"Confindustria non è l'antimafia"

Prosegue lo scontro tra l'assessore regionale all'Energia e il vicepresidente di Confindustria Sicilia sulla gestione delle discariche

05 dicembre 2013

"Non abbiamo simboli antimafia in vita, sono stati tutti ammazzati, vorrei che questo fosse chiaro. Non credo in questo sistema di un'antimafia simbolicamente rappresentata da alcuni esponenti di Confindustria. Certo, fanno bene a dire che l'impresa deve essere trasparente".
Sono le parole dell'assessore regionale all'Energia Nicolò Marino, in aperta polemica con il vicepresidente di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro che nei giorni scorsi lo ha accusato di "non essere imparziale". Tra i due si è aperto uno scontro al calor bianco sulla gestione delle discariche e dello smaltimento dei rifiuti in Sicilia: l’assessore Marino sospetta irregolarità nella discarica gestita dalla famiglia di Catanzaro e ha annunciato "un pool di esperti che indagherà sulla vicenda ", di contro l'imprenditore agrigentino ha replicato minacciando querele e attaccando "una gestione commissariale perenne che consente di evitare gare pubbliche nell'affidamento degli appalti". Uno scontro che dura da settimane quello tra Catanzaro e Marino, con dichiarazioni di fuoco, l'uno contro l'altro.

"Non posso pensare ad esempio che sia una scelta ottimale che Irfis apra le sedi e faccia il protocollo con Confindustria: siamo in palese violazione dell'articolo 3. Non voglio pensare che simboli dell'antimafia pensino di fare affari con la struttura pubblica. Questo non c'entra niente con l'antimafia". E rispondendo a Catanzaro: "Io non sarei imparziale? Lo sono, ma sono dalla parte della legge. Se questo vuol dire non essere imparziale allora non lo sono. Io non volevo polemizzare con Catanzaro, tra l'altro ha iniziato lui con la struttura di Confidustria. Noi pensiamo che in questo settore della gestione delle discariche bisogna cambiare, è un settore che va ripreso al pubblico".
Le accuse di Marino a Catanzaro non si fermano qui: "Sarei io quello che non fa le gare pubbliche per il settore dei rifiuti, come dice il vicepresidente di Confindustria Giuseppe Catanzaro? Forse dimentica che era stato lui dieci anni fa a non fare una gara...", dice l'assessore.

"Ho saputo soltanto adesso che Catanzaro avrebbe detto che noi non facciamo le gare - ha aggiunto ancora Marino - per la depurazione, tanto per fare un esempio, abbiamo una gara ad Aci Castello (Catania) e un'altra gara a Bellolampo (Palermo). Noi della struttura emergenziale non stiamo derogando alle gare pubbliche. C'è stato un momento nel periodo emergenziale, credo nel 2004, dove il servizio venne assegnato a Catanzaro senza gara. Forse se lo è dimenticato. Noi stiamo facendo delle verifiche perché è corretto che si facciano delle verifiche".
E rispondendo ancora a Catanzaro che lo accusa di non essere imparziale Marino spiega: "Ribadisco che sono dalla parte della giustizia. E dalla parte del pubblico. Fermo restando il rispetto per l'attività imprenditoriale. Certamente la situazione nel territorio agrigentino è surreale". E parlando ancora della situazione dei rifiuti in Sicilia dice: "Siamo in un territorio dove i privati detengono il monopolio del regime delle discariche" conclude l'assessore.

Totale solidarietà all'assessore Marino "oggetto di inaccettabili attacchi da parte di Catanzaro", è arrivata dal gruppo dei parlamentari all'Ars del Movimento 5 stelle. "Prendiamo atto - affermano i deputati Cinque Stelle - dell'enorme coraggio mostrato da Marino. Schierarsi con fermezza ed apertamente contro i poteri forti non è operazione semplice, né alla portata di tutti".

[Informazioni tratte da Repubblica/Palermo.it]

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05 dicembre 2013

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