"A Lampedusa sta pagando l'ultimo anello della catena"

Il sindaco Giusi Nicolini: "Responsabile del sovraffollamento non è l'ente gestore ma il ministero dell'Interno"

21 dicembre 2013

L'Alto commissariato Onu per i diritti umani si è detto "profondamente scioccato" per le immagini del filmato nel Centro di Lampedusa che mostrano "richiedenti asilo trattati in modo degradante". "Esortiamo il governo italiano ad indagare sul caso tempestivamente e a fare in modo che i responsabili rispondano del loro operato". L'Alto commissariato Onu per i diritti umani esorta inoltre l'Italia ad "adottare misure per prevenire" in futuro un "tale trattamento dei migranti". "Accogliamo con favore la reazione di alcuni alti funzionari del governo italiano, che hanno espresso il loro shock, compreso il primo ministro, e accogliamo con favore l'annuncio del governo di un'indagine approfondita", ha detto a Ginevra la portavoce dell'Alto commissariato per i diritti umani Ravina Shamdasani sottolineando la reazione del premier Enrico Letta.

Da Lampedusa però, il sindaco Giusi Nicolini, rispondendo sulle responsabilità di quanto accaduto nel Cie dell'isola, ha detto: "Temo che si stia liquidando la questione Lampedusa facendo pagare all'ultimo anello della catena un prezzo che invece non è tutto lì: le responsabilità non sono tutte lì". "Non è l'ente gestore che decide quelle persone che entrano al Centro e quelle che vengono trasferite fuori - ha detto - Le decisioni le prende il ministero dell'Interno e quindi il ministero dell'Interno è responsabile del sovraffollamento del Centro". "Poi è ovvio - ha aggiunto - che quella pratica è una pratica che chiunque si sarebbe dovuto rifiutare di fare""Il sovraffollamento - ha rilevato - c'è sempre e ricordiamoci che non dobbiamo aspettare di vedere le immagini delle condizioni disumane per capire che se infili mille persone dove ce ne possono stare duecentocinquanta può succedere questo e anche peggio. Questo modo di accogliere è sbagliato e va cambiato. Non aspettiamo di avere le immagini passate di nascosto da un ospite". "Il procuratore di Agrigento ha aperto un'inchiesta, ma mi auguro che vanga accolta la richiesta presentata ieri da alcuni parlamentari nazionali, di aprire una Commissione parlamentare di inchiesta su tutti i Centri d'Italia".

"Tutte le norme e tutti gli strumenti in questo Paese sono escogitati e immaginati per rappresentare un'invasione, un'invasione che non c'è. Tutto - ha aggiunto - è rappresentato per dare al Paese l'idea che loro sono un problema, che non abbiamo posto per loro, che portano le malattie, che non sappiamo dove metterli. Ma loro arrivano sani, siamo noi che li infiliamo in Centri dove li facciamo vivere in condizioni di sovraffollamento e igienico-sanitarie pessime, e li facciamo ammalare". "I numeri che passano da Lampedusa sono risibili: nel 2013 - ha ricordato - Lampedusa ha salvato la vita a meno di 14mila persone in totale e ci rendiamo conto che non è Lampedusa la porta dell'immigrazione irregolare che conta molti più numeri. Quelli che arrivano coi barconi sono davvero pochi ma vengono usati come l'iconografia dell'invasione. Allora serve un'operazione verità". "Nel 2011 - ha sottolineato Nicolini - a Lampedusa è stato un dramma: il 50% di coloro che arrivavano erano migranti cosiddetti irregolari, quindi destinati al rimpatrio. Ne arrivarono in due mesi 25mila, che non sono tanto se pensate che tutto il Nord Africa era in rivoluzione. E il ministro Maroni decise di lasciarli tutti a Lampedusa, per poterli rimpatriare direttamente". "Un numero così grande trattenuto in un'isola così piccola - ha rilevato - diventa un grande problema, e questo fu fatto per dare all'Italia l'immagine di un'isola invasa, di una umanità degradata allo stato animale. Questo - ha concluso - si fa solo se si vuole costruirla l'emergenza".

"Mi auguro che venga pianificata una strategia per strutturare sul territorio nazionale un'accoglienza diffusa, umana e dignitosa. No a mega Centri, sì a un'accoglienza diffusa sul territorio. In ogni città dove ci sono questi Centri ottengo effetti opposti a quello che si prefiggeva la Bossi-Fini, che è ora di modificare per cambiare registro". "In ogni città dove ci sono - ha aggiunto - questi Centri ottengono effetti opposti a quello che si prefiggeva la Bossi-Fini, che è ora di modificare per cambiare registro". "Mi auguro che le risorse comunitarie destinate all'immigrazione - ha concluso - non vengano spese tutte per 'Mare nostrum', che non è la soluzione al problema, non è così che si evitano i naufragi e che si liquida la questione del diritto all'asilo".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it]

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21 dicembre 2013

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