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"La mia squadra al servizio del Paese"

Nominati 25 sottosegretari, 3 viceministri e un nuovo ministro. La saquadra di mario Monti è al completo

29 novembre 2011

E' durato appena venti minuti il Consiglio dei ministri per la nomina dei sottosegretari. Ma era cominciato con un'ora e mezzo di ritardo. Segno che i problemi, sui nomi, sono durati più del previsto. La riunione è finita con la nomina di 25 sottosegretari, 3 viceministri e anche - la più grossa novità - un nuovo ministro.
Napoletano, 56 anni, laurea in giurisprudenza all'università Federico II di Napoli. E' Filippo Patroni Griffi, il nuovo ministro della Pubblica amministrazione. Vittorio Grilli è stato nominato dal Cdm viceministro all'Economia. Milanese, 54 anni, laureato alla Bocconi, è cresciuto nel gruppo di giovani e brillanti collaboratori di Mario Draghi (quando il governatore di Bankitalita ricopriva l'incarico di direttore generale del Tesoro): da quasi un ventennio occupa le stanze di via XX settembre.


Filippo Patroni Griffi

"Rispetto al precedente esecutivo il numero complessivo dei sottosegretari diminuisce da 40 a 28, di cui 4 presso la presidenza del Consiglio", ha reso noto palazzo Chigi. Viceministri sono stati nominati anche Michel Martone (Welfare) e Mario Ciaccia (Sviluppo economico), gli altri nomi sono: alla presidenza del Consiglio e ai Rapporti con il Parlamento, Giampaolo D'Andrea e Antonio Malaschini; Editoria, Carlo Malinconico; Informazione e Comunicazione, Paolo Peluffo. Agli Affari esteri, Marta Dassù e Staffan de Mistura. All'Interno, Carlo De Stefano, Giovanni Ferrara, Saverio Ruperto. Alla Giustizia, Salvatore Mazzamuto e Andrea Zoppini. Alla Difesa, Filippo Milone e Gianluigi Magri. All'Economia e Finanze, Vittorio Grilli (Vice Ministro), Vieri Ceriani e Gianfranco Polillo. Allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti e Massimo Vari. Alle Politiche agricole alimentari e forestali, Francesco Braga. All'Ambiente, tutela del territorio e del mare, Tullio Fanelli. All'Infrastrutture e trasporti, Mario Ciaccia (Vice Ministro) e Guido Improta. Al Lavoro e alle Politiche sociali, Michel Martone (Vice Ministro) e Cecilia Guerra. Alla Salute, Adelfio Elio Cardinale. All'Istruzione, Università e Ricerca, Elena Ugolini e Marco Rossi Doria. Ai Beni e Attività culturali, Roberto Cecchi.


Vittorio Grilli

Il giuramento dei nuovi sottosegretari si è tenuto stamani a Palazzo Chigi. Alla cerimonia erano presenti il presidente del Consiglio Mario Monti, il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà e il segretario generale di Palazzo Chigi, Manlio Strano.
Mario Monti, dopo il giuramento dei sottosegretari, ha parlato per la prima volta in modo diretto della compagine di governo, che ha definito "snella e forte" e nega i conflitti di interesse: "Saremo di un'assoluta trasparenza". Il governo, ha aggiunto il premier, "si pone al servizio del Parlamento" che "sarà un punto di riferimento costante". E ha spiegato che il suo esecutivo aiuterà "le forze politiche a ritrovare un clima più sereno e una riconciliazione con l'opinione pubblica".
"Il rapporto con le forze politiche è costruttivo e comporta qualche innovazione, perchè godiamo in Parlamento di una fiducia che viene dalle forze che erano in dissenso fra loro e fanno uno sforzo che apprezzo. E' chiaro che in ogni momento sarà un rapporto essenziale e veniamo molto rispettati dalle forze politiche" ha detto il premier.


Roberto Cecchi

Sulla scelta dei due sottosegretari ai rapporti con il parlamento la decisione è stata dei partiti. "Sono due - ha spiegato il premier - ho offerto alle forze politiche per questa particolare condizione di scegliere tra persone con esperienza parlamentare o con altre valenze tecniche". Una risposta diretta alle polemiche sull'indicazione di Giampaolo D'Andrea. Una forza politica, ha proseguito Monti, "ha optato per la prima, un'altra per la seconda. Rispetto entrambe, sono sicuro che anche i due sottosegretari si rispetteranno".
Quando nei governi viene chiesto "ai politici" di farvi parte come viceministri o sottosegretari per loro "è una cosa gradita" e comporta "una lieta accettazione" perché "fa parte dell'iter normale della carriera di chi fa la nobile professione politica". Monti ha spiega inoltre che "nel nostro caso ho dovuto in diverse situazioni esercitare la forza della convinzione e della persuasione per l'interesse del paese Paese". Si tratta, ha detto il premier parlando della nuova squadra, "di persone che accettando hanno rinunciato a trattamenti economici e prospettive di carriera".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Repubblica.it]

 

 

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29 novembre 2011
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