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"A Lampedusa non ci sono più stranieri irregolari"

Il sottosegretario all’Interno Sonia Viale: "Solidarietà nei confronti degli isolani che hanno grande spirito di accoglienza"

29 settembre 2011

Da inizio anno più di 50 mila extracomunitari sono sbarcati sulle isole Pelagie (quasi tutti a Lampedusa), su circa 60 mila sbarchi registratisi in tutt’Italia.
"Gli atti vandalici e le rivolte dei migranti nel Centro di Lampedusa avvengono "per la consapevolezza dei tunisini che saranno rimpatriati. Questi episodi non modificano tuttavia il piano di rimpatri che prosegue e non subirà rallentamenti. Oggi sull'isola non ci sono più stranieri irregolari". Lo detto il sottosegretario all'Interno, Sonia Viale, nel corso di un'informativa alla Camera.
Lo scorso 12 settembre, ha ricordato Viale, "il ministro Maroni è andato a Tunisi, dove ha concordato un incremento delle operazioni di rimpatrio con dieci voli a settimana articolati su cinque giorni con cento tunisini rimpatriati al giorno. Questo piano straordinario ha la durata di tre settimane e da quando è operativo 841 tunisini sono stati rimpatriati". Il sottosegretario ha poi espresso, "a nome del Governo, solidarietà nei confronti della popolazione di Lampedusa per il suo spirito di accoglienza che non risulta offuscato da qualche manifestazione di disagio e insofferenza".
Il sottosegretario è poi tornata a rivolgersi alle istituzioni europee. "Si tratta di un’emergenza che non si deve affrontare solo a livello nazionale. L'immigrazione richiede una risposta europea, ma questa risposta tarda a venire".

Quanto all'incendio di qualche giorno fa nel Centro di accoglienza dell'isola, ha osservato, "le forze dell'ordine sono risalite agli autori: quattro tunisini sottoposti a fermo per i reati di incendio, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale". A seguito di quell'episodio, ha proseguito Viale, "con provvedimento del 24 settembre scorso, il comandante dell'ufficio circondariale marittimo di Lampedusa ha dichiarato l'isola porto non sicuro per lo sbarco dei migranti ai soli fini del soccorso in mare. Sulla questione - ha sottolineato - il ministero dell'Interno ha anche chiesto il parere dell'Avvocatura generale dello Stato che ha chiarito il concetto di luogo sicuro di sbarco. Questo è individuato in una località in cui le operazioni di soccorso possono ritenersi concluse, dove la vita delle persone soccorse non è ulteriormente minacciata e dove le loro necessità primarie possono esser reperite".

Intanto, se il Pdl difende gli interventi del governo messi campo a Lampedusa, il Partito democratico si chiede fino a quando gli immigrati trasferiti da Lampedusa a Palermo resteranno nelle due navi ancora attraccate al porto, per cui la Procura di Palermo ha aperto appena ieri un fascicolo. "Non so in quale altro Paese le persone vengono trattenute su delle navi e il sottosegretario durante l'informativa non ci ha detto fino a quando rimarranno lì", ha affermato Livia Turco durante il dibattito alla Camera. Leoluca Orlando, portavoce Idv, a proposito delle navi cariche di extracomunitari ormeggiate a Palermo ha parlato di "lager galleggianti non previsti dalle vigenti normative".

A Lampedusa, 450 mila euro in "fumo" per i migranti - Ai migranti piace fumare. Nella noia delle giornate trascorse nel centro di accoglienza lampedusano accendere una sigaretta, offrirla o chiederla, è anche un modo per passare il tempo e socializzare.
Ma il tabacco ha un costo. E così si scopre che dall'inizio dell'anno la cooperativa "Lampedusa accoglienza", che gestisce i centri ha speso 450 mila euro per le sigarette fornite ai propri ospiti. Il capitolato di appalto col ministero dell'Interno prevede infatti che venga fornito ad ogni migrante maggiorenne un pacchetto al giorno. "Soprattutto i nordafricani - dice Cono Galipò, amministratore della coop - fumano molto e le sigarette fungono anche come una sorta di tranquillante".
Se si prende un costo medio di 4 euro dall'inizio dell'anno sono stati consumati ben 112.500 pacchetti di "bionde". Il budget per ogni ospite del centro di accoglienza è di 33,42 euro al giorno. Con questi soldi la coop deve provvedere al cibo, vestiario base, eventuali medicine per ogni ospite.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, GdS.it]

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29 settembre 2011
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