"La libertà di stampa non è un diritto assoluto"

Ecco cosa pensa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla libertà di stampa

12 luglio 2010

La libertà di stampa non è un diritto assoluto. Parola di Silvio Berlusconi che in un messaggio audio ha invitato i Promotori della libertà a "togliere il bavaglio della verità". "Quel bavaglio - ha sottolineato il premier - che le è stato imposto da una stampa schierata con la sinistra e pregiudizialmente ostile al governo. Una stampa che disinforma, che non solo distorce la realtà, ma calpesta in modo sistematico il sacrosanto diritto dei cittadini alla privacy, invocando per sé la 'libertà di stampa' come se si trattasse di un diritto assoluto. Ma in democrazia - avverte il Cavaliere - non esistono diritti assoluti, perché ciascun diritto incontra sempre un limite negli altri diritti prioritariamente ed egualmente meritevoli di tutela". "Questo, come ben sapete, è un principio elementare delle democrazie liberali. Un principio che la stampa italiana, in maggioranza, ha scelto purtroppo di ignorare. Allora dobbiamo spiegare tutto questo anche attraverso i gazebo a tutti gli italiani", chiede Berlusconi ai suoi.

Il premier ha parlato anche della crisi. "La ripresa economica è una realtà confermata. L'impegno che vi chiedo - dice Berlusconi ai militanti del Pdl - è di portare nei gazebo e sulle piazze questo messaggio di fiducia e di ottimismo". "C'è poi anche un altro messaggio importante - ha rimarcato il premier - che occorre trasmettere in questi giorni. Riguarda l'assoluta necessità della manovra economica, che è in linea con le richieste dell'Unione europea di ridurre la spesa pubblica, che da anni ormai supera il nostro prodotto nazionale". "Per coniugare rigore e sviluppo - fa notare il premier - il nostro governo ha deciso di affiancare alla manovra alcune misure per la ripresa e per la liberalizzazione delle imprese. Abbiamo deciso di avviare una grande rivoluzione liberale, attraverso la quale diminuiremo l'oppressione burocratica, che è un peso altrettanto insopportabile, al pari dell'oppressione giudiziaria e di quella tributaria".
"Abbiamo già introdotto nella manovra in corso di approvazione - ha ricordato - una norma che consentirà di non richiedere nessuna autorizzazione ex ante prima di aprire un'impresa". "In Italia - ha detto ancora il Cavaliere - tutto ciò è stato impossibile finora a causa di una cultura comunista e catto-comunista, per la quale chi si assume la responsabilità e il rischio di prendere un'iniziativa in proprio, è un potenziale sfruttatore ed un potenziale evasore. Per noi, invece, gli imprenditori sono la vera risorsa dell'Italia, sono il nostro petrolio".
Infine, Berlusconi ha invitato i Promotori della libertà a diffondere questo "messaggio di fiducia" tra "la gente che ci ha votato ed anche tra coloro che lo faranno per la prima volta perché - ha concluso - delusi da un'opposizione solo capace di criticare e di insultare".

Le dichiarazioni del premier sulla libertà di stampa sono arrivate all'indomani della 'Giornata del Silenzio' dell'informazione contro il ddl intercettazioni (LEGGI). ''Una giornata straordinaria di protesta - l'ha definita la Fnsi in una nota - che per il sindacato dei giornalisti significa lo sciopero più partecipato degli ultimi quindici anni" con un'adesione di oltre il 90%.
Ha attaccato le parole di Berlusconi il vicepresidente vicario dei deputati Pd, Michele Ventura, per il quale "soltanto uno come Berlusconi che interpreta la libertà come la possibilità di farsi i fatti suoi può dire cose del genere". Per Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, "la libera stampa" è "colpevole soltanto di rendere pubblici gli affari" della "cricca" del premier. "Ormai è evidente - ha aggiunto Di Pietro - Berlusconi è al governo per portare avanti un piano eversivo che sostituisca l'attuale assetto socio-politico-istituzionale". [Adnkronos/Ign]

 

 

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12 luglio 2010

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