Un weekend a Trecastagni

Alle pendici del vulcano più grande d'Europa per una bella della primavera siciliana

26 settembre 2016
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Alle pendici dell'Etna, in un territorio collinare, circondato da vari coni vulcanici di diversa dimensione ed epoca, sorge Trecastagni delizioso comune della cintura etnea. Il paesino è circondato da terreni in forte pendenza verso i comuni sottostanti di Viagrande e San Giovanni La Punta che gli conferiscono una splendida posizione panoramica, che spazia dalla estremità meridionale della Calabria fino al Golfo di Augusta, nel siracusano. Il territorio è ricco di attrattive naturalistiche perchè si sviluppa tra l'area metropolitana di Catania e il Parco dell'Etna e comprende i coni vulcanici di monte Ilice, Monte Gorna, Monte S. Nicolò, Tre Monti, Monte Serra. I più grandi, Monte Gorna e Monte Ilice sono di notevoli dimensioni ed è possibile risalirli per visitare gli antichi crateri, un tempo coltivati, oggi abbandonati. All'esterno del monte Ilice si trova un'antica masseria nella quale Giovanni Verga ambientò il suo romanzo 'Storia di una capinera'. Lungo la strada che conduce dal paese alle contrade di campagna invece, è possibile visitare l'Eremo di Sant'Emilia, un piccolo torrione con merlatura in pietra lavica. Procedendo sempre lungo questa strada si scorge e la Grotta Comune, un anfratto lavico che da' il nome all'intera zona circostante. Più avanti si trova una cappelletta dedicata ai tre fratelli martiri Alfio, Filadelfio e Cirino, più avanti ancora si snodano numerosi sentieri che si diramano nei boschi di castagni, querce e lecci. Salendo di quota i boschi si diradano per lasciare il posto alle colate laviche, mentre le sciare sono attraversate da sentieri che conducono alla strada che da Zafferana Etnea porta al rifugio Sapienza.


ph. Giuseppe ME

Le tappe del nostro itinerario

TappaChiesa Madre (San Nicola di Bari)


ph. Joe Faro Fotografo

In territorio di Trecastagni sorgono numerose chiese, tutte risalenti o restaurate intorno al XVII secolo, epoca in cui la Val di Noto fu sconvolta da un terribile terremoto. Tra tutte spicca la Chiesa Madre, dedicata a San Nicola di Bari, edificata intorno al 1400, ma modificata dopo il sisma. Adagiata in cima ad una scalinata monumentale, poco o nulla resta delle grandi ricchezze di questa chiesa, il cui esterno è adorno di caratteristici decorazioni in lava, mentre l'interno si compone di tre navate a croce latina sostenute da 12 pilastri della stessa pietra nera. Splendida anche la Chiesa del Bianco, nella piazza omonima, ricostruita nel 1400, si compone di una sola navata con altari in marmi pregiati. Interessante il catino con quattro colonne tortili in pietra lavica. La chiesa era in origine tutta affrescata, ma dopo il terremoto del 1693, dovendosi eseguire le necessarie riparazioni, fu imbiancata. Il Convento dei Padri Minori riformati, con annessa Chiesa di Sant'Antonio di Padova, risale al 1660 e fu costruito con i fondi donati dal principe Scipione II a dei fedeli. Il convento e la chiesa sono stati recentemente oggetto di restauro; all'interno del convento è possibile ammirare il chiostro con 21 pilastri in pietra squadrati ed una grande cisterna al centro. La Chiesa di S. Antonio di Padova, è composta di una sola navata con affreschi nella volta e sulle pareti; pregevoli gli altari di legno intagliato.

TappaSantuario SS.MM. Alfio Filadelfio e Cirino


ph. Joe Faro Fotografo

Il Santuario dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino risale al 1662 ed è meta storica di pellegrinaggio dei fedeli, che giungono a Trecastagni durante tutto il mese di maggio. All'interno dei locali della chiesa è possibile visitare un'amplissima collezione di ex voto. Tra le altre chiese ricordiamo la Chiesa della Madonna dell'Aiuto, di Santa Caterina, o Gaglianese, di Sant'Andrea, da cui prende il nome il quartiere più antico di Trecastagni, il Conservatorio delle Vergini, di Santa Maria di Tremonti, di San Benedetto, l'Orfanotrofio delle Proiette, con annessa Chiesa di San Vincenzo de' Paoli, in cima alla Salita dei Saponari. Da non perdere il Palazzo dei Principi Di Giovanni costruito intorno alla metà del XVII secolo. Il comune che lo ha acquistato ne ha ripristinato la copertura, mentre l'interno versa in una situazione di degrado. Degno di menzione anche il 'Mulino a vento', un antico forte di avvistamento risalente ad un'epoca precedente all'invasione saracena. Durante l'epoca normanna venne riadattato a piccolo mulino a vento. Tuttora all'interno è possibile vedere le macine in pietra e tre cannoni, utilizzati annualmente per segnare l'inizio dei festeggiamenti in onore dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino.

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