Visitando la "piccola Pantalica" di Paolo Orsi

La splendida Militello in Val di Catania con il suo immenso patrimonio medievale e barocco

07 dicembre 2016
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A circa 50 km da Catania, sui monti Iblei sorge Militello in Val di Catania, uno dei 15 comuni del comprensorio del Calatino - Sud Simeto. Il paese negli anni ha scoperto una vocazione turistica basata sulla valorizzazione dell'immenso patrimonio artistico medievale e barocco ed è diventato noto per lo splendido centro storico, costellato di chiese e palazzi nobiliari.

Pillole di Storia - Secondo lo storico Pietro Carrera, Militello fu fondata da un gruppo di legionari romani al seguito del Console Marcello durante l'assedio di Siracusa nel 214 a.C. Le milizie provate da un'epidemia, decisero di rimanere in zona e l'area fu quindi chiamata militus tellus: terra di soldati. Nella zona inoltre, sono stati ritrovati interessanti reperti di epoca preistorica (eneolitica - III millennio a.C.) e greca. Si racconta inoltre che la zona sia stata occupata da un gruppo di Micenei e Achei fuggiti da Atene. La leggenda narra che questi ultimi nascosero nelle campagne circostanti un prezioso tesoro.
L'archeologo Paolo Orsi recuperò in contrada Ossini ceramiche greche databili all'VIII secolo, del tutto simili alle tipologie scoperte a Megara Iblea, Catania, Naxos e Siracusa. Ciò significa che vi erano collegamenti probabilmente tra le cittadelle facilitati da fiumi come il Trigona. Contrada Ossini è stata definita da Orsi "la piccola Pantalica" perché i fianchi rocciosi sono bucherellati da numerose tombe scavate sulla roccia, risalenti anche ad epoca preistorica. Altre necropoli databili fra il V e il II secolo a.C. si trovano nelle aree di Piano Maenza e Fildidonna. Un vero e proprio nucleo urbano è sorto a Militello solo in epoca bizantina, periodo in cui sorsero diversi luoghi di culto. Un esempio è la Chiesa di Santa Maria La Vetere interamente scavata nella roccia. Alcuni scavi archeologici in prossimità della chiesa hanno permesso di mettere in luce alune sepolture, tracce di dipinti e un'ampia area lastricata di età romana. Di fondamentale importanza il Vallone di San Vito e il Piano Santa Barbara, dove si pensa sia stato nascosto il tesoro miceneo di cui parlavamo prima.

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Le tappe del nostro itinerario

TappaChiesa e Abazia di San Benedetto


ph. www.meravigliaitaliana.it

Chi volesse visitare Militello in Val di Catania dovrebbe iniziare da Piazza Municipio nella quale si affacciano l'ex Abazia di San Benedetto del XVII secolo e il Palazzo Baldanza-Denaro del XVIII secolo.
Il complesso monumentale, della Chiesa e Abazia di San Benedetto, secondo in Sicilia soltanto a quelli di Catania e Monreale, fu fondato nel 1614 per volontà del Principe don Francesco Branciforte. Ha un prospetto in stile barocco con intaglio di travertino bianco locale, detto 'Pietra di Santa Barbara'. L'interno della Chiesa è ad un'unica navata con sei cappelle laterali decorate a stucco e con pregevoli altari in marmo della prima metà del '700.

TappaChiesa di San Nicolò - SS.Salvatore

Nella Via Umberto I sorgono invece, la Chiesa Madre dedicata a San Nicolò - SS.Salvatore (XVIII secolo) e Palazzo Liggieri. La pianta della chiesa è a croce latina, l'interno è decorato da stucchi della scuola di Giacomo Serpotta. La vasta scalinata del prospetto conduce a tre porte d'ingresso: quella centrale riccamente decorata. Le due porte laterali,  dette 'del Sole' e 'della Luna', di più semplice fattura. La chiesa è sormontata da una cupola realizzata, nel 1904, che è uno dei primi esempi in Sicilia di costruzione in cemento armato.
Il Museo di San Nicolò, annesso alla Chiesa Madre, contiene una ricca esposizione di argenti e gioielli, comprendente pissidi, calici, ostensori ed ex voto di pregiatissima fattura. Notevole la collezione dei paramenti, delle tele e delle sculture.

