Un itinerario dal Parco dell'Etna alle stelle

Dal pianoro di Monte Vetore, passando per il Giardino botanico "Nuova Gussonea" e arrivare infine dove si osservano le stelle

27 marzo 2018
un-itinerario-dal-parco-dell-etna-alle-stelle

Uno dei tanti itinerari che si possono seguire all’interno del Parco dell’Etna è quello che di seguito vi proponiamo e che da Piano Vetore (a quota 1700 metri circa) arriva al Giardino botanico "Nuova Gussonea" per poi proseguire verso l'Osservatorio Astrofisico di Catania.

Un percorso circolare non impegnativo, lungo quattro chilometri circa, che vi permetterà di osservare gli straordinari scenari tipici del territorio etneo (dai paesaggi lunari tipici delle zone interessate dalle colate laviche recenti e passate, ai vasti prati d'alta quota, passando per folte aree boschive).

Le tappe del nostro itinerario

TappaPiano Vetore

L'ingresso al Sentiero-Natura di Monte Vetore - Parco dell'Etna
Foto Cai sez. Catania

In cima a Monte Vetore (sul versante meridionale dell'Etna) vi è un ampio pianoro che si trova qualche chilometro prima del Rifugio Sapienza. Da qui parte il sentiero-natura dal quale partire e poi ritornare.

Lungo il sentiero, ricoperto da sabbia lavica, si ammirano le pendici meridionali del Mongibello (altro nome dell’Etna) con i suoi piccoli coni secondari di Monte Nero e Monte Nero degli Zappini. Qui la vegetazione è ricca di pulvini di astragalo che, con le sue radici, svolge un importate ruolo di consolidamento del terreno.

TappaSentiero Natura Monte Nero e Monte Nero degli Zappini

Sentiero - Natura Monte Nero e Monte Nero degli Zappini
Foto Parks.it

Lungo il tragitto si incontrano tanti Posti di Osservazione (contrassegnati come P.O. e progressivamente numerati in lastre di pietra lavica piantate per terra). Il punto d’osservazione n° 1 è quello del Sentiero Natura Monte Nero e Monte Nero degli Zappini: il primo sentiero-natura realizzato in Sicilia (a metà del 1991) e ad oggi uno dei sentieri più frequentati nel territorio del Parco dell'Etna.

Il percorso, che deve il suo nome al termine dialettale siciliano per indicare i pini (zappinu è il pino laricio in dialetto), non presenta particolari difficoltà e attraversa campi lavici antichi e recenti, grotte di scorrimento lavico, hornitos, pietre "cannone" (sarcofaghi di lava solidificata attorno ad un tronco d'albero), formazioni boschive, imponenti pini di eccezionale bellezza.

TappaGiardino Botanico Nuova Gussonea

Un orchidea "etnea"

Proseguendo sul sentiero Monte Nero e Monte Nero degli Zappini, si raggiunge l’Orto botanico di Ragalna, meglio conosciuto come Giardino Botanico Nuova Gussonea. Il nome è stato scelto per ricordare il noto studioso della flora sicula, Giovanni Gussone ed è nato a partire dalla convenzione del 1979 fra la Direzione Generale delle Foreste della Regione Siciliana e l’Università degli Studi di Catania.

Il Giardino ha un’estensione di 10 ettari, ricoperti dalla tipica macchia mediterranea, comprensiva di essenze tipiche dell’Etna. Caratteristica della "Nuova Gussonea" è quella di aver organizzato le comunità vegetali del territorio proprio come si trovano in natura nei diversi piani altitudinali e nelle varie condizioni climatiche presenti sull’Etna, a rappresentare in miniatura, il paesaggio vegetale di tutto il vulcano e altri ambienti particolari siciliani.

Visitato il Giardino Botanico, si procede verso la via del ritorno fino ad arrivare al bivio che da una parte prosegue verso la Pista Altomontana Etnea e dall’altra ci porta lungo il sentiero di Monte Nero degli Zappini e arrivare al punto di partenza.

TappaOsservatorio Astrofisico di Catania

Osservatorio Astrofisico di Catania dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica)

Dopo aver visitato il Giardino Botanico, si procede verso la via del ritorno fino ad arrivare ad un bivio che da una parte prosegue verso la Pista Altomontana Etnea e dall'altra ci porta all’Osservatorio Astrofisico di Catania dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica).

L'Osservatorio, a quota 1725 metri s.l.m., ospita i telescopi per astrofisica professionale posti a quota più alta sul territorio nazionale. Presso l'Osservatorio sono in funzione diversi telescopi e altri strumenti specializzati su specifici obiettivi di ricerca inquadrati all'interno di collaborazioni internazionali.

La sede dell'Osservatorio è una struttura di ricerca utilizzata da ricercatori italiani e stranieri; la sede viene anche utilizzata per la didattica dell'astrofisica sperimentale di livello universitario. Alle attività di ricerca si affiancano attività di diffusione dell'informazione scientifica.

Presso l'Osservatorio si organizzano regolari visite pubbliche guidate dagli astronomi. Le visite si svolgono rigorosamente su prenotazione; il loro svolgimento ordinato è indispensabile per mantenere basso l'impatto per il Parco e per la realizzazione del programma di osservazioni scientifiche.

Questa l'ultima tappa del nostro itinerario. Dall'Osservatorio si torna al punto di partenza.

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