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''Gesù aiuti San Fratello''

Mentre i cittadini del paesino franato chiedono la grazia del signore, le istituzioni (per ora) agiscono alacremente

18 febbraio 2010

Insolita processione, ieri sera, per le strade di San Fratello, il piccolo comune del messinese colpito dalla frana che ha colpito il territorio dei Nebrodi. I cittadini, non solo gli oltre 1.500 evacuati dopo la frana, ma anche tutti gli altri, hanno portato in processione per le strade del comune il Cristo Salvatore salvato nella chiesa danneggiata.
Il Salvatore è stato portato per tutta la sera accompagnato dalle preghiere dei fedeli che chiedono "la grazia al Signore" per evitare che la frana si allarghi. Intanto, i tecnici della Protezione civile regionale siciliana sono intervenuti ieri sera per rimettere a posto il sistema di scorrimento delle acque nelle zone colpite dal dissesto idrogeologico. In particolare sono stati fatti interventi su tutti i serbatoi di acque nere per evitare inquinamenti delle faglie e si stanno ripristinando le vie di scolo verso valle, delle acque piovane. "Si tratta degli interventi di primaria importanza perché indispensabili per evitare peggioramenti della situazione - spiegano i tecnici - Tutta la zona franata, è stata perimetrata con strumenti che permettono la costante rilevazione di ogni movimento del terreno".
Ieri sono anche iniziati i voli per realizzare le ortofoto che permetteranno di avere visione esatta e misurabile di tutta la fascia interessata. Quindici geologi hanno censito tutte le situazioni di criticità cosicché attualmente è tutto completamente sotto controllo. Inoltre, la Protezione civile ha realizzato una nuova strada che permette di collegare l'abitato alla strada statale, in assoluta sicurezza.
Inoltre, nella zona sarà garantita la continuità didattica grazie all'utilizzo di tensostrutture messe a disposizione dalla Protezione civile. La decisione è stata presa dopo che l'assessore regionale all'Istruzione, Mario Centorrino, ha escluso l'utilizzo degli edifici scolastici. 
Il capo della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, atteso per oggi a San Fratello, a causa di alcuni problemi nei piani volo dovuti al maltempo non ha potuto effettuare il sopralluogo sulle zone franate dei Nebrodi, ma lui stesso ha assicurato la sua presenza a San Fratello entro domenica.

I fondi per San Fratello - "Saranno utilizzati parte dei fondi previsti nell'ultima finanziaria per fare fronte al dissesto idrogeologico che sono pari a un miliardo di euro. Il governo segue costantemente la vicenda con la massima attenzione e saranno assunte prontamente tutte le iniziative necessarie". Questo quanto riferito ieri al question time alla Camera il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, rispondendo ad un'interrogazione del Mpa sugli aiuti che il governo darà per la situazione dei paesi colpiti dalle frane sui Nebrodi, nel Messinese. "In relazione alla necessità di interventi per la messa in sicurezza del territorio - ha aggiunto Vito - il ministero dell'Ambiente di concerto con la Regione Siciliana e con la collaborazione del dipartimento di protezione civile sta già inviando una definizione dell'accordo di programma per il coordinamento degli interventi al fine di rendere più efficaci le azioni della protezione civile nei territori più vulnerabili dei Nebrodi. Per quel che riguarda le attività volte all'assistenza e all'incolumità della popolazione - ha osservato il ministro Vito - la situazione ad oggi è stata fronteggiata da Comune, Regione e Prefettura in stretto raccordo con il dipartimento della protezione civile che ha mandato sul luogo una squadra di tecnici per affiancare e supportare l'azione degli enti locali". "Le risorse disponibili per il dissesto idrogeologico possono essere utilizzate anche tramite un accordo di programma sottoscritto dalla regione interessata e dal ministero dell'Ambiente, così definendo le quote di cofinanziamento regionale. Lo strumento dell'accordo di programma consentirà di convogliare all'interno di un unico piano coordinato sia le risorse regionali, che quelle statali evitando duplicazioni di interventi e frammentazioni della spesa". "Il ministero dell'Ambiente - ha aggiunto il ministro Vito - ha già avviato apposite consultazioni con tutte le regioni, le autorità di bacino e il dipartimento di protezione civile al fine di arrivare celermente su base regionale agli accordi di programma. Nel piano per l'assetto idrogeologico della regione siciliana nel territorio della provincia di Messina su 108 comuni 90 sono ad alta criticità. Il governo si è già prontamente attivato per fronteggiare la situazione con i fondi previsti".