TappaChiesa di Santa Maria della Stella

Ad angolo con Via Umberto c'è Piazza Vittorio Emanuele nella quale si può ammirare un'edicola che ospita una statua della Madonna della Catena del '500. Poco distante ci si imbatte nella Chiesa omonima con la sua elegante facciata e la fastosa aula interna decorata da sculture barocche. In Via Umberto I sorgono  inoltre la Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, con l'ampio prospetto concavo della metà del '700,  la Chiesa di Santa Maria della Stella del XVIII secolo e di fronte Palazzo Majorana della Nicchiara (o "dei Leoni"), nel tratto iniziale di Via Porta della Terra. Sulla stessa strada, poco più avanti, la Chiesa di San Sebastiano (1704).
Nel vicino quartiere di S.Giovanni si trovano il Palazzo Iatrini, la Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa dei SS. Angeli Custodi con bellissimo pavimento in ceramica del 1785.

TappaCastello Barresi-Branciforte


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Ritornando in Via Porta della Terra e percorrendola per intero, dopo avere attraversato un arco sormontato da una torre, si entra nell'atrio del Castello Barresi-Branciforte, le cui origini risalgono probabilmente ad epoca normanna, quando venne in Sicilia la famiglia dei Barresi, discendenti del Ducato di Barry in Francia. Nel corso dei secoli, il castello fu testimone di varie vicende ed, in particolare, nel 1473 fu scenario della tragedia di Aldonza Santapau, strangolata dal marito, barone Antonio Pietro Barresi, per gelosia a seguito di calunniose insinuazioni.
Don Francesco Branciforti ingrandì il fabbricato del castello installandovi una distilleria ed una biblioteca; nel 1607 portò a Militello l'acqua della sorgente Zizza, facendo collocare in una seconda corte una monumentale fontana raffigurante la ninfa Zizza. Si accedeva ai vani superiori del castello tramite una scala a chiocciola, mentre in basso erano le carceri. Al piano terreno, erano ubicati i vasti magazzini per le derrate alimentari. Del castello rimane oggi ben poco. Oltre a qualche raro tratto di muratura antica rimangono: la fontana Zizza, le aperture a sesto acuto all'interno, un torrione a sud-ovest  e alcuni ruderi nella parte nord.

TappaChiesa di Santa Maria La Vetere


ph. kalatino.it

Abbandonata l'area del castello, risalendo verso le zone nord-orientali dell'abitato, si incontra il Palazzo Tineo e, dopo avere disceso una ripida scalinata, l'antica Chiesa di Santa Maria la Vetere. All'interno della chiesa, ridotta ad una sola navata dal terribile terremoto del 1693, si può ammirare il decoratissimo altare della Natività (XVII secolo), che ostenta i suoi ricami nelle colonne, nel frontone e nel paliotto della mensa. Di impianto quattrocentesco è infine la cappelletta quadrangolare, adibita a sagrestia, dietro l'altare maggiore. Il portale del 1506  rimane il capolavoro simbolo di questa chiesa. Al centro della composizione spicca la Madonna con il Bambino, adorata da due angeli e sormontata da una stella. L'opera è probabilmente un lavoro giovanile di Antonello Gagini.

TappaChiesa di SantAntonio di Padova

Proseguendo si incontra  la Chiesa di Sant'Antonio di Padova detta anche di Sant'Antonino, edificata nel 1503 con lo straordinario campanile a fasce alterne calcaree e laviche del 1719 e la cinquecentesca cappella del Santo Sepolcro. Secondo l'antica tradizione qui i fedeli avrebbero innalzato un'edicola a Sant'Antonio di Padova, che stanco si sarebbe fermato in questo luogo nel suo viaggio da Siracusa a Vizzini. Da non perdere la Chiesa dell'Immacolata e il complesso dei Cappuccini, con l'annessa Basilica di Santa Maria degli Angeli (che contiene un dipinto di Filippo Paladini raffigurante la Madonna degli Angeli). Altre chiese cittadine sono quelle di San Francesco di Paola, del Calvario, di Sant'Agata, di San Domenico, di Santa Maria dello Spasimo e di San Leonardo.

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