Trekking sui monti Sicani

A piedi per una zona ricca di interessi naturalistici, paesaggistici e archeologici

02 settembre 2016
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Lontana dalle città d'arte, dalle spiagge assolate e dai rumori dei grossi centri, esiste una Sicilia un po’ diversa, una Sicilia agricola legata alla cultura rurale dove i paesaggi sono modellati dal lavoro dell'uomo e la vita scorre lenta e tranquilla. L'itinerario che vi proponiamo ci condurrà proprio nel cuore della provincia di Agrigento, alla scoperta di una Sicilia che ancora in pochi conoscono.
Ci si può spostare in macchina o anche in bicicletta, ma noi approfittiamo delle belle giornate, per andare il più possibile a piedi, e fare un po’ di trekking in luoghi dove l'aria è pura e l'ambiente è ricco di verde. Qui storia e leggenda si confondono per assicurare un appassionante viaggio che ci porterà ad ammirare aree archeologiche e grotte naturali, tra magnifici paesaggi naturali e viuzze di paese. Per pernottare si può scegliere un bed & breakfast o approfittare dell'ospitalità di una delle tante famiglie locali che ci accoglierà nelle proprie case in ricettività diffusa. Per stare comodi si consiglia un abbigliamento da escursionismo, con scarpe da trekking, zainetto, borraccia e torcia elettrica.

Le tappe del nostro itinerario

 

Tappa1° giorno - Arrivo a SantAngelo Muxaro

Arriviamo a Sant'Angelo Muxaro, adagiato sul versante meridionale dei monti Sicani, a 30 Km a nord da Agrigento, dove ci sistemiamo in uno dei bed & breakfast del paese opure scegliamo la soluzione dell'ospitalità diffusa. Trascorriamo il pomeriggio a girare per il tranquillo paesino della campagna siciliana arroccato su un monte di cristalli di gesso. Visitiamo i panifici, caseifici e magari facciamo delle degustazioni assaggiando gli squisiti prodotti locali. Poi un salto al MuSAM, il Museo Archeologico ospitato nel Palazzo Arnone che custodisce reperti antichissimi, risalenti al periodo in cui questi luoghi erano abitati dal popolo dei Sicani. Sant'Angelo Muxaro è infatti, uno dei centri più importanti della Sicilia pre e protostorica che sembra aver ospitato, nell'età del ferro e del bronzo, un florido centro abitato. Leggenda vuole addirittura che anticamente qui sorgeva Kamikos, la città del mitico re sicano Kokalos che ospitò Dedalo fuggiasco da Creta. Dice sempre il mito che qui fu assassinato il re cretese Minosse e sepolto in queste campagne.

Tappa2° giorno - Attorno al colle SantAngelo

(10 km circa percorribili in 4/5 ore di cammino) - Dopo aver fatto una lauta colazione a base di prodotti tipici locali come latte, ricotta calda e formaggi, possiamo fare un'escursione lungo le pendici del Colle Sant'Angelo Muxaro, che ospita una necropoli sicana. Partiamo da Piazza Umberto I e da qui raggiungiamo la zona archeologica. Tantissime sono le tombe rinvenute, tra cui la 'Tomba del principe', la più grande grotta a Tholos (rotonda a pseudo-cupola conica) della Sicilia, che gli archeologi identificano come la tomba del Re Minosse. Il colle ospita inoltre, splendide grotte di interesse speleologico e naturalistico come la naturale 'Grotta di Sant’Angelo Muxaro' o la 'Grotta Ciavuli', lunga circa 1 Km che possiamo visitare nel pomeriggio.

Tappa3° giorno - Arrivo a San Biagio Platani

(15 km circa percorribili in 5-6 ore di cammino) - Oggi ci rechiamo a San Biagio Platani dove possiamo fare un salto al Museo degli Archi di Pasqua, una struttura di circa 500 mq destinata alla loro valorizzazione. All'interno otto sale espositive, una sala per la proiezione in 3D degli Archi di Pasqua e una sala laboratorio. Gli archi sono realizzati con materiali naturali quali canne, salice, asparago, alloro, rosmarino, cereali, datteri e pane, ognuno dei quali è ricco di un alto significato simbolico. Dopo aver pranzato in un localino di San Biagio Platani, nel pomeriggio possiamo visitare la chiesa madre e la bottega delle maioliche siciliane per imparare come si realizza un'anfora, come di dipinge o si cuoce una maiolica. In serata rientro a Sant'Angelo Muxaro.

Tappa4° giorno - Monte Cavallo e Valle del fiume Platani


ph. Alessandro Croce

(10 km circa percorribili in 4-5 ore di cammino) - Il percorso si snoda lungo la valle del Platani e l'area di Monte Cavallo, in una zona ricca di interessi naturalistici, paesaggistici e archeologici.
Il Platani è il secondo fiume della Sicilia con una lunghezza di 103 chilometri che nasce nella zona di Castronuovo di Sicilia e, dopo un percorso tortuoso, sfocia nel mare Mediterraneo, poco distante da Eraclea Minoa. La parte terminale del fiume e un breve tratto di costa dal 1984 sono diventati riserva naturale orientata per la presenza di vegetazione ripariale, macchia mediterranea, aree di rimboschimento forestale e coltivazioni agricole. Per quanto riguarda la fauna troviamo numerosi mammiferi e uccelli nidificanti, tra cui anche rapaci e il Cavaliere d'Italia. Il pranzo a sacco, lo possiamo consumare nell'area attrezzata di Monte Cavallo.
Di pomeriggio, in macchina, si può raggiungere comodamente contrada Bissana dove si possono ammirare le maccalube, sorgenti fangose con emissioni di metano e anidride carbonica. In serata rientro a Sant’Angelo Muxaro.

Tappa5° giorno - Arrivo a Cammarata

(12 km circa percorribili in 4-5 ore di cammino) - La Riserva Naturale Orientata Monte Cammarata copre circa 2000 ettari tra i comuni di Cammarata, San Giovanni Gemini e Santo Stefano Quisquina, noto perché ospita un santuario dedicato a Santa Rosalia, patrona di Palermo.
Immerso in un boschetto di querce, a 986 m. sul livello del mare, l'eremo fu costruito nella seconda metà del '700 addossato alla spelonca nella quale si era ritirata la Santa, figlia del signore di quelle terre, prima di trasferirsi sul Monte Pellegrino, a Palermo. Dai tre comuni partono diversi percorsi che conducono a Monte Cammarata che con i suoi 1.578 metri d'altitudine rappresenta la vetta più alta dei Monti Sicani. Al ritorno, seguendo la strada che da Santo Stefano di Quisquina porta a Cammarata, possiamo pranzare nella grande area attrezzata di Savochello - Monte Cammarata, nella zona di Demanio Ledera. Il pomeriggio lo trascorriamo in giro per Cammarata e San Giovanni Gemini e dopo possiamo far ritorno alle località d'origine.

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