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"Contro i rom saremo più duri della Francia"

Tante le critiche contro le affermazioni del ministro Maroni sulle espulsioni dei rom dall'Italia

23 agosto 2010

Rom al contrattacco dopo l'intervento del ministro dell'Interno, Roberto Maroni che ha sostenuto che non solo è giusto espellere i rom ma che l'Italia sarà anche più dura del presidente francese Sarkozy.
"Mancano solo i forni crematori ma siamo al genocidio culturale", si arrabbia Alexian Santino Spinelli, musicista, intellettuale e professore universitario di etnia rom. "La cosa peggiore - incalza - è il silenzio che segue. Indicazione dei tempi che stiamo vivendo. In questo modo creeremo le barriere razziali".
Maroni parla di espulsioni di quei rom che pure se comunitari non rispettanno le regole. "Questi sono tutti pretesti perché è chiaro - ha detto Spinelli - che se stessimo parlando di spagnoli o di inglesi il problema non si porrebbe nemmeno. Siccome i rom non hanno protezione giuridica riceviamo queste discriminazioni". E per chi non rispetta le regole? "E' chiaro - ha ammesso l'artista rom - che anche tra i nostri ci sono parecchie pecche ma, se andassimo al di la' della cronaca e dessimo la giusta informazione, si capirebbe la ricchezza del nostro popolo. Dopo seicento anni di nostra presenza sul territorio vorrei sapere se Maroni sa qualcosa della nostra lingua romanì". Occasioni di incontro, chiarimenti ce ne sono stati? "Nella scorsa legislatura - ha ricordato l'esponente dei rom - ci incontrammo con Giuliano Amato. E allora si gettarono le basi per una consulta romanì. Ma se ancora oggi i parlamentari e l'opinione pubblica ci considerano nomadi significa che si mistifica la realtà". E i colleghi italiani che posizione hanno? "Gli intellettuali che prendono posizione su qualsiasi argomento non intervengono su di noi e questo - ha osservato - è perché non arriva la giusta informazione".

Critiche a Sarkozy e all'annuncio del ministro Maroni arrivano anche da Lucica Tudor, la 'regina' dei rom d'Europa, che avverte: "Ministri e presidenti devono rispettare le regole sulla libera circolazione dei cittadini europei e il loro diritto a stabilirsi dove vogliono". "Quello che sta accadendo in Francia è inaccettabile. Si stanno calpestando - ha commentato parlando all'Adnkronos - i diritti dell'uomo, così non si rispetta il popolo rom".
Quarantasette anni, artista di talento nata in Romania, in Italia da vent'anni, la 'regina' Tudor è da sempre impegnata al fianco del suo popolo. "Sarkozy - ha detto ancora - dovrebbe ricordarsi che facciamo parte dell'Unione Europea. Lo stesso vale per Maroni, le sue parole sono inaccettabili e non può sentirsi legittimato dopo quello che è accaduto in Francia a fare certe esternazioni. L'Italia ha ben altri problemi in questo momento, criminalizzare, per l'ennesima volta il popolo rom, è solo fumo negli occhi per gli italiani alle prese con la crisi". "Purtroppo intorno al popolo rom c'è troppa ignoranza, non siamo mai stati un pericolo per l'Italia. Il vero problema è l'incapacità di portare avanti una politica giusta. Il mio popolo non è un popolo di terroristi, di assassini e il fatto di non avere un reddito minimo né una dimora adeguata non è un motivazione sufficiente per mandarci via: la vera ragione è che noi siamo rom", ha concluso.

