
A parte le tante chiese, la città vanta inoltre un illustre Museo regionale munito di sezione archeologica che custodisce reperti della Messina antica. Dopo averlo visitato entriamo in una delle tante pasticcerie del centro dove è impossibile resistere ai tanti dolci che ci si presentano davanti. Per assaggiare la "parte dolce di Messina", consigliamo di gustare la tipica 'pignoccata', uno squisito dolce bianco e nero, a forma di pigna e dal sapore di limone e cioccolato, veramente indimenticabile.

TappaParco dellEtna, Linguaglossa - Pomeriggio

Partiamo per il Parco dell'Etna, in direzione Linguaglossa, dove una strada secondaria lascia il paese e si arrampica sul vulcano. Qui a poco a poco gli abeti lasciano spazio a distese di nera lava che, in inverno, fanno contrasto con il bianco della neve. Il Parco dell'Etna si estende su una superficie di 59 mila ettari e ricade interamente nella provincia di Catania interessando il territorio di ben 20 comuni.

Sulle pendici del vulcano, soprattutto nella zona di Bronte, si coltiva il pistacchio, l'oro verde dell'Etna che viene impiegato nelle lavorazioni delle pasticcerie di tutta la zona per realizzare tanti squisiti dolci tra cui la 'pistacchiata' o 'fastucata'. I pistacchi vengono amalgamati con zucchero, cannella e profumo di vaniglia dando luogo a pezzi simili al croccante al torrone. In una delle pasticcerie di Bronte possiamo assaggiarli insieme ai croccanti o ai pralinati di pistacchi, mandorle e noci e a tante altre squisitezze come torte e gelati.

TappaAcireale - Pomeriggio

A proposito di gelato i più golosi potranno seguirci sino a Giarre e da qui ad Acireale, luoghi dove si tramanda la tradizione più autorevole della morbida crema fredda, esportata nel '700 dal cuoco italiano Francesco Procopio dei Coltelli fino a Parigi. In serata arriviamo ad Acireale, centro artigianale e termale a strapiombo sullo Ionio, immerso in un giardino di limoni ai piedi dell'Etna.
In Piazza Duomo, ci sediamo in uno dei tavolini dei caffè all'aperto, per gustare il classico 'schiumone' al gianduia, al caffè o alla fragola. Pernottamento e cena in uno dei tanti alberghi della città.

TappaCatania - Secondo giorno

Dopo aver fatto colazione a base di prodotti locali, tra cui la squisita marmellata di limoni o arance, ci trasferiamo a Catania, splendida città barocca, immersa in una vasta e amena pianura coltivata ad agrumi, tra il Mar Ionio e le pendici dell'Etna. Godiamoci il centro facendo una passeggiata in piazza Duomo, dedicata alla patrona, Sant'Agata. Qui ammiriamo il Duomo, ricostruito nel 1736 dopo il terremoto del 1693, il 'Liotru' simbolo della città e porta Uzeda. Da non perdere inoltre, una passeggiata per Via Etnea e Villa Bellini, soprannominato un tempo 'il giardino più bello d'Europa'.

Nella zona ci sono diverse pasticcerie dove possiamo acquistare e gustare cannoli di ricotta e pistacchi, le minnuzze di Sant'Agata, i dolcetti di pasta di mandorlatorroni e olivette di pasta reale.

Per smaltire un pò possiamo poi avventurarci lungo la caratteristica Via dei Crociferi, una delle perle del Barocco catanese, ricca di Chiese e di meraviglie architettoniche. E' arrivata ora di pranzo ma, per oggi, forse è meglio tenerci sul leggero, una granita con brioche in Piazza Duomo sarà più che sufficiente.

TappaSiracusa - Pomeriggio

Ci trasferiamo a Siracusa, che si estende in parte sulla piccola Isola d'Ortigia, che separa le insenature del Porto Grande e del Porto Piccolo ed è collegata con la terraferma tramite un ponte. Considerata uno dei più importanti centri archeologici della Magna Grecia, conserva tracce del suo glorioso passato in ogni angolo. Facciamo un giro e visitiamo il Duomo, il Tempio di Apollo con i resti del santuario dorico degli inizi del VI secolo a. C., il quartiere di Neapolis con il Teatro greco, l'anfiteatro romano e la grande ara di Gerone, le latomie tra cui l'orecchio di Dioniso.
La città ospita inoltre, il Museo archeologico regionale 'Paolo Orsi', il più grande della Sicilia e offre molto anche dal punto di vista gastronomico. Qui si possono gustare la cuccìa (grano con crema di ricotta, zucca candita, vaniglia e miele di zagara), la cotognata (una soda marmellata di mele cotogne), pasticcini di pasta di mandorle, la cubbaita (un morbido torrone di miele, semi di sesamo e mandorle tritate).

