"I sindacati sono vecchi: non rappresentano più i giovani"

Il rottamatore siciliano, Davide Faraone, propone le primarie nei sindacati che rispondono: No, grazie.

19 dicembre 2013

La critica è pesante. E pone l’organizzazione dei sindacati di oggi sullo stesso piano di quella di trent’anni fa. Non che nulla sia cambiato, ma, secondo Davide Faraone, nuovo responsabile Welfare del Pd, è necessario un rinnovamento interno per permettere di abbandonare le "vecchie liturgie". Di passare, insomma, ad una classe dirigente profondamente diversa, che riesca a "rappresentare il nuovo proletariato che sono i giovani e di intercettare la sofferenza sociale".
"Il Pd con tutti i suoi limiti è cambiato - ha sottolineato Faraone - e le primarie nel sindacato sarebbero il modo per coinvolgere anche coloro che pensano di rappresentare e non rappresentano. I sindacati devono occupare quegli spazi dove rischiano di introdursi oggi forze eversive. Ma per occupare questi spazi, i sindacati devono cambiare e devono guardare a come è cambiato il Pd".

Inoltre "il sindacato in generale deve accettare la sfida del rinnovamento interno e dello sviluppo di processi democratici più forti. Bisogna che queste organizzazioni si aprano - ha spiegato ancora l’esponente del Pd, a Repubblica -. E’ paradossale che negli anni 80, i sindacati e i partiti di sinistra fossero organizzati pressappoco allo stesso modo. Ma mentre il Pd si è rinnovato, anche attraverso le primarie, i sindacati hanno la stessa organizzazione di allora e la selezione della classe dirigente è affidata a vecchie liturgie che il Pd ha abbandonato. Invece è indispensabile che il sindacato si apra a altre forme di selezione e di rappresentanza".

"E’ vero, come dice un report della Uil, che la politica ha costi enormi e bisogna intervenire per ridurli. Ma non si dimentichi che anche il sindacato ha costi notevoli e, soprattutto, si serve di procedure obsolete, che potevano andare bene fino a qualche decennio fa. Per questo motivo, guardo con interesse alle idee lanciate da Matteo Renzi e riprese oggi dal responsabile welfare Pd Davide Faraone. Il sindacato si deve modernizzare rapidamente, come stanno provando a fare i partiti politici". Ad affermarlo è il deputato di Scelta Civica, Andrea Vecchio, che aggiunge: "Innanzitutto, deve dimagrire, deve snellire la propria presenza che talvolta diventa un inutile ingombro. Mi risulta, infatti, che siano ben 700.000 i dipendenti dei sindacati italiani. In secondo luogo, il sindacato deve smetterla di proteggere gli stipendiati e deve passare alla reale tutela dei lavoratori (che non sono solo i dipendenti pubblici e i pensionati). Ben vengano pure le relazioni tra sindacati e impresa, come accade in Germania, ma non con le modalità dei sindacati italiani, che spesso sono d’intralcio a uno sviluppo serio e sereno dell’impresa. Un sindacato moderno deve collaborare con l’azienda e non recitare la parte del difensore dei dipendenti dal "padrone". Gli atteggiamenti buonisti del sindacalismo opportunista, devono essere evidenziati. E la rottamazione va fatta anche nei vecchi sindacati, o saremo costretti a rottamare l’Italia".

Primarie? No, grazie. E' secca la risposta che arriva da due "generazioni" della Cgil alla proposta di Davide Faraone. "Quella di Faraone - spiega a Labitalia Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil e sindacalista di lungo corso - mi sembra una proposta che ha tanto di propagandistico, e che c'entra poco con quei valori del centro-sinistra ai quali il Partito democratico dovrebbe rifarsi. Si vede che l'onorevole Faraone non conosce il sindacato - attacca Scudiere - e dovrebbe documentarsi sulle differenze tra sindacato e politica. Dire che dovremmo fare le primarie come un partito mi sa tanto di propagandistico".
Per Scudiere, il sindacato da tempo è impegnato nel cercare di rappresentare e includere nella contrattazione tutti i lavoratori. "Il sindacato italiano, e la Cgil in particolare - spiega il dirigente sindacale - ha avviato un percorso di riflessione su come riuscire a includere nella contrattazione e nella rappresentanza quelle "forme di lavoro" che il sindacato stesso non ha scelto, ma che gli sono state imposte, e che portano tanti giovani a 'vivere' nel mondo del lavoro con poche tutele". Il problema centrale, secondo Scudiere, è che "credo che la politica pensi sempre ad altro, e non alle cose concrete per il Paese, come ad esempio il modo in cui far ripartire gli investimenti pubblici e privati".

E l''effetto primarie' non si fa sentire neanche tra i più giovani del sindacato di corso d'Italia, guidato da Susanna Camusso. "Il sindacato è un luogo aperto e libero - spiega a Labitalia Andrea Brunetti, responsabile nazionale giovani della Cgil - in cui tutti si possono iscrivere e presentare delle proposte. Invito quindi Faraone a iscriversi al sindacato e presentare questa sua proposta. Al momento, la Cgil - ricorda Brunetti - è nella fase di dibattito congressuale all'interno del quale sono presenti i temi del cambiamento, come la contrattazione inclusiva, e cioè di come includere all'interno della contrattazione tutte quelle forme di lavoro precarie che non garantiscono tutele ai giovani. E ancora al nostro congresso si parlerà di Europa, di allargamento della platea degli ammortizzatori sociali, di giovani e precariato, e dei cambiamenti che lo stesso sindacato dovrà affrontare".
Per Brunetti, Faraone dovrebbe pensare di più agli interventi per creare più occupazione. "Noi al congresso - spiega Brunetti - penseremo a come 'ricomporre' il mondo del lavoro, che è stato 'scomposto' per ultimo proprio da quella 'legge Fornero' votata dalle larghe intese e quindi anche dal Pd. La Cgil fin dalla legge Biagi si è sempre opposta a questa 'scomposizione' del mondo del lavoro che ha lasciato senza tutele e diritti i lavoratori più deboli". E sulla proposta di non prevedere l'articolo 18 per i neo-assunti, che dovrebbe essere contenuta nel 'Job Act' di Renzi, Brunetti attacca: "Nove contratti su 10 di ingresso nel mondo del lavoro - sottolinea - sono precari. E per i giovani quindi l'articolo 18 già non c'è e certo non si sono visti dei cambiamenti positivi dal punto di vista della crescita dell'economia".

[Informazioni tratte da SiciliaInformazioni.com, Adnkronos/Labitalia]

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19 dicembre 2013

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