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''Come nel mare l'onda...''. La storia di Costanza d'Aragona, la Regina dei Vespri, per la rassegna Etnafest Arte

30 luglio 2005

Stasera, sabato 30 luglio, alle ore 21,15, Etnafest Arte, la rassegna della Provincia e dell'Azienda provinciale per il Turismo di Catania, propone ''Come nel mare l'onda'' il cui canovaccio spazia sul racconto autobiografico di Costanza d'Aragona, figlia di Manfredi, nipote di Federico di Svevia e moglie di Pietro D'Aragona, incoronata regina di Sicilia nel 1283.
Lo spettacolo, su una scrittura originale di Rita Verdirame, con le ballate dei cantastorie scritte dal poeta Angelo Scandurra, si avvale della regia di Gianni Salvo e delle musiche originali di Pietro Cavalieri. In scena Micaela Esdra, con Vittorio Bonaccorso, Vera Garozzo, Gianni Salvo ed un quartetto di musicisti tra i quali lo stesso Cavalieri.
Il recital, che andrà in scena nell'anfiteatro delle Ciminiere ad ingresso libero, è stato fortemente voluto dal direttore artistico di Etnafest, Angelo Scandurra per rappresentare una delle pagine più rappresentative e tormentate della storia della Sicilia: I Vespri.

''Il tragitto - spiega Scandurra - è una sequenza a ritroso, un andare per ricordi: un volo di memoria. Costanza regina di fasti e di patimenti, è figura fondamentale per addentrarci nella tessitura politico, sociale e culturale di un'epoca, di una terra, di un popolo. Così, l'Isola per eccellenza, vascello di tante civiltà per gli uomini e per gli dei, emerge, ancora una volta, dalle onde come sirena ammaliante di canti e di movenze, stagliandosi, nell'infinità del tempo, accogliente, guardinga e gravida di rebellamenti''.

''Ormai lontana dai fasti del mondo e consapevole della fine della sua stirpe imperiale - spiega l'autrice, Rita Verdirame - la Regina si immerge nella dimensione del ricordo, rievocando le tonalità gioiose della memoria adolescenziale, quelle sentimentali dell'innamoramento, quelle avventurose del ritorno in Sicilia, quelle drammatiche legate agli episodi della rivolta del popolo dell'isola contro i francesi oppressori. Esperienze narrate in prima persona o attraverso le rime dei poeti medioevali (da Chiaro Davanzati alla Compiuta Donzella a Dante Alighieri...), e sottolineate da canti e cori popolari. L'allegrezza della vita fastosa della corte di Barcellona e di Palermo si smorza mano a mano che Costanza prende coscienza della crudeltà del potere, mentre lutti e lotte fratricide si abbattono sulla sua famiglia...''.

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30 luglio 2005
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