Questa mattina si è tenuto un incontro alla direzione generale del Ministero dell'Ambiente per la definizione di un accordo di programma con la Regione Siciliana e per coordinare gli interventi da effettuare nella zona. Inoltre, le prime decisioni assunte dal gruppo di lavoro della Regione che coordina le fasi dell'operazione di ricovero degli sfollati riguardano l'assicurazione del rimborso delle spese affrontate per le sistemazioni temporanee; mentre è in corso un censimento degli appartamenti disponibili e a partire da domani i nuclei senza casa vi si potranno sistemare.

In Italia 470mila frane in 50 anni - In 50 anni sono stati censiti quasi 470.000 fenomeni franosi in Italia per un totale di circa 20.000 km2, pari al 6,6% dell'intero territorio nazionale. Dal dissesto è colpito quasi il 70% dei comuni: 5.596 su un totale di 8.101.
Sono gli ultimi dati disponibili sul fenomeno frane contenuti nel Rapporto sulle frane in Italia, realizzato dall'ex Apat, l'Agenzia per la protezione dell'Ambiente (ora confluita nell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione dell'ambiente), Regioni e Province Autonome, nell'ambito del Progetto Iffi (Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia).
Ma uno dei dati più significativi è quello diffuso ieri dal WWF e che riguarda una delle regioni più colpite, la Calabria, dove in una settimana sono state registrate 200 frane.
Ecco nel dettaglio la situazione:
NUMERI: 470 mila frane in 50 anni; 70% comuni colpiti da dissesto pari a 5.596 comuni su un totale di 8.101; 20.000 Km2 pari al 6,6% dell'intero territorio nazionale;
AREE PIÙ COLPITE: le province con più elevato indice di franosità, ovvero il rapporto fra l'area in frana e il territorio totale, in Italia sono Sondrio, Lecco, Chieti, Pesaro e Urbino, Ancona;
PERICOLO: le frane statisticamente, rappresentano dopo i terremoti, le calamità naturali che causano il maggior numero di vittime e danni a centri abitati, infrastrutture, beni ambientali, storici e culturali. Quelle che si muovono più velocemente, come i crolli e le colate rapide di fango e detriti, oltre a quelle che coinvolgono ingenti volumi di roccia o terreno, causano i danni più ingenti;
EVENTI PIÙ GRAVI: dal secondo dopoguerra ad oggi gli eventi che hanno causato più danni sono stati la crisi idrogeologica nel Salernitano dell'ottobre del 1954, la catastrofe del Vajont dell'ottobre del 1963 e la frana in Val di Stava del luglio del 1985, rispettivamente con 297, 1917 e 269 morti; le colate rapide del 5 maggio del 1998 a Sarno, Quindici, Bracigliano, Siano e a S. Felice a Cancello con 153 morti. Complessivamente le vittime di eventi franosi sono stati più di 2.500 in mezzo secolo: una media superiore ai 4 morti al mese.
EDIFICI A RISCHIO: secondo lo studio "Ecosistema rischio" di Legambiente e Protezione Civile svolto su 550 comuni tra quelli classificati a "elevato rischio idrogeologico", in 9 comuni su dieci ci sono abitazioni costruite in aree a rischio (ma in Campania e Calabria si raggiunge il 100%) mentre in 5 su dieci sono in zone pericolose anche gli insediamenti industriali.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Gds.it, ANSA, La Siciliaweb.it]

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18 febbraio 2010
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