Sulle tracce del Fenicottero rosa, simbolo di fascino ed eleganza

I luoghi in Sicilia dove poter incontrare e osservare, pieni di meraviglia, l’elegante volatile rosa

27 aprile 2018
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Flamenco (Fenicottero)
Era il suo corpo fatto di penne / eran di petalo le sue ali / era una rosa che volava diretta verso la dolcezza. / Ho abbandonato quelle regioni / mi son vestito di frac e di ferro / m'hanno morso molti dolori / ma nel fondo di me stesso / come in quel lago sperduto / continua a vivere la visione d'un uccello / o angelo indelebile che trasformò / la luce del giorno / con lo splendore della sua presenza / ed il suo roseo movimento. - Pablo Neruda

Uccello bellissimo, dall'aspetto elegante e dal carattere schivo, il fenicottero rosa (che deve il suo colore ai microscopici crostacei di colore rosa-arancio di cui si nutre), ha preso casa  in Sicilia, dove si contano veramente tanti esemplari.

Nella nostra Isola, luogo d’elezione di questi uccelli originari dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa, è la Riserva naturale orientata Saline di Priolo, dove hanno scelto di fare il loro nido. a ridosso del petrolchimico, oramai da qualche anno. Nella Riserva la Lipu, che ce l’ha in gestione, ha saputo ricreare un habitat naturale perfetto nel cuore del polo industriale tanto da essere l’unico sito dell’Isola scelto per la rara nidificazione.

La Riserva a nord di Siracusa, però, non è l’unico luogo dove poter osservare questi straordinari volatili che a terra stanno in equilibrio su di una zampa sola. In questo itinerario infatti, vi guideremo nei posti dove è possibile incontrarli e rimanere a bocca aperta davanti la loro sgargiante bellezza...

Le tappe del nostro rosa itinerario

TappaLa Riserva Naturale Saline di Priolo


Foto di Fabio Cilea

La Riserva Naturale Saline di Priolo ricade nel territorio del comune di Priolo Gargallo e tutela un'area di circa 55 ettari, proprio al centro di uno dei più vasti poli petrolchimici europei. È quindi un'oasi sorta tra le ciminiere, quasi a simboleggiare la rinascita di un territorio pesantemente trasformato da interventi umani e il suo bisogno di riqualificazione ambientale.

Essa è anche un'importante area di sosta, nidificazione e svernamento per un elevato numero di uccelli (almeno 237 specie censite), quasi interamente migratorie. La Riserva è stata istituita nel dicembre del 2000 allo scopo di tutelare il sistema dei bacini di cui è costituita la salina che ospita estesi Phragmiteti e Salicornieti che, insieme alla zona umida, offrono particolare ricovero alla ricca avifauna migratoria e stanziale.

Lo scorso anno quasi 300 coppie di fenicotteri hanno deposto le uova nel cuore della riserva, ancora di più rispetto all’anno precedente quando 130 pulcini sono nati a Priolo.

- Riserva naturale Saline di Priolo | Lipu Onlus

- La Riserva Naturale Saline di Priolo (Guidasicilia.it)

TappaSaline di Augusta

Le saline di Augusta sono un'area naturale protetta con normativa della Comunità europea, ricadente nella provincia di Siracusa. Queste saline, come tutte quelle del territorio siracusano, vennero chiuse verso la metà del '900. Un tempo molto attive nella raccolta del sale marino, il loro ambiente rappresenta un importante punto di ritrovo per molte specie di uccelli migratori, costituendo dunque una delicata flora e fauna acquatica.

A causa della vicinanza con uno dei tre siti petrolchimici siracusani (non bonificati) le saline di Augusta sono state ritenute ad alto rischio ambientale e per questo, nonostante la protezione speciale datale dalla comunità europea (Zona di interesse comunitario e Zona a protezione speciale), il sito è stato inserito tra i nominativi dell'Ufficio Speciale per le Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale della Sicilia, organo istituito presso l'Assessorato Regionale territorio e ambiente nel 2005. Nonostante tutto, anche i fenicotteri rosa hanno trovato "alloggio", grazie alle vicine saline di Priolo.

TappaLago di Pergusa


Foto tratta da www.ennaora.it

Tra i luoghi dove lo spettacolo degli uccelli rosa è più "inedito", il lago di Pergusa a pochi chilometri da Enna, dove qualche mese fa sono stati scoperti tre fenicotteri impegnati a nutrirsi nelle acque del lago.

Oltre ad essere il più conosciuto, il lago di Pergusa, è anche l'unico specchio d'acqua naturale dell'ennese. Dal 1991 è diventato Riserva Naturale ed stato affidato alla gestione della Provincia Regionale di Enna. Posto al centro di una conca, a circa 678 mt sul livello del mare, tra un gruppo di alture appartenenti ai monti Erei, il lago è privo di immissari ed emissari e conserva molte delle caratteristiche paesaggistiche e naturali di un ambiente ricco in biodiversità.

