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"Obbligato a restare in campo"

Il Cavaliere infuriato contro la magistratura, contro Monti e la Germania della Merkel

29 ottobre 2012

Un'ora e un quarto. Prima un lungo monologo; poi la parola a Niccolò Ghedini; e ancora le domande dei giornalisti. E' servita un'ora e un quarto a Silvio Berlusconi per dire la sua verità. Senza risparmiare nessuno. Dai partner europei, a cominciare da Angela Merkel, fino a Mario Monti 'colpevole' di aver innescato una "spirale recessiva senza fine", passando per i 'soliti' giudici che vogliono la "dittatura della magistratura".
All'indomani della condanna di primo grado nel processo sui diritti tv il Cavaliere sale sull'ottovolante. "Obbligato a restare in campo", ha annunciato al Tg5. In campo sì, ma non da candidato premier, puntualizza nella conferenza stampa di Villa Gernetto convocata in tempi strettissimi, ma affollata come non mai. Giornalisti e operatori tv, certo. Ma nella residenza settecentesca Berlusconi ha trovato ad attenderlo anche una platea di fedelissimi. Insieme al legale Ghedini, erano presenti, tra gli altri, Paolo Bonaiuti, Daniela Santanché, Mariastella Gelmini, Paolo Romani, Michela Vittoria Brambilla, Antonio Palmieri e il coordinatore regionale lombardo del partito Mario Mantovani.
Applaudito al suo ingresso nella sala della conferenza stampa, l'ex premier si è subito tolto qualche sassolino dalla scarpa. Fino al giorno prima era rimasto in silenzio, ha spiegato, per non disturbare il governo. Adesso non più. Tanto da arrivare a ventilare una sfiducia all'esecutivo dei tecnici. Solo una minaccia, per ora. I mercati non si sa come reagirebbero a una crisi di governo e, in fondo, ha argomentato il Cavaliere, le elezioni non sono poi così lontane.

Eppure, l'ipotesi di far cadere il governo fa capire bene l'aria che tira. "C'è la pioggia e la grandine", ha rimarcato Berlusconi in un passaggio del suo intervento. E chissà che non si riferisse soltanto alle condizioni meteo.
Berlusconi ha annunciato che resterà in campo per portare a termine "l'opera di ammodernamento del Paese iniziata nel '94". A cominciare dalla riforma della giustizia e dell'architettura istituzionale dello Stato. Questa, ha sottolineato, doveva essere la "missione" di Monti e non nasconde la delusione per il fatto che nessuna riforma costituzionale sia stata presentata dal governo. E ancora. Il governo è stato succube della Germania, che ha "forzato" l’Ue per decisioni che "io non ho mai condiviso".
Berlusconi è tornato anche sui sorrisi ironici riservatigli dall'allora presidente francese Nicolas Sarkozy e da Merkel: "Un tentativo di assassinio della mia credibilità". A forza di stare dietro a questa Europa, ha sottolineato ancora il Cavaliere, gli italiani "stanno tutti male".

Dopo l'apertura di credito a Monti, contenuta nel messaggio del suo passo indietro, ora Berlusconi inverte la marcia, tanto da frenare anche su ipotesi di un Monti bis. "Se crederà di partecipare alle elezioni e di farsi eleggere a candidato premier, Monti potrà svolgere il ruolo di presidente del Consiglio. Non credo che dopo questa sospensione di democrazia del governo tecnico ci sia ancora il posto e lo spazio per una indicazione per chiamata e non per elezione", ha rimarcato.
Più volte l'ex premier è stato interrotto nel suo intervento dall'applauso dei presenti. E a chi sosteneva di non aver visto "disperazione" nel Pdl dopo l'annuncio del suo passo indietro, Berlusconi ha replicato: "Credo che la disperazione meriti cause migliori. Nel partito ho sentito preoccupazione e molti inviti a cambiare posizione". Insomma, il Pdl è in campo e Berlusconi continuerà ad esserne il presidente. Le primarie si faranno (ma lui non correrà) e attraverso il confronto daranno modo a molti protagonisti di emergere, assicura. Ed è già campagna elettorale.
Le prime parole d'ordine le detta proprio il Cavaliere: abbassare la pressione fiscale, togliere l'Imu e cambiare il rapporto "di violenza" tra Equitalia e i contribuenti, perché i cittadini "sono spaventati" da uno Stato di polizia tributaria. "Ho sempre sostenuto con lealtà l'operato del governo, ma credo che ora sia tempo di cambiare", ha detto. "Nei prossimi giorni decideremo se sia meglio togliere immediatamente la fiducia o aspettare le elezioni".
Berlusconi non sarà candidato premier, ma 'vede' chiaro il traguardo del 2013. In ogni caso, lui ci sarà: "Farò campagna elettorale e tornerò in televisione".

E, ovviamente, è tornato sulla sentenza dei giudici di Milano. "A Roma la Cassazione mi ha assolto con formula piena sulla stessa materia. Come mai non si è tenuto conto di questo? Forse il giudice Davossa è molto prevenuto contro di me. O forse in tutto questo si devono trovare delle spiegazioni di natura politica". Con queste parole Silvio Berlusconi aveva spiegato in mattinata in diretta telefonica al Tg5 il suo (apparente) dietrofront. Subito dopo la conclusione: "Delle conseguenze ci saranno. Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me".
Propensione a delinquere? "Questa è la parte più incredibile della motivazione" della sentenza. E ha sottolineato: "Ho un'età non verdissima. Credo di aver dimostrato di essere un bravo imprenditore, arrivato ad avere 56 mila collaboratori. Sono stato presidente del Consiglio per quasi 10 anni, sono l'unico protagonista della politica mondiale ad aver presieduto per tre volte il G8. Sono un ottimo padre di 5 figli e ottimo nonno di 6 nipoti". "E sono uno dei primissimi contribuenti italiani - ha aggiunto -. E poi sono incensurato. Ed è una cosa incredibile rispetto a quanto detto dai giudici sulla naturale capacità a delinquere".
L'ex premier ha ricordato poi come l'evasione che gli è stata contestata sarebbe di circa "l'uno per cento delle imposte pagate allo Stato". Quindi, sostiene, una cosa "ridicola", una "costruzione fantascientifica". [Adnkronos/Ign]

- 4 anni a Silvio Berlusconi (Guidasicilia.it, 27/10/12)

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29 ottobre 2012
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