"Niente trivellazioni in Sicilia"

Il ministero dello Sviluppo economico ha respinto l'istanza di una società petrolifera per la ricerca di idrocarburi nelle acque territoriali dell'isola

17 novembre 2010

Il Ministero dello Sviluppo economico ha respinto l'istanza della società Petroceltic Italia Srl, per la ricerca di idrocarburi nelle acque territoriali siciliane. Tra i motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, il Ministero cita la nota della Regione siciliana del settembre scorso che esprime "la netta contrarietà al rilascio di autorizzazioni di idrocarburi nel mare Mediterraneo nelle vicinanze dell'isola". A renderlo noto l'assessore regionale al Territorio e ambiente, Gianmaria Sparma. "Il rigetto dell'istanza da parte del ministero - evidenzia Sparma - ponendo tra i motivi ostativi la nota della Regione siciliana, è la conferma che il governo regionale aveva ben individuato ed evidenziato la problematica legata alle trivellazioni off-shore approvando una delibera, nello scorso mese di luglio, che esprimeva una chiara e netta contrarietà al rilascio dei permessi di ricerca nel territorio siciliano".

Grande soddisfazione è stata espressa da Giuseppe Ruvolo, vicepresidente di "Noi Sud-Pid" a Montecitorio. "Adesso - ha commentato Ruvolo - possiamo tirare un sospiro di sollievo perché è evidente che l'economia siciliana deve indirizzarsi verso altre prospettive, verso uno sviluppo incardinato sulle ricchezze naturali della regione e su un turismo di grande qualità. E tuttavia - ha puntualizzato il deputato - ora occorre un deciso e autorevole intervento del Ministro degli Affari esteri perché un'identica decisione sia condivisa e assunta da tutti gli altri paese dell'area mediterranea, altrimenti si rischia che un passo del governo così importante e saggio a favore del futuro delle nostre coste sia vanificato".
"Condivido la scelta del ministero dello sviluppo economico di respingere l’istanza per nuove trivellazioni in Sicilia", ha aggiunto la senatrice del Pdl, Simona Vicari che comunque sottolinea "la necessità di salvaguardare gli impianti esistenti. Ci sono in gioco forze lavoro e un indotto economico non indifferente per la Sicilia che sarà incrementato dal riordino delle royalties, previsto nel ddl, che ho presentato in luglio e approdato in Commissione Industria del Senato".

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno]

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17 novembre 2010

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