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''Militari per ordine pubblico sono terreno mio''

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni riaccende la polemica sulla definizione generale di ''Camorra''

02 ottobre 2008

La camorra non è "una lotta per bande per avere il predominio su una comunità vittima di violenza" ma "un sistema articolato che garantisce reddito e si propone come uno Stato nello Stato. Sono le cose che ho detto al Senato quando il ministro dell'Interno lo dice nella solennità dell'aula del Senato lo fa a ragion veduta".
Intervenuto la scorsa sera nel programma televisivo condotto da Enrico Mentana, 'Matrix', il ministro dell'Interno Roberto Maroni è tornato sulla definizione generale della Camorra, oggetto in questi giorni di divergenze di vedute con il collega di governo Ignazio La Russa (LEGGI).
A proposito dell'invio dei militari in ausilio alle forze dell'ordine, ha precisato: "Sono terreno mio, perché l'ordine pubblico e la lotta alla criminalità organizzata è terreno del ministro dell'Interno che utilizza la polizia e anche militari come i carabinieri, la Guardia di finanza e anche l'Esercito. L'invio dei militari sarà infatti gestito e coordinato dai prefetti, quindi dal ministro dell'Interno".

Il problema del consenso intorno alla camorra è per Maroni l'aspetto "più serio" da affrontare. "Finché non ci sarà una rivolta della società civile, le azioni militari che facciamo, pur importanti, non potranno essere risolutive". A preoccupare è soprattutto "la penetrazione nel tessuto economico e sociale, con la concorrenza sleale all'economia legale". La maxi operazione portata a termine l'altro ieri contro il clan dei Casalesi "ha rappresentato solo il primo colpo. Continueremo in quella direzione finché la guerra alla camorra non sarà vinta. L'operazione - ha aggiunto Maroni negli studi di 'Matrix'- è stata una vera e propria svolta, frutto di indagini lunghe e per la prima volta tutti gli apparati dello Stato hanno agito contemporaneamente".

Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha voluto rispondere immediatamente al suo collega, ma per stempera i toni: "Questa telenovela deve finire. Mi sono veramente stancato di continuare a ripetere che da parte mia vi è la piena condivisione di tutte le misure adottate dal governo in materia di ordine pubblico e che non c'è nessuna volontà di competizione con il ministro dell' Interno". "Sul fatto infine - ha proseguito il ministro della Difesa - che l'ordine pubblico sia di competenza dell'Interno e che anche i militari impiegati con le Forze dell'ordine rispondano ai Prefetti lo dice espressamente il Decreto legge n° 92 e perciò ha fatto bene Maroni a ricordarlo a Matrix. Però, perché sia chiaro che il mio comportamento risponde esattamente agli obblighi di legge, basterà leggere quanto prevede lo stesso citato decreto che recita: 'Il piano di impiego del personale delle Forze armate è adottato con decreto del ministro dell'Interno, di concerto con il ministro della Difesa, sentito il Comitato dell'ordine e della sicurezza, integrato dal Capo di Stato Maggiore'. Il primo a saperlo è proprio Maroni dal quale mi separa solo ed esclusivamente l'uso lessicale del termine 'guerra civile' che per me evoca scenari diversi (e che forse non dispiace ai camorristi) ma non la puntuale analisi sul fenomeno criminale in Campania e la risposta da dare da parte dello Stato". [Adnkronos/Ing]

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02 ottobre 2008
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