''La situazione in Campania è molto peggiorata''

Emergenza rifiuti: tra rivolte popolari, provvedimenti impopolari e colpevole gestione politica

30 maggio 2008

Per questa mattina Guido Bertolaso ha smesso i panni da Sottosegretario all'Emergenza rifiuti in Campania ed è arrivato in Piemonte esclusivamente come capo della Protezione civile, dove il maltempo e le pioggie insistenti, che hanno fatto esondare la Dora Riparia, hanno creato una situazione di "elevata criticità".
Qui però vogliamo occuparci del Bertolaso sottosegretario del governo, impegnato in queste ultime settimane con l'altra situazione di "elevata criticità", o meglio, utilizzando proprio le sue parole, con "la grave situazione Campana".

"La situazione dei rifiuti è molto peggiore rispetto a quella in cui si trovava la Campania un anno fa". Sono state queste le parole che Bertolaso ha utilizzato ieri durante l'audizione in commissione Ambiente della Camera che ha iniziato l'esame del decreto legge. "Vi sono oggi - ha spiegato Bertolaso durante l'audizione - più di trentamila tonnellate di spazzatura depositate nelle strade, nelle piazze, nella periferia, nei campi, abbiamo avuto solo nella scorsa notte più di cento incendi. Ogni giorno in Campania si producono più di settemila tonnellate di spazzatura" e gli impianti di Macchia Soprana e di Ferrandelle sono in grado di ricevere ancora, "non più di 130-140 mila tonnellate di spazzatura a fronte delle 700mila che erano state previste all'inizio" il primo; "40-50 mila tonnellate" il secondo.
"Al momento non vi sono altri siti dove poter conferire quello che viene prodotto quotidianamente in quella Regione. Fortunamente, grazie al lavoro del prefetto De Gennaro, saranno aperti nel corso della seconda metà di giugno i due siti in provincia di Benevento e di Avellino, Sant'Arcangelo Trimonte e Savignano Irpino, che dovrebbero essere destinati principalmente al conferimento dei rifiuti che si producono in quelle due province". Ma "in una prima fase questo sarà impossibile" perché il sito di Chiaiano, destinato per la Provincia di Napoli, "è stato oggetto di violente contestazioni".

"La vigilanza che abbiamo previsto dalle Forze armate - ha spiegato poi - non è finalizzata a prevenire possibili situazioni critiche, ma va finalizzata soprattutto a proteggere da eventuali utilizzi illegali che sicuramente sono accaduti in precedenti situazioni. Il fatto che sia sul posto l'esercito giorno e notte, con le fotoelettriche, è evidente che impedisce a chiunque di arrivare magari alle 3 di notte con un camion e buttare lì quello che gli pare".

Da parte sua, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha affermato durante l'audizione: "Non esiteremo ad adottare scelte anche dolorose e difficili con la fermezza necessaria per riportare la Campania ad una situazione propria di un Paese civile", per "riportare la normalità dove il senso della normalità c'è il forte rischio che si smarrisca". "Da questa emergenza - ha detto ancora Prestigiacomo - la regione dovrà uscire con un sistema di gestione dei rifiuti autosufficiente, in linea con le normative vigenti nazionali ed europee e che eviti il ripetersi di emergenze così penalizzanti per la dignità di Napoli e della Campania". "Credo e confido - ha concluso - che da questo decreto, dalla decisione forte dello Stato di riportare ordine e condizioni di vita civili in Campania, possa nascere una nuova primavera per Napoli, che si possa avviare un percorso che riconduca la Campania al prestigioso ruolo che merita nell'ambito del Paese, per la sua storia, per la sua cultura, per le sue grandi risorse umane e naturali".

A dire che la situazione campana sia peggiorata non è soltanto Bertolaso o la rivolta sempre più cruenta della popolazione di Chiaiano che non vuole la discarica nel proprio territorio, ma anche i recenti provvedimenti della magistratura sulle presunte irregolarita nella gestione del commisariato per l'emergenza rifiuti, contro il prefetto della città Alessandro Pansa (che proprio a Bertolaso è subentrato circa un anno fa nella conduzione dell'emergenza rifiuti), contro alcuni dipendenti e funzionari del Commissariato ai rifiuti, nonché contro Marta De Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando l'attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti, e Michele Greco, attuale dirigente della Regione Campania e precedentemente alla Protezione civile.
Provvedimenti che, ha sottolineato Bertolaso, hanno provocato non solo grandi "sofferenze personali", ma anche grandi problemi con le "autorità locali" che ora sarà più difficile convincere della bontà delle iniziative intraprese. "Se vi sono state parole forti su quello che stava accadendo - ha affermato Bertolaso riferendosi al contenuto delle intercettazioni, sulle quali in parte si basa l'inchiesta (leggi gli articoli di Dario del Porto per Repubblica.it [articolo 1] [articolo 2]) -, ciò derivava dalla esasperazione di chi aveva accettato di correre qualsiasi rischio pur di riuscire a risolvere il problema della spazzatura in quella Regione, cercando tutte le strade possibili, e forse quindi al margine di quelle che erano le normative vigenti. Chi opera in questa situazione prova angoscia e solitudine".
Uno degli effetti, ha aggiunto Bertolaso, potrebbe aggravare la situazione già nei prossimi giorni. "La società (Fibe) che in nome e per conto del commissariato sta facendo funzionare gli impianti di Cdr - ha spiegato Bertolaso - ha deciso di fermare gli impianti alla luce di quelli che sono stati i provvedimenti della magistratura nei confronti dei vertici dei sette impianti di cdr". Sul sito di Chiaiano, quello che ha scatenato le maggiori proteste dei residenti, il sottosegretario ha tenuto a precisare "che tra 15 giorni ci saranno i risultati delle indagini che i tecnici dell'Arpac stanno svolgendo nel sito di Chiaiano. In caso le indagini evidenziassero che la zona non è idonea si cercherà una soluzione alternativa".

E insistendo ancora sul versante giudiziario, ieri si sono tenuti i primi interrogatori di garanzia, davanti al gip Rosanna Saraceno, il magistrato che ha emesso i provvedimenti restrittivi nei confronti di 25 persone. I primi a comparire davanti al giudice sono stati i 7 responsabili degli impianti Cdr della Campania, da martedì agli arresti domiciliari. I sette hanno respinto le accuse, che vanno dai reati di truffa ai danni dello Stato, al falso in atto pubblico e smaltimento illecito di rifiuti. Mentre i pm titolari dell'inchiesta, Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, che intendono aggiungere nuovi elementi all'impianto accusatorio, hanno parlato di "una colossale opera di inquinamento del territorio portata avanti anche grazie a connivenze ai più alti livelli". Il giudice ha fissato il calendario degli altri interrogatori che si protrarranno la prossima settimana.

Intanto, oggi pomeriggio, Silvio Berlusconi dovrebbe tornare a Napoli, a dieci giorni dal Consiglio dei Ministri tenuto nella città partenopea. Una decisione presa in risposta a quanto avvenuto in questa settimana: le proteste contro le discariche, ma soprattutto la raffica di provvedimenti della magistratura di Napoli. Berlusconi, con i suoi collaboratori, si è detto molto preoccupato di quanto sta accadendo in Campania. Oltre al danno all'immagine della task force, resta anche il pericolo che ne vengano decapitati i vertici: anche lo stesso Bertolaso avrebbe fatto capire che non resterà a qualsiasi prezzo. Proprio rassicurare il sottosegretario è uno degli obiettivi di questa nuova visita di Berlusconi.

[Informazioni tratte da Adnkronos.com, Repubblica.it, Corriere.it]

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30 maggio 2008

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