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"Il Pdl ha sputtanato l'Italia"

Raffaele Lombardo risponde ad Angelino Alfano che aveva detto: "Prima si vota meglio è per la Sicilia"

16 aprile 2012

Nei giorni scorsi il segretario nazionale del Pdl, Angelino Alfano, è stato a Catania per partecipare a un incontro alla STMicroelectronics. Per l'ex ministro è stata anche l'occasione per un confronto con i giornalisti in vista delle prossime scadenze elettorali che interesseranno la Sicilia.
"Elezioni regionali in Sicilia a ottobre? Non so quanto sia possibile, sicuramente sono auspicabili" ha affermato Alfano, a margine dell'incontro. "Se al presidente Raffaele Lombardo ottobre va bene - ha aggiunto - per noi sarebbe meglio settembre, meglio ancora agosto, luglio o maggio. La nostra opinione è che prima si va al voto i cittadini saranno nelle condizioni di vedere chiusa questa fase che non ha portato sviluppo alla Sicilia, ma tanto altro di negativo".
Ai giornalisti che gli hanno chiesto di alleanze del suo partito col il Mpa di Lombardo in Sicilia (come al Comune di Misterbianco), il segretario del Pdl ha sottolineato che "sono vicende locali, che non hanno alcun rilievo politico, lo facciamo solo per il bene comune dei cittadini". "Noi consideriamo la parentesi Lombardo - ha concluso Alfano - una parentesi negativa della storia siciliana che speriamo si chiuda rapidamente".
Infine, sulla richiesta di rinvio a giudizio coatta presentata dalla Procura di Catania per il presidente della Regione per concorso esterno all'associazione mafiosa, Alfano non ha dubbi: "Non chiediamo le dimissioni di Raffaele Lombardo, perchè oggi sembrerebbero collegate alla sua vicenda giudiziaria, ma avendolo conosciuto per tempo abbiamo separato le nostre strade ben prima dell'inchiesta".
Alfano ha lanciato il suo attacco verso Lombardo anche durante la sua visita a Palermo. "Che posto ha Palermo nel cuore di Lombardo? Nessuno. Da parte del governatore siciliano l'aver abbandonato la candidatura di Costa (inizialmente proposta dal Terzo polo, ndr) è stata una scelta per il suo bene o per il suo male, ma è una scelta che ha solo il sapore della vecchia politica e nulla a che fare con gli interessi di Palermo".

Dopo qualche giorno, è arrivata la risposta del governatore Lombardo. Il presidente della Regione, infatti, non è uno che incassa e alla prima occasione le rimanda al mittente. La replica del presidente è arrivata durante una convention elettorale a Misterbianco, dove c'era il governatore a sostegno del candidato sindaco locale. "Io sono uno dei fondatori di un piccolo partito, qual è il Movimento per l'Autonomia, e mi trovo da quattro anni a governare la Regione. Alfano, in qualità di luogotenente del Cavaliere, è il segretario di un partito e insieme, questo partito e i loro uomini, hanno sputtanato l'Italia a livello internazionale e lasciato in ginocchio l'intero Paese, oseremmo dire in braghe di tela. Chi paga di più i danni di questo Governo son le regioni Meridionali e le fasce deboli". "Ci hanno lasciato un buco della Sanità - ha continuato il governatore della Sicilia - che è stato oggetto di un piano di rientro che abbiamo rispettato. Ci tengo anch'io molto a differenziare le nostre posizioni. Il disastro lo abbiamo ereditato. Abbiamo cercato di correre ai ripari e, nonostante le mille difficoltà, stiamo cercando di restituire una Sicilia più pulita e certamente migliore ai siciliani".
L'immediata controreplica del Pdl in difesa di Alfano è arrivata dal capogruppo del partito alla Camera, Fabrizio Cicchitto. "Francamente il presidente Lombardo dovrebbe essere più sobrio anche negli insulti e nelle invettive visto che il suo trasformismo e il fallimento della gestione della Regione Siciliana è davanti a tutti".

Intanto, visto che l'appuntamente per le amministrative rimane comunque quello più importante, e nella fattispecie l'appuntamento palermitano, il via vai di "nomi noti" della politica nel capoluogo è in questi giorni veramente frenetico. Ieri, ad esempio, è toccato a Francesco Storace, segretario de La Destra, partito che sostiene la candidatura di Massimo Costa, che non ha risparmiato stoccate agli avversari: "C'è chi in parlamento ci sta da 30 anni: parlo di Fini, Casini, Rutelli. Per carità, persone che avranno anche dato lustro alla nazione, ma 30 anni sono tanti. La politica si può fare pure a casa. Come sto lontano dal Parlamento? Bene".

[Informazioni tratte da ANSA, Adnkronos/Ign, Lasiciliaweb.it,GdS.it]

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16 aprile 2012
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