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"Per combattere la mafia occorre bloccare i paradisi fiscali"

Il procuratore Grasso a Milano: "Abbiamo la globalizzazione dell'economia ma non quella della legalità"

11 giugno 2010

Bloccare i paradisi fiscali e cercare strumenti migliori per colpire la corruzione. E' questa la ricetta proposta da Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia, per combattere le evoluzioni delle organizzazioni criminali.
Ieri, nel corso del convegno 'Riciclaggio e imprese. Il contrasto alla circolazione dei proventi illeciti' all'Università Cattolica di Milano, il procuratore antimafia ha sottolineato che "bisogna intervenire per bloccare i paradisi fiscali". Isole felici destinate a resistere "se non c'è una precisa volontà degli Stati della comunità internazionale". Per Grasso "se Obama e la Merkel hanno dichiarato guerra ai paradisi fiscali, stranamente nell'ultimo G20 la Cina ha ottenuto che i riflettori non si accendano su Hong Kong e Macao. Le organizzazioni criminali sono avvertite". Non solo: "le innovazioni tecnologiche allargano i mercati e abbattono i costi di mercato", i money transfer diventano una delle 'lavatrici' "per riciclare il denaro", mentre gli strumenti per combattere le organizzazioni non sono sempre efficaci.
"Il concorso esterno in associazione mafiosa non è lo strumento più idoneo, servono altri strumenti per combattere la corruzione". Un fenomeno che in Italia si traduce in "accordi e compromessi prime delle consultazioni elettorali", senza dimenticare racket, usura e appalti pubblici "da cui le organizzazioni criminali traggono un notevole introito". Tutti i sistemi di contrasto arrivano "a posteriori" evidenzia il procuratore Grasso, mentre "bisogna impedire nuove acquisizioni da parte dei mafiosi". Un patrimonio sottratto che, in due anni, ammonta a 11,5 miliardi di beni sequestrati, ma "l'attività repressiva riesce a sequestrare solo una parte, il 10% dei patrimoni mafiosi". Un settore dove "c'e' ancora tanto da fare".
Se la crisi può essere una "ghiotta occasione per le mafie", occorre allora fare attenzione agli interventi pubblici a favore dell'economia: "la mafia ha la capacità di captare i fondi pubblici per un proprio profitto, come è già successo, in Calabria, con i fondi comunitari".
Organizzazioni criminali capaci di infiltrarsi in ogni strato della società e di "approfittare dei cambiamenti geopolitici": il giorno dopo la caduta del muro di Berlino la mafia era già pronta a investire nelle attività della Germania unificata, mentre le repubbliche asiatiche si stanno trasformando "in una via della seta al ritorno per armi, droga e clandestini" e gli armamenti bellici sono reperibili nell'ex Unione Sovietica. "Abbiamo la globalizzazione dell'economia ma non - ha concluso Grasso - quella della legalità e questo è un grave handicap". [Adnkronos/Ing]

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11 giugno 2010
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