Una gita alla Diga Rosamarina

Ai piedi di Caccamo, uno smeraldo verde incastonato nella valle del fiume San Leonardo

28 aprile 2016
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A circa tre chilometri dal centro abitato di Caccamo, che con il suo imponente castello medioevale domina la vallata sottostante, si può ammirare in tutto il suo splendore il lago Rosamarina, il più grande bacino artificiale della Sicilia, formatosi in seguito allo sbarramento del fiume San Leonardo (dal 1973 al 1992) a scopo idropotabile. Il bacino del fiume nasce dai Monti Sicani, tra il Monte Barracù e il Pizzo Cangialoso, e si sviluppa per circa 53 km sino a sfociare nel Mar Tirreno, nei pressi di Termini Imerese. Sul suo territorio ricadono, tutti o in parte, i centri abitati di Caccamo, Campofelice di Fitalia, Ciminna, Godrano, Mezzojuso, Prizzi, Roccapalumba, Termini Imerese, Ventimiglia di Sicilia e Vicari. Tale bacino è alimentato soprattutto dal torrente Azzirolo che è il suo maggiore affluente, e che confluisce nella zona centrale del corso d'acqua. Questo gioiello partorito da madre natura e dall'ingegno umano è caratterizzato da circa 16 chilometri di sponde, con una portata massima di 100 milioni di metri cubi d’acqua e oltre 100 metri di profondità nella zona più profonda ovvero vicino alla diga.

Si raggiuge percorrendo la S.S. 285 che collega Termini Imerese a Caccamo, imboccando al chilometro 7,200 una stradina che si dirama per scendere verso la vallata del fiume San Leonardo. Tra cespugli di gialle ginestre, tra gli olivi selvatici, i mandorli fioriti e i cardi spinosi agli occhi del visitatore si presenta uno spettacolo di rara bellezza, con una distesa d'acqua verde smeraldo che s'insinua tra i monti e cambia colore anche in relazione alle condizioni atmosferiche. In questo paradiso è possibile trascorrere qualche ora in pieno relax, facendo passeggiate all'aria aperta, o un pic-nic sotto un albero o magari pescando uno dei grossi pesci che hanno trovato l'habitat ideale nello specchio d'acqua. Il lago si può sostanzialmente dividere in due zone: la zona della diga e la zona della foce.

A circa sei chilometri dalla foce la diga sbarra il corso del fiume San Leonardo. La struttura è incastonata all'ingresso di una stretta gola, costituita dalle rocce calcaree dei rilievi montuosi circostanti con una sezione di sbarramento posta a 90 metri sul livello del mare e uno spessore di 30 metri. Le rocce sulle quali è stata edificata sono state consolidate con iniezioni cementizie perchè, soprattutto sulla sponda destra, presentavano grandi faglie e fratture. La diga è una struttura enorme, costruita in muratura e calcestruzzo che raggiunge un'altezza massima di 93 metri e una lunghezza di 200. Tutto il lago è costeggiato da una strada sterrata un pò dissestata ma percorribile e che agevola notevolmente negli spostamenti anche durante la pesca. Nella zona della diga le acque, come già detto, raggiungono la loro massima profondità sfiorando i 100 metri. Nella zona della foce invece il livello dell'acqua è decisamente più basso e spesso si vedono emergere dalle acque arbusti, alberi o case. Le acque dell'invaso sono volte a soddisfare la domanda di consumi idrici per gli usi civili, agricoli ed industriali della zona che va da Lascari a Cefalù e per usi idropotabili a Palermo. Con una portata continua di 1000 litri al secondo il fiume San Leonardo permette così un incremento di circa il 50% delle odierne disponibilità del capoluogo siciliano.

La fauna - Il lago si è popolato rapidamente di diverse specie di pesci come i black bass, pesci gatto, persici reali, carpe, carassi, tinche, oltre che tantissime alborelle che sono il cibo preferito per i black bass. La presenza di quest'abbondante quantità di pesce attira centinaia di appassionati pescatori che stazionano sempre lungo le rive del lago per catturare la loro preda. I pesci più grossi comunque sono localizzati nei primi 800 metri dalla diga, dove, generalmente, stazionano i predatori di grossa taglia. Il lago è noto per catture da record: numerose infatti, in questi anni, le catture di black bass di oltre tre chili e mezzo.

Il Ponte Chiaramontano - Divenuto signore di Caccamo, nel 1300, Manfredi I Chiaramonte si occupò di ampliare e fortificare il maniero e di far costruire più a valle, il ponte chiaramontano sul fiume San Leonardo. Il ponte, di una bellezza scarna ed essenziale, si inseriva perfettamente nel paesaggio e ripeteva la classica sagoma a 'schiena d'asino' ad un unica arcata, con una nicchia a sesto tondo, sul lato prossimo alla sponda destra del fiume. Una lapide, andata perduta, recava delle informazioni precise circa la nascita del manufatto: anno di costruzione 1307, promotore Manfredi I Chiaramonte, regnante Federico III con dedica alla Beata Vergine. Dal 1994 purtroppo questo gioiello medioevale è stato sommerso dalle acque del lago Rosamarina. Chissà se poteva farsi qualcosa di più per salvarlo, magari ascoltando chi ai tempi aveva proposto di provare a smontarlo per trasferirlo in un altra zona della valle.

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