"Per Termini serve un piano come quello di Pomigliano"

La Uilm insiste: "Proporremo a Fiat di realizzare lo stesso accordo di Pomigliano"

03 agosto 2010

"La vertenza della Fiat ha evidenziato in tutta la sua drammaticità l'inadeguatezza di un sindacato indisponibile a farsi carico dei problemi occupazionali e dei problemi che il processo di globalizzazione inevitabilmente ha creato e continuerà a creare". Lo sostiene il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, in una lettera ai segretari territoriali e ai delegati Rsu dell'organizzazione metalmeccanica in merito alla posizione assunta dal sindacato guidato da Maurizio Landini (Fiom) nel corso della trattativa con il Lingotto. "Con l'accordo di Pomigliano - si legge nella lettera - abbiamo garantito 700 milioni di investimenti di euro sulla già segnata realtà campana e circa 20 miliardi sui restanti stabilimenti Fiat, e salvati complessivamente circa 15 mila posti di lavoro in Campania, in cambio di una garanzia a produrre, entro il 2014, circa 270 mila nuove Panda. L'unico vero rammarico, ma su questo continueremo a batterci - prosegue Palombella - riguarda le sorti dello stabilimento di Termini Imerese" dove "2500 lavoratori rischiano il loro futuro occupazionale". Per questo "nei prossimi giorni proporremo a Fiat di realizzare lo stesso accordo di Pomigliano per Termini Imerese, in cambio della sua permanenza su quel territorio".
Merito dei sindacati, però, è l'aver scongiurato "l'ipotesi della Fiat di disdire il contratto nazionale di lavoro" e l'aver convinto l'azienda "ad investire con modelli diversi sullo stabilimento di Mirafiori, dopo la decisione di questi giorni di trasferire la produzione di L 0 in Serbia". Ciò nonostante, aggiunge Palombella, "abbiamo di fronte a noi la gestione di un piano industriale ambizioso, non concordato con il sindacato e con un gruppo industriale