TappaSortino - Pomeriggio

Nel tardo pomeriggio facciamo un salto a Sortino, la città del miele, dove visitiamo la 'Casa Museo dell'apicoltura tradizionale', dove rivivono l'antica Casa dò fascitraru, l'antico laboratorio dell'apicoltore (www.casamuseoapicoltura.it). In città inoltre, è possibile acquistare alcuni barattoli dello squisito miele degli Iblei nelle sue diverse qualità, di zagara, millefiori, di eucalipto, ma soprattutto di timo. In serata trasferimento a Modica dove ceniamo e pernottiamo in uno degli alberghi della città.

TappaModica - Terzo giorno

Oggi visitiamo Modica che, situata nella zona meridionale dei Monti Iblei, si offre ai propri visitatori come una città singolare e sorprendente. E' divisa in due aree: Modica alta, le cui costruzioni scalano quasi le rocce della montagna, e Modica bassa, giù nella valle, dove è situato il Corso Umberto, principale strada e sito storico della città.
Ciò che la rende così unica e affascinante tanto da farle meritare il riconoscimento dell'UNESCO di 'Patrimonio Mondiale dell'Umanità' è, in primo luogo, l'aspetto Barocco (il centro è stato ricostruito quasi interamente dopo il terremoto del 1693) e poi la presenza di pittoreschi vialetti e stradine, costellati di vecchie botteghe, casupole o ricchi palazzi. Passiamo la mattina a visitare la zona bassa della "città dalle cento chiese" che si trovano per lo più in corso Umberto: la Chiesa del Carmine, ex Convento dei Carmelitani, la Chiesa della Madonna del Rosario, la Chiesa di San Pietro, la piccola Chiesa di S. Nicolò Inferiore, la Chiesa di Santa Maria del Soccorso, la Chiesa di S.Francesco e il convento vicino.

E' arrivata ora di pranzo, ma tutti d'accordo pensiamo bene di sostituirlo con una barra dello squisito cioccolato modicano e con i 'mpanatigghi', i pasticcini di pasta frolla farciti con controfiletto di manzo cotto in forno, tritato e unito a cioccolato fuso, mandorle tritate, zucchero, uova e chiodi di garofano. Ottenuto secondo la tradizione, con una particolare lavorazione a freddo, il cioccolato modicano ha origini antichissime risalenti addirittura agli Aztechi, la ricetta infatti, fu importata in Europa dai conquistadores spagnoli.
I semi di cacao vengono macinati e ridotti a farina, mescolati con pasta di mais cotta e lavorati insieme con vaniglia e cannella, fino a quando il burro di cacao non ha amalgamato tutto. Il gusto può essere alla cannella, vaniglia, zenzero, peperoncino, limone o arancia.

Pomeriggio - Saliamo nella zona alta della città per ammirare uno degli emblemi del barocco siciliano post-terremoto, il Duomo di S. Giorgio, costruito nella prima metà del '700 su progetto di Rosario Gagliardi. L'imponente duomo, che presenta un'ardita facciata a torre, si erge alla sommità di un'ampia e scenografica scalinata di circa 250 gradini.

A Modica alta si trova pure la Chiesa di S.Giovanni, posta al vertice di un'ampia scalinata lungo la quale si elevano 26 pilastri che sorreggevano un tempo altrettante statue. Proseguendo per un vicoletto sulla destra del tempio si raggiunge l'ex Chiesa di S.Maria del Gesù, con annesso un convento risalente al XV secolo. La Chiesa fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1693 e di essa rimase soltanto la stupenda facciata. Ma per ammirare la chiesa più antica e caratteristica di Modica, bisogna spostarsi fuori città, sulla strada che conduce a Scicli e raggiunge un piccolo boschetto di pini ed eucalipti. Qui sorge la Chiesetta di S. Giacomo, costruita intorno al XIV secolo e rimasta pressoché intatta. Le forme sono semplici ma armoniose, con un piccolo e modesto campanile e due portali ogivali privi di decorazioni. Il nostro itinerario finisce in Corso Umberto a Modica bassa, dinanzi ad una squisita fetta di torta allo cioccolato che consumiamo in una nota pasticceria del centro.

Ritornando a casa, sicuramente contenti e soddisfatti, vi consigliamo di non pensare alla bilancia... tanto sarebbe troppo tardi.

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