"8 mafiosi al giorno"

Dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica: in due anni quasi 6.500 arrestati. Manette anche per 26 superlatitanti

19 agosto 2010

In 2 anni arrestati 6.483 mafiosi, in media 8 al giorno, e 26 superlatitanti tra i 30 più pericolosi, in media uno al mese. Sono alcuni dei dati sulle azioni e i risultati del governo Berlusconi in materia di sicurezza, illustrati a Palermo dal ministro dell'Interno Roberto Maroni nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme al ministro della Giustizia Angelino Alfano.
L'incontro con i giornalisti si è svolto nei giorni scorsi dopo la riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica con i vertici delle Forze di polizia, i direttori delle Agenzie informazioni e sicurezza, interna ed esterna, presieduta da Maroni.

Riguardo ai provvedimenti attuati per rispondere alle esigenze di sicurezza, Maroni ha fatto riferimento al "Pacchetto sicurezza" e "l'aggressione ai patrimoni mafiosi, l'adozione di più efficaci strumenti investigativi e norme contro le infiltrazioni mafiose negli appalti". E' stato inoltre ricordato che il "Piano straordinario contro le mafie: contiene misure per restituire in tempi rapidi alla società civile i beni sottratti alla mafia, di sostegno alle vittime di racket e usura, un'azione antimafia potenziata nel settore degli appalti, nuove iniziative di contrasto alla criminalità transnazionale, lotta all'ecomafia".
I modelli territoriali nell'azione di contrasto alla criminalità organizzata, ispirati al cosiddetto 'modello Caserta', hanno finora consentito complessivamente, è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa, "la cattura di 6.483 mafiosi, in media 8 al giorno, e di 26 superlatitanti tra i 30 più pericolosi, in media 1 al mese".
Tra gli strumenti adottati, i "Patti territoriali per la sicurezza: 59 sono gli accordi firmati nelle varie regioni, grazie ai quali le amministrazioni locali potranno beneficiare di più fondi, più uomini, di azioni mirate alla sicurezza, interventi per affrontare la questione dei rom, misure anticontraffazione, interventi di contrasto allo sfruttamento della prostituzione e all'abusivismo commerciale". E prevedono, tra l'altro, "una riorganizzazione dei presidi delle Forze dell'ordine, un'intensificazione delle funzioni dei 'poliziotti di quartiere' e il contrasto alle 'forme di mendacità organizzata'".

"Per la prima volta - ha sottolineato il ministro Maroni - abbiamo organizzato fuori Roma la tradizionale riunione del comitato e la scelta di Palermo ha un valore simbolico per evidenziare l'importanza che il governo annette alla lotta alla criminalità organizzata e per illustrare i risultati assolutamente lusinghieri raggiunti in questi due ultimi anni".

Nel giorno di Ferragosto i ministri Maroni e Alfano hanno poi inaugurato la "Bottega dei saperi e dei sapori" nel pieno centro di Corleone, nata in una palazzina di due piani confiscata alla famiglia di Bernardo Provenzano, gestita dall’associazione laboratorio della legalità e che metterà in vendita prodotti provenienti dalle terre sequestrate a Cosa nostra.
All'inaugurazione erano  presenti, tra gli altri, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il capo della polizia, Antonio Manganelli, il comandante dei carabinieri, generale Leonardo Gallitelli, il comandante della Guardia di finanza, generale Nino Di Paolo.
Grande è stata l'agitazione e il dispiegamento delle forze dell’ordine, nelle anguste stradine del paese natale di Provenzano. Scarsa invece - forse anche perchè ferragosto - la partecipazione dei corleonesi all’evento. "La Sicilia - ha detto Maroni - è ormai la mia terra di adozione: sono venuto più qui in questi due anni che a Bergamo e a Brescia". Oggi, ha sottolineato, "è un momento commovente, l’inaugurazione di questa bottega è un atto simbolico molto importante che evidenzia lo sforzo fatto per sequestrare i beni ai mafiosi e metterli a disposizione della  comunità". Da parte sua Alfano ha parlato di "giorno bellissimo per i siciliani onesti, in cui si conferma la linea del governo di usare i beni della mafia contro la mafia. Significa che i siciliani sono in grado di liberarsi della tenaglia mafiosa anche con gesti come quelli di oggi".

Intanto proprio nei giorni scorsi, purtroppo, un poliziotto della squadra Catturandi di Palermo è stato allontanato dal capoluogo siciliano dopo aver ricevuto minacce. A confermarlo il questore di Palermo, Sandro Marangoni. "Nel momento in cui valutiamo che c’è un pericolo potenziale per i nostri uomini - ha spiegato Marangoni, a margine dell’inaugurazione della Bottega dei saperi e dei sapori - prendiamo le misure necessarie per garantire la loro tranquillità". E’ comunque un segnale, ha aggiunto, "che la bestia ferita può ancora azzannare".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, La Siciliaweb.it]

- Salvatore Provenzano: "Mio fratello capro espiatorio dei misteri d’Italia" di S. Palazzolo (Repubblica/Palermo.it)

 

 

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19 agosto 2010

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