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"Catania è la capitale dell'imprenditoria mafiosa"

Il presidente di Confindustria Sicilia, lancia l'allarme: "A Catania non chiedono neanche il pizzo, ma hanno monopolizzato interi settori"

29 novembre 2010

"Oggi la capitale della mafia imprenditrice non è Palermo ma Catania". A lanciare il grido d'allarme dalle colonne del Corriere della Sera è il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello.
Secondo il presidente degli industriali siciliani è a Catania che si sarebbe "pienamente affermata una mafia che lascia alle cosche minori, spesso esterne a Cosa Nostra, i vecchi affari illeciti per dedicarsi ad attività apparentemente pulite" e dove "i mafiosi di rango e consolidata tradizione non sparano più e non chiedono nemmeno il 'pizzo' ma sono imprenditori che hanno monopolizzato una fetta di settori come i trasporti, il calcestruzzo, il movimento terra e alcuni servizi alle imprese".

Parlando delle infiltrazioni di Cosa nostra nel munifico settore dei centri commerciali, Lo Bello fa poi il nome di Vincenzo Basilotta, l’imprenditore condannato per mafia, con cui Raffaele Lombardo, fresco di elezione a presidente della Regione, avrebbe passeggiato a braccetto nella piazza di Castel di Iudica (CT). "Ci sono già evidenze giudiziarie chiarissime. Penso a Vincenzo Basilotta – ha detto Lo Bello – già condannato epr mafia o all’inchiesta della procura di Napoli sulla famiglia Ercolano nel settore dei trasporti".

"La prima conseguenza di una mafia con queste caratteristiche - ha spiegato Lo Bello, intervistato da Alfio Sciacca - è che chiunque venga in Sicilia spesso non può fare a meno di soggiacere al ricatto dei subappalti gestiti da imprese mafiose".
"C'è un nemico interno al mondo imprenditoriale - ha detto ancora - che quotidianamente distrugge i valori reali dell'impresa che sono il mercato, le regole, la trasparenza. Sono aziende mafiose o infiltrate dalla mafia che scelgono la via della collusione per avere un vantaggio su chi invece rispetta le regole".
Per Ivan Lo Bello si tratta di "un fenomeno insidioso perché non genera allarme sociale": "Questa - ha sottolineato - è una mafia silenziosa che non spara ed anzi offre apparentemente occasioni di sviluppo. Ma è solo un'illusione, perchè alla lunga distrugge ricchezza danneggiando l'economia sana".

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, LiveSicilia.it]

- L'intervista al Corriere della Sera

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29 novembre 2010
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