"Berlusconi deve essere processato"

La richiesta dei pm milanesi De Pasquale e Spadaro nell'udienza preliminare del processo Mediatrade

05 aprile 2011

Ieri, Silvio Berlusconi, non è potuto essere presente in aula a Milano per l'udienza preliminare Mediatrade (ultimo troncone dell'inchiesta sui diritti tv). Il premier, che si è presentato in aula lunedì scorso, questa volta non si è presentato, costretto a volare a Tunisi insieme al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel tentativo di trovare un accordo per fronteggiare l'emergenza profughi.
In tribunale i lavori sono continuati con una chiara richiesta: "Silvio Berlusconi deve essere processato". Questa la richiesta formulata dai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro davanti al gup Maria Vicidomini.
I pm, dopo aver ricostruito l'indagine davanti al magistrato, hanno ribadito la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del premier indagato per frode fiscale e appropriazione indebita. Richiesta analoga è stata formulata anche per gli altri 11 indagati a vario titolo per frode fiscale, appropriazione indebita e riciclaggio, tra cui figurano anche Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri.

Nella ricostruzione dell'indagine, avvenuta a porte chiuse davanti al gup, il pm De Pasquale ha sottolineato che "c'è stato un rapporto permanente tra Silvio Berlusconi e il socio occulto, Frank Agrama (intermediario tra le major americane e Mediaset, ndr), che si è protratto fino al 2006, cioè quando Berlusconi rivestiva la carica di presidente del Consiglio, anche se in un primo momento è stata mediata da Carlo Bernasconi (il manager Fininvest deceduto nel 2001, ndr)". Per quanto riguarda la frode "quella è stata protratta - ha dichiarato il magistrato - per anni e per quel che ne so io può essere ancora in corso". Nella ricostruzione De Pasquale ha anche affermato che "per acquisire diritti televisivi in sovrapprezzo sono stati usati soldi di Publitalia".
L'accusa ha spiegato che il procedimento è nato per caso dalla segnalazione dell'autorità elvetica su alcuni conti accesi all'Ubs di Lugano, che fanno ipotizzare responsabilità del produttore Daniele Lorenzano e di Frank Agrama già coinvolti nell'inchiesta principale. Il pm De Pasquale ha poi ricordato come le indagini siano state limitate da una forte attività di ostruzione in sede di rogatoria, opposizioni che ancora bloccano l'arrivo delle carte dagli Usa, dall'Irlanda e da Hong Kong.
De Pasquale è molto critico anche con quello che era stato definito il new deal del gruppo Mediaset. "Cambiano i manager che si occupano dei diritti tv, ma non cambia nulla" sono state le parole del pm in relazione ai fondi neri sulla compravendita di diritti tv. Dopo De Pasquale ha parlato il collega Sergio Spadaro sugli aspetti fiscali.
La difesa di Confalonieri, ha chiesto il proscioglimento del presidente di Mediaset perché il fatto non sussiste. Durante il suo intervento l'avvocato Alessio Lanzi ha precisato che "la normativa penale tributaria non prevede come reato per la società consolidante il reato fiscale". In sostanza non può essere mosso alcun addebito a Confalonieri come presidente di Mediaset che è la controllante di Mediatrade. Lanzi ha anche sottolineato che è la prima volta che viene affrontato un caso simile.
L'udienza è stata aggiornata al 2 maggio quando la parola passerà agli altri difensori. I legali di Berlusconi discuteranno il 30 maggio.

Il "caso Ruby" - Quanto al caso Ruby, il premier non sarà presente mercoledì alla prima udienza del processo al tribunale di Milano, nell'ambito del quale è imputato per concussione e prostituzione minorile. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. "È già stato deciso che sicuramente non ci andrà", ha spiegato Letta rispondendo ad una domanda dell'agenzia Reuters e aggiungendo che "si tratta di un'udienza tecnica di smistamento dei lavori".
Inoltre, secondo indiscrezioni, Ruby dovrebbe costituirsi parte civile al processo. Ruby è stata indicata sia dalla Procura che dalla difesa del premier come testimone e, adesso, sembra profilarsi per lei anche il ruolo di parte offesa: come tale, del resto, figurava nella richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura nei confronti di Berlusconi.

Nell'ambito del processo Ruby è stata chiamata a testimoniare dalla difesa, cioè da Berlusconi, anche la showgirl Belen Rodriguez la quale ai giornalisti che le chiedevano se andrà in tribunale ha risposto: "Se mi chiameranno dovrò andare, ma non sono mai stata ad Arcore". Belen ha risposto a margine di una conferenza stampa di presentazione di un nuovo programma di Raiuno. La showgirl argentina è stata convocata come teste dalla difesa. "Sono stata chiamata perché Ruby ha fatto il mio nome nelle intercettazioni, ha detto che ero a una festa, ma io non sono mai stata ad Arcore" ha aggiunto Belen Rodriguez per spiegare come sia finita nell'elenco dei testimoni del processo Ruby. "È stato un equivoco ed è stato dimostrato", ha sottolineato. "Se la legge mi chiama andrò a testimoniare ma - ha ribadito - non ci sarà nessuna dichiarazione choc".
Intanto la procura di Milano ha prorogato di 7 giorni i termini a difesa dei legali di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti indagati per favoreggiamento e induzione alla prostituzione anche minorile, a causa del deposito integrativo di nuovi atti avvenuto la settimana scorsa e che ha riguardato anche il processo con rito immediato a Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. I legali dei 3 indagati avranno quindi altri 7 giorni per produrre memorie difensive. Stando a quanto si apprende nessuno tra Fede, Minetti e Mora chiederà di essere interrogato come è loro diritto dopo la chiusura delle indagini preliminari. La procura si appresta a chiedere il processo con rito ordinario e presumibilmente lo farà il prossimo 14 aprile, invece del giorno 7 aprile, la data originaria di scadenza dei 20 giorni dopo la fine delle indagini.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Repubblica.it, Corriere.it]

 

 

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05 aprile 2011

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