"Il Muos entrerà in funzione a novembre del 2014"

Tutto pronto per il "Big Lift". A Sigonella tavolo tecnico tra specialisti dell'Arpa, ministero della Difesa e Marina Usa

20 novembre 2013

Oggi, mercoledì 20 novembre, nella base area statunitense di Sigonella, si tiene una riunione operativa per individuare le strategie utili al monitoraggio degli eventuali rischi per la popolazione, causati dalle antenne del sistema satellitare americano MUOS, installate nella sughereta di Niscemi.
Alla riunione partecipano l’Istituto Superiore della Sanità, i responsabili del Centro interforze studi applicazioni militari del ministero della Difesa e due specialisti dell'ufficio "Effetti sull'ambiente delle onde elettromagnetiche" (comando Space and Naval Systems Command) della Marina Usa, l’Agenzia regionale protezione ambiente (Arpa), l’assessorato all’Ambiente della Regione Siciliana e, su richiesta dello stesso assessorato, anche il Comune di Niscemi.

Intanto ieri, dai corridoi istituzionali delle basi a stelle strisce dell'Isola è trapelata una notizia che per gli attivisti No Muos - che il prossimo sabato si preparano a festeggiare il primo anno di presidio del mega radar di Niscemi -, sarà la classica doccia fredda: "Il Muos entrerà in funzione a novembre del 2014".
Infatti, in barba ai blocchi e alle proteste, tra meno di un anno il Pentagono, dal cuore della Sicilia, controllerà le sue forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo. Anche di questo discuteranno oggi a Sigonella.

Alcuni ufficiali americani, hanno rivelato che, già a febbraio, potrebbero essere alzate verso il cielo le grandi antenne. Negli Usa lo chiamano "Big Lift", la "Grande Alzata", "ma per farlo -  sottolineano gli ufficiali - è necessario che ci sia bel tempo perché l'ambiente non dovrà essere disturbato né dal vento né dalla pioggia". "Prima di rendere completamente operativo il Muos effettueremo una fase di monitoraggio del periodo di un mese più un periodo di prova che è previsto in estate". Non sarà come premere il pulsante, ma a sentire i militari a stelle strisce, i giochi sembrano praticamente fatti.
Al momento nella base di Niscemi sono già stati attivati tutti i cavi che regoleranno il sistema, mentre due dei cinque satelliti collegati al Muos sono già in orbita: "Sono quelli del Muos delle Hawaii e in Virginia".
L'incontro di oggi sarà quindi decisivo per scegliere quali e quanti macchinari predisporre per prevenire qualsiasi rischio nei confronti della salute della popolazione e dell'ambiente. Si regolerà così la fase di monitoraggio.

Sul fronte No Muos, gli attivisti che proprio sabato 23 novembre festeggeranno il primo anno di presidio, si stanno organizzando per futuri blocchi e manifestazioni di protesta. Ma il programma che renderà operativo il mega radar sembra però già ben tracciato. "Che gli americani avessero già predisposto i primi passi per lo start del Muos  era già nell'aria - dice Antonio Mazzeo, giornalista, esperto di cose militari e autore del libro "Un EcoMuostro a Niscemi" -  anche se credo che gli Stati Uniti stiano in qualche modo sottovalutando il rischio di ulteriori ritardi".

Nelle ultime settimane i lavori all'interno del cantiere di contrada Ulmo sono ripresi con intensità e tutto è ormai predisposto per elevare le antenne sui piedistalli. Sarà necessario però per la fase finale dei lavori che la grande autogrù giunga da Belpasso a Niscemi. Un'operazione già studiata dagli attivisti, pronti a bloccare le vie di accesso alla base per impedire il suo arrivo.

[Informazioni tratte dall’articolo di Alessandro Puglia e Lorenzo Tondo, Repubblica/Palermo.it]

- MUOS: analisi, rischi e competenze (Guidasicilia.it, 18/11/13)

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20 novembre 2013

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