"Ogni cosa ha un inizio e una fine"

L'ottimismo della Direzione investigativa antimafia per la lotta alla criminalità organizzata

20 dicembre 2013

Nel 2013 la Direzione investigativa antimafia ha operato sequestri per un importo totale pari a 1,3 miliardi e confische per 2,7 miliardi. È quanto emerge dai dati sull'attività annuale presentati nei giorni scorsi nel corso di un incontro alla Camera.
La quota più cospicua dei sequestri e delle confische è stata operata grazie alle norme del nuovo codice antimafia, per importi rispettivamente di 1 miliardi e 93 milioni e di 2,7 miliardi. Nell'ultimo anno, l'attività della Dia ha inoltre portato a 160 tra arresti in flagranza, fermi, esecuzioni pena, ordinanze custodia cautelare e provvedimenti cautelari dell'autorità giudiziaria, tra cui l'arresto di 4 latitanti.

"Ripetendo le parole di Falcone, ogni cosa ha un inizio e una fine, le latitanze sono sempre finite a favore dello Stato. Credo che anche in questo caso possiamo ottimisticamente sperare. Forse il 2014 porterà buone notizie", ha detto il direttore della Dia Arturo De Felice a proposito della possibile cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro.
Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia, ha manifestato la sua solidarietà al pm di Palermo Nino Di Matteo, oggetto di minacce. "C'è un clima che desta preoccupazione, allarme e necessità di attenzione da parte degli organi dello Stato, attenzione che è massima. Ma non credo che Cosa Nostra sia in questo momento nelle condizioni militari e organizzative per un attentato stragista come venti anni fa''. "Il 41 bis va applicato bene", ha poi aggiunto Roberti alla Camera. "Non so quali siano i progetti del ministro Alfano" che due giorni fa si è detto pronto a un inasprimento delle misure sul carcere duro per i mafiosi. "Il 41 bis va applicato bene - ha ribadito Roberti - anche se non mi risultano casi in cui sia stato male applicato".

Intanto oggi, una delegazione del Consiglio superiore della magistratura è attesa a Palermo per manifestare la solidarietà nei confronti dei magistrati della Procura oggetto di "gravi intimidazioni" e per individuare "i concreti interventi" da realizzare per "favorire un sereno ed efficiente esercizio della giurisdizione in quel territorio".
A sollecitare l'intervento di Palazzo dei Marescialli erano stati recentemente i consiglieri di Magistratura Indipendente e il togato di Unicost Mariano Sciacca. La rappresentanza del Consiglio Superiore sarà composta dal vicepresidente Michele Vietti e dai consiglieri Pina Casella, Alberto Liguori, Antonello Racanelli, Bartolomeo Romano, Roberto Rossi, Mariano Sciacca e Tommaso Virga. Ci saranno incontri con i capi degli uffici giudiziari di Palermo e in particolare con i presidenti di tribunale e corte d'Appello, con il Pg e con il procuratore; la delegazione del Csm ascolterà inoltre il presidente del consiglio dell'Ordine degli avvocati e i rappresentanti locali dell'Anm.

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20 dicembre 2013

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