Dal governo un commento alle parole di Maroni è arrivato dal sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano secondo cui è giunta l'integrazione dei rom ma occorre anche più rigore. "Se si intende muoversi nella direzione opposta a quella del Presidente Sarkozy o quella annunciata dal ministro Maroni bisogna avere la coerenza di impugnare e di opporsi all'intero meccanismo e sostenere che in altri paesi europei si può stare senza alcun tipo di reddito, ammettendo in questo modo la mendicità, o atti illeciti o lo sfruttamento dei minori come in troppi casi è accaduto". Per Mantovano le espulsioni di cittadini comunitari privi di casa e reddito "sono principi già contenuti nella norma europea. Ciò che non funziona è il meccanismo sanzionatorio, troppo blando". "Due anni fa l'Italia ha assunto un'iniziativa in questo senso in sede europea - ha aggiunto il sottosegretario - ma è stata fermata. In questi due anni l'Italia non è stata inoperosa, ma ha tolto moltissimi nomadi da una situazione veramente indegna e favorito l'integrazione soprattutto promuovendo la scolarizzazione dei minori". "Tutto questo lavoro però va affiancato al necessario rigore verso chi vuole approfittarne inserendosi tra le maglie di una legislazione europea, in questo caso troppo blanda", ha concluso Mantovano.

Dopo l'intervento di Maroni l'opposizione è andata all'attacco. "Il ministro tenga a bada il suo livello di testosterone e plachi le sue smanie xenofobe" ha afferma il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica. "La Francia - ha affermato Pedica - sta attuando in questi giorni rimpatri assistiti e volontari dei rom, queste scelte esaltano al punto Maroni che torna a scagliarsi indistintamente contro rom, gay o chiunque rappresenti una minoranza, promettendo tolleranza zero. Che il Ministro non abbia già pronto l'olio di ricino e campi di concentramento". "L'Italia è un Paese democratico - ha aggiunto il senatore, capogruppo Idv in Commissione Esteri - una democrazia conquistata a seguito della lotta di liberazione nazionale dalla dittatura fascista, Maroni e Berlusconi ci fanno apparire, invece, come il paese piu fascista ed intollerante dell'Europa. Povera Italia cantava qualcuno".

Il governo italiano non può decidere di espellere in modo indiscriminato i rom né altri cittadini comunitari, in quanto c'é una ''politica europea che invece stabilisce sostanzialmente il diritto di insediamento e di movimento''. E' quanto ha dichiarato alla Radio Vaticana, mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana, rispondendo a una domanda relativa alle affermazioni del ministro dell'Interno Maroni secondo il quale la Francia, con le sue espulsioni, non avrebbe fatto altro che seguire l'Italia.
''La Francia - ha detto mons. Perego - purtroppo ha seguito la strada dell'Italia di un'espulsione indiscriminata dei rom. Un'espulsione che, di fatto, che cosa ha generato? Nuovi campi abusivi, ha generato ancora abbandono della popolazione rom, ha generato l'annullamento, sostanzialmente, di tutta una politica sociale che era stata fatta per la scolarizzazione dei bambini e, secondariamente, il governo italiano non può autonomamente decidere in riferimento a una politica europea che invece stabilisce sostanzialmente il diritto di insediamento e di movimento''. Quindi il direttore dell'organismo della Cei, ha aggiunto: "L'azione che avviene contro i rom oggi, non è un'azione di politica migratoria - non dimentichiamo che anche in Italia, l'80% dei rom è italiano - ma è una politica discriminatoria nei confronti di una popolazione, che sostanzialmente, non si è riusciti a gestire attraverso canali che sono soprattutto di tipo sociale, di tipo scolastico, di accompagnamento; anche la tutela di una popolazione che ha subito fortemente la modifica di una società agricola industriale".
Secondo mons. Perego i rimpatri in atto in questi giorni dei rom dalla Francia alla Romania sono illegittimi. "Occorrerebbe verificare - ha detto infine l'esponente della Chiesa italiana - se questi rimpatri sono legittimi e da quanto è stato detto dalla Commissione europea, sono illegittimi perché riguardano sostanzialmente persone che hanno il diritto di movimento in Europa e d'insediamento. Questi rimpatri - ha concluso -, vanno a toccare soprattutto una popolazione, la popolazione rom indistintamente, senza invece, valutare con attenzione quali sono i problemi''. [Adnkronos/Ing]

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23 agosto 2010
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