Un weekend immersi nella natura di Enna

Scegliete voi i percorsi straripanti di benessere, in mountain-bike o a piedi

31 maggio 2017
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Un passo dopo l'altro. E intorno l'ambiente che, passo dopo passo diventa noi stessi. Graziati da una stagione straordinariamente meravigliosa (è difficile trovare qualcosa più bello della tarda Primavera siciliana), proponiamo un interessante itinerario all’insegna del benessere e della full immersion nella natura.
Ci spostiamo nel centro della Sicilia, fra i boschi e i laghi del capoluogo più alto d'Italia, Enna. Tra laghi e boschi, a piedi o in mountain-bike, un persorso rigenerante, ottimo per andare incontro ad una nuova settimana con tanto buon umore!

Le tappe del nostro itinerario

TappaI laghetti di Monte Campanito e il Monte Sambughetti a piedi

È un itinerario montano, di ampi panorami, dolci pascoli e freschi boschi, che però è indicato solo per coloro che abbiano già un buon allenamento fisico. Si attraversano le zone di pascolo equino, bovino e ovino di questa propaggine estrema dei Monti Nebrodi e boschi di roverelle, pioppi, aceri montani e pini neri.
Per raggiungere il punto di partenza, da Enna, si esce dal centro urbano verso nord, seguendo le indicazioni per l'autostrada e poi per Nicosia, passando al di sotto del viadotto autostradale. Si prosegue per Leonforte, si oltrepassa Nicosia e ci si immette sulla SS. 117 Centrale Sicula per Mistretta. Al km progressivo 29°, si volta a sinistra per una sterrata e, percorsi ancora 100 m, si lascia il mezzo.

Un primo cartello, messo a disposizione dall'Azienda Speciale Silvo-Pastorale del Comune di Nicosia, indica perfettamente il percorso in scala 1:10.000, mettendo in risalto pure il punto d'acqua che s'incontra. Si volta, quindi a sinistra, inerpicandosi per una ripida salita solcata dal passaggio di veicoli fuoristrada, e spesso fangosa, arrivando dopo 200 m a una prima chiudenda da pascolo (attenzione a richiuderla al passaggio). Si oltrepassa poi un panoramico tratto di pascolo, da dove l'orizzonte spazia fino all'Etna.
Il pascolo è delimitato da una seconda chiudenda, che a sua volta delimita il bosco. Lungo il sentiero si arriva ad una terza chiudenda e si prosegue fino ad un bivio dove si trova un altro cartello dell'Azienda (fin qui, dal punto di partenza, sono 1.3 km). Per i laghetti di Monte Campanito (nei quali vive la testuggine d'acqua dolce) si va a sinistra per circa 800 m, oltrepassando prima una chiudenda e poi una sorgente; si giunge al primo lago attraverso un bosco di pioppi, mentre gli speroni calcarei di Monte Campanito dominano a sud.

La vegetazione agrofila (caratteristica di ambienti umidi) intorno al lago è molto interessante dal punto di vista botanico. Per l'ascesa a Monte Sambughetti, invece, dal punto in cui si trova il secondo cartello dell'Azienda, si va a destra, incontrando dopo 250 m una chiudenda e subito dopo un cancello in legno, chiuso con catena e catenaccio, ma dotato di passaggio pedonale a scaletta.
Si prosegue per circa 3 km in salita, aggirando il costone meridionale del monte e arrivando in cima, da dove il panorama si estende fino alla sommità dell'Etna, ai Monti Erei e alla catena delle Madonie. Si ritorna dallo stesso percorso d'andata.
L'escursione si può effettuare in mountain-bike. All'interno della riserva l'Azienda Silvo-Pastorale organizza, insieme al comune di Nicosia, la festa della montagna la prima domenica di luglio. In quella occasione si effettuano visite guidate nella riserva, degustazione di prodotti tipici (i formaggi vengono preparati sul posto da esperti caseificatori) e i ristoratori locali cucinano il pranzo per tutti, offrendo i piatti tipici.

TappaIl bosco di Sperlinga in mountain-bike

Il bosco di Sperlinga è di proprietà del Comune di Sperlinga e dato in gestione al Corpo Forestale, distaccamento di Nicosia. È interamente recintato e dispone di due accessi. Solo il primo accesso è dotato di passaggio pedonale, utilizzato al di fuori degli orari di apertura. L'ingresso è gratuito e all'interno del bosco si trova un antico stabile ristrutturato, adibito ad ufficio della Forestale, aperto durante gli orari di lavoro degli operai della manutenzione (sono gli stessi di quelli d'apertura dei cancelli). Il bosco, costituito esclusivamente da roverelle, spesso esemplari secolari, è abitato da esemplari di sparviero. Inoltre, donnole, martore, gatti selvatici, lepri, volpi e conigli.
Il punto di partenza si raggiunge, da Enna, seguendo le indicazioni Calascibetta e poi proseguendo per Leonforte-Nicosia. Lungo la SS. 117, 4.7 km prima di Nicosia, c'è il bivio per la SS. 120, che si prende, percorrendo la stessa fino al km progressivo 99+850. Qui, si volta a sinistra seguendo le indicazioni Azienda Di Rovello. In leggera discesa (il paese di Sperlinga è in alto, a destra), si percorre la strada comunale per circa 1.5 km, fino al ponte sul torrente. Poco prima, sulla sinistra, si trova un abbeveratoio di acqua potabile. Si oltrepassa il ponte e subito c'è un incrocio a ³Y², in cui si volta a sinistra e si prosegue per 1.1 km, fino a incontrare un piccolo cartello bianco Azienda Di Rovello, dove si lascia l'asfalto e si volta a destra per uno sterrato. Si percorrono 300 m, fino al primo ingresso al bosco, lasciando il mezzo vicino al cancello in legno.

Si arriva in cima e si scende sempre lungo l'unica sterrata, oltrepassando la seconda chiudenda e arrivando al secondo ingresso. Da qui, si prosegue per 400 m lungo il breve sterrato che porta all'incrocio con la strada asfaltata, in cui si volta a destra. Si percorrono 1.6 km in discesa, fino all'incrocio nei pressi del fiume, proseguendo sulla destra per altri 1.1 km, e poi voltando ancora a destra per Azienda Di Rovello.
È possibile campeggiare nel bosco, dietro comunicazione al Comune di Sperlinga. L'escursione è effettuabile anche a piedi, ed è facile. In questo caso all'ingresso del bosco ci si incammina lungo la traccia ben battuta, che dopo 100 m si biforca (a destra si va al rifugio). Diritto si sale per la vetta, addentrandosi nel bosco, ben curato, oltrepassando una prima chiudenda. A 2.7 km dall'ingresso, si è già in cima, dove c'è una seconda chiudenda e si fa dietro-front e ci si incammina per il ritorno. Si perviene così alla SS120 e si raggiunge Sperlinga, un piccolo paese la cui notorietà è legata al suo castello, edificato intorno al 1082 scavando la roccia viva dello sperone che domina il paese. Ai piedi del castello, in una grotta che probabilmente un tempo ospitava le stalle, è stato allestito un piccolo museo etnografico con testimonianze di vita contadina. La singolare tipologia di costruzione del castello, peraltro, non fa altro che ricalcare quella delle abitazioni trogloditiche dei contadini locali. Ancora al principio degli anni Sessanta alcune di queste "case" nella roccia erano abitate e oggi una parte di esse, acquisite al patrimonio comunale, sono state risistemate allestendovi gli ambienti originari.

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