Pergusa infatti, essendo l'unica zona umida in un paesaggio dominato dalla siccità, costituisce un'area di sosta preferenziale nella migrazione di diverse specie di uccelli. Poco distante, quasi a dominare lo specchio d'acqua, si trova la Selva Pergusina recuperata grazie ad un imponente opera di rimboschimento avvenuta nel 1937.

Il lago di Pergusa fu famoso sin dall'antichità per la localizzazione del mito del ratto di Proserpina, ma anche per la colorazione che periodicamente assume, legata alla presenza di rarissimi microorganismi in grado di colorare di rosso le sue acque conferendo al paesaggio grande suggestività.

A Pergusa il fenicottero è un uccello che è stato avvistato poche volte, ma la spettacolarità di questi eventi risiede proprio nel loro carattere unico ed inaspettato.

- Enna, la provincia dei laghi (Guidasicilia.it)

TappaFoce del fiume Naro

Un giovane fenicottero (dalla coloritura poco vivace) è stato individuato anche nell'agrigentino, durante il suo quotidiano riposo prima di raggiungere il resto della colonia, accanto alla foce del fiume Naro.

La sorgente del fiume è situata sul monte Bardaro (650 m s.l.m.) in C.da Porco Spino nel territorio di Canicattì. Successivamente il fiume attraversa i territori dei comuni di Naro, Favara e Agrigento ricevendo da destra i torrenti Iacono e Favara. Circa 2,5 km prima dello sbocco a mare il fiume riceve da sinistra il torrente Grancifone o fiume Burraito, uno degli affluenti principali.

Lungo il corso del fiume, a circa 20 km dalla foce è stata realizzata una diga artificiale: la diga San Giovanni, situata in località Stretta del Molino San Giovanni in territorio di Naro. Anche lungo il suo affluente principale, il torrente Grancifone, è stato realizzato un invaso artificiale denominato diga Furore esso si trova a circa 9,3 km dalla confluenza del torrente nel fiume Naro.

Il corso del fiume è a tratti incassato in gole profonde mentre in altri casi incide dolci colline. La foce è situata in località Cannatello nel territorio comunale di Agrigento, dove il fiume sfocia nel Mar Mediterraneo.

TappaRiserva naturale Saline di Trapani e Paceco


Foto di Mario Torrente - www.scaminando.it

Luogo molto frequentato dalle nostre fantastiche creature rosa è il tratto costiero che va da Trapani a Marsala: anche qui ci sono delle antiche saline, quelle di Trapani e Paceco, che fanno da cornice ad uno spettacolo sfavillante e mozzafiato, fatto da tutte le sfumature del rosso. Infatti, oltre al rosa shocking dei fenicotteri  in questi luoghi si può assistere ai tramonti più belli del mondo.

La Riserva Regionale Saline di Trapani e Paceco si estende a sud di Trapani, dalla periferia del capoluogo fino alla frazione di Salina Grande, a cavallo dei territori comunali di Trapani e Paceco. Istituita con decreto dell'Assessore Regionale al Territorio e Ambiente n.257 dell'11 maggio 1995, è stata affidata in gestione al WWF.

Estesa su un’area di quasi mille ettari includendo nella maggior parte del suo territorio proprietà private, le saline sono luoghi di grande fascino, creati dall'uomo a scopo industriale e commerciale ma diventati paradossalmente habitat ideale per diverse specie di animali e vegetali.

La visita in questi posti è un viaggio tra vasche, canali, mulini, bagli e, camminando lungo gli argini, gli unici suoni percepiti appartengono alle onde del mare, al vento e ai richiami dei tanti uccelli che vivono l'ambiente.

- www.wwfsalineditrapani.it

- Le Saline di Trapani e Paceco (Guidasicilia.it)

TappaLaghetto di Lingua - Salina


Foto tratta da www.giornaledilipari.it

Anche l'arcipelago delle Eolie è testimone del ritorno in Sicilia dei fenicotteri rosa. Infatti, non è raro avvistare i rosei pennuti dalle gambe lunghe e dal grosso becco adunco nel laghetto di Lingua, frazione del comune di Santa Marina Salina.

Sito all'estremità sud-orientale dell'isola di Salina, nel laghetto naturale di Lingua si conservano i resti di un antico impianto produttivo per il sale, una delle testimonianze più significative di età romana delle Isole Eolie.

Fino alla fine del XVIII secolo le saline di Lingua apparivano con evidenza ma oggi le vasche delle saline, utilizzate per l'evaporazione dell'acqua marina, non sono più visibili in quanto interamente sommerse dall'acqua del lago. Di esse rimane la parte inferiore dei muri divisori, costruiti con la tecnica dell'opus reticulatum, attribuibili alla prima età imperiale romana, ovvero al I-II secolo d. C., ed il pavimento, costituito da un suolo di calce magra e ghiaietta.

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