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"La Fiat di Termini non si chiude"

Le tute blu chiedono a gran voce garanzie, prima che sia troppo tardi. Per Raffaele Lombardo la risposta è nella Dr Motor

21 settembre 2011

Davanti la sede della Regione, gli operai hanno appeso uno striscione gigante: "La Fiat di Termini non si chiude". Erano circa 400, ieri mattina, i lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese arrivati davanti a palazzo d'Orleans, in attesa dell'incontro previsto tra il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e una delegazione di Fim Fiom e Uilm per chiedere garanzie occupazionali per i 2.200 lavoratori e garanzie sul futuro produttivo della fabbrica che Fiat ha deciso di chiudere a fine anno.
In piazza anche gli operai della Bienne Sud che nei giorni scorsi hanno presidiato i cancelli della fabbrica, che si occupa di verniciare e assemblare i paraurti della Lancia Ypsilon. "Noi dell'indotto - ha detto Giuseppe Casacca, 40 anni, padre di 3 figli, che da 12 anni lavora alla Bienne - siamo gli unici a brancolare nel buio". "Che fine faremo - si chiede - dicembre è dietro l'angolo e la Fiat andrà via". "In questi anni - aggiunge Michele Russo, anche lui operaio della Bienne - abbiamo vissuto solo una lenta agonia: nel 2000 assemblavamo paraurti con una media giornaliera di 880 vetture, oggi sono solo 440, meno della metà". Francesco Fontana, invece, lavora alla Fiat da 33 anni, è un operaio della linea di montaggio: "Per quanto tempo resteremo in questa situazione. Ho speso una vita intera dentro quella fabbrica e oggi come nel 2002 mi ritrovo di nuovo in piazza a protestare. Per noi non è cambiato niente, anzi la situazione è peggiorata. È cambiata solo la politica della Fiat, con Marchionne che delocalizza la produzione di automoboli in Polonia, Serbia o Brasile, mentre il governo sta a guardare e il settore automobilistico in Italia scompare".

Stato e Regione stanno trattando col gruppo Dr interessato a rilevare lo stabilimento. "Il gruppo Dr Motor è l'unica strada che possiamo percorrere per dare un futuro allo stabilimento di Termini Imerese. Valutiamo l'imprenditore Di Risio non in base alla sua simpatia, ma in base agli impegni che assume sul fronte dell'occupazione e degli investimenti. Tutto deve essere suffragato da garanzie e fidejussioni, altrimenti non sarà utilizzato nemmeno un euro di fondi pubblici". Queste le parole del governatore della Sicilia. "Nell'ambito delle trattative con i cinque gruppi interessati a rilevare lo stabilimento Fiat di Termini Imerese e a investire nell'area industriale, Stato e Regione siciliana stanno lavorando - ha aggiunto - affinchè gli operai che hanno maturato i requisiti vengano accompagnati alla pensione con gli ammortizzatori sociali. La misura riguarderebbe 600-700 lavoratori".
Lombardo ha poi sottolineato che il confronto tra istituzioni e aziende è continuo. "I nostri tecnici sono impegnati assiduamente - ha affermato Lombardo - Il 27 settembre avremo l'incontro al ministero per lo Sviluppo, spero sia quello risolutivo. Ho chiesto che siano presenti anche i sindacati perchè tutto deve essere fatto alla luce del sole e ognuno si deve assumere le proprie responsabilità".

Intanto oggi, la Commissione Attività produtive dell'Ars esaminerà il ddl di iniziativa parlamentare che prevede iniziative economiche di carattere straordinario per il rilancio e per il superamento della crisi dell'area industriale di Termini Imerese. Il disegno di legge, a firma dei presidenti delle commissioni Attivita produttive e Bilancio, Salvino Caputo e Riccardo Savona, e del parlamentare Pino Apprendi, prevede strumenti agevolativi con un intervento complessivo di 200 milioni, oltre alla somma di 150 milioni gia prevista in precedenza per interventi strutturali.
"La Regione siciliana contribuirà con la somma di 200 milioni di euro, che non integrano aiuti di Stato, al superamento della crisi della area industriale di Termini Imerese e per rilanciare i livelli occupazionali del dopo Fiat, attraverso un fondo di garanzia che integrerà le somme destinate dal Governo nazionale, oltre alle somme già previste in precedenza". Lo ha dichiarato Salvino Caputo, primo firmatario del ddl. Il provvedimento crea uno strumento operativo di sostegno alle imprese che vivono un momento di grave crisi industriale attraverso la istituzione di un fondo di garanzia che consente alla Regione di intervenire direttamente con somme che non superano l'80% del prestito nel rispetto dei vincoli imposti dalla Unione Europea che vieta la concessione di aiuti di Stato. Garanzia che viene concessa esclusivamente in favore di quelle imprese che realizzano programmi di investimenti destinati alla riqualificazione della area industriale di Termini Imerese, sulla base dell'Accordo di programma sottoscritto tra lo Stato e la Regione per salvaguardare i livelli occupazionali degli operai dello stabilimento Fiat.

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, GdS.it, Corriere del Mezzogiorno, Italpress]

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21 settembre 2011
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