''Gli zingari rapiscono i bambini...''. Romena tenta di rapire un bimbo sulla spiaggia di Isola delle Femmine (PA)

30 luglio 2007

La volontà di spazzare via il binomio ''nomadi-rapitori di bambini'' c'è da tanta parte della popolazione. Credere che sia un luogo comune, credere che sia solo frutto della maldicenza provocata dalla xenofobia è quello che, da diversi anni, sostanziose fette di cittadini tentano di adottare come proprio fondamento culturale. Purtroppo alcune eccezioni fanno traballare questo impegno, ed episodi negativi come quello che andremo a raccontare, minano alle fondamenta quei presupposti essenziali affinché una pacifica convivenza multiculturale possa realizzarsi.
Sabato scorso un bimbo di tre anni stava giocando sulla spiaggia di Isola delle Femmine (comune a tre chilometri da Palermo). Una donna nomade, una romena, si è avvicinata a lui, gli ha sorriso, lo ha abbracciato e dopo averlo nascosto sotto la gonna lunga quasi fino ai piedi, lo ha spinto fuori dallo stabilimento balneare dove il piccolo era in compagnia dei genitori.
Il bimbo rimasto atterrito, non ha avuto nemmeno la capacità di fiatare, ma una bagnante che ha assistito alla scena si è messa a urlare e, stando alla ricostruzione di alcuni testimoni, ha aiutato il bambino a liberarsi. La romena, quindi, è fuggita, mentre altri bagnanti hanno cominciato a rincorrerla ma senza riuscire a fermarla.

L'hanno presa, pochi minuti dopo, i carabinieri della stazione del paese: stava provando a nascondersi nei pressi di un passaggio a livello alle porte di Capaci. Probabilmente, se fosse stata bloccata sulla spiaggia avrebbe rischiato il linciaggio.
Condotta in caserma, la donna, di 45 anni che farebbe base in un campo nomadi del Trapanese, è rimasta con la bocca chiusa. Trasferita nel carcere palermitano di Pagliarelli, le è stato notificato un'accusa pesantissima: tentato sequestro e sottrazione di minore.
Il gestore del lido dove è avvenuto il tentato sequestro ha raccontato che nel tardo pomeriggio di sabato, due donne, ''una sulla cinquantina e l'altra un po' più giovane, mi hanno chiesto se potevano andare in spiaggia per chiedere qualche spicciolo ai bagnanti. Impietosito, ho detto loro di sì''. Poco dopo una delle due avrebbe avvolto nella gonna il bimbo di tre anni. Alcuni bagnanti, in particolare, hanno riferito di avere notato anche due uomini, uno dei quali suonava l'organetto probabilmente per distrarre l'attenzione della gente che si trovava sul posto. Sempre secondo alcune testimonianze i due, nella confusione generale, si sarebbero allontanati a bordo di un'auto di colore blu.
Il pubblico ministero Ennio Petrigni, che coordina le indagini, sta cercando adesso di fare luce sui possibili complici.

Ieri nella spiaggia di Isola non c'era bambino che non fosse tallonato da almeno un adulto. ''Abbiamo avuto paura e ne abbiamo ancora'', è la sensazione comune espressa dai bagnanti. Anche perché l'incubo del rapimento dei bambini, soprattutto in vacanza, soprattutto d'estate è presente da quando, il primo settembre di tre anni fa, a Mazara del Vallo è sparita nel nulla la piccola Denise Pipitone.
''Non è tollerabile che sulla spiaggia, cioè dove i nostri bambini si dovrebbero divertire, si nascondano pericoli così gravi. Ci sentiamo minacciati. Vogliamo sicurezza, vogliamo poter essere tranquilli almeno quando andiamo al mare'', ha affermato con rabbia uno dei bagnanti di Isola delle Femmine. E c'è chi chiede alla magistratura provvedimenti che lascino il segno. ''Il grave episodio di Isola delle Femmine deve far riflettere sull'opportunità di comminare pene esemplari e certe alla donna romena - afferma Luigi Camilloni, presidente dell'Osservatorio sociale - Di fronte a certi comportamenti non ci sono giustificazioni o parole che tengano''.

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30 luglio 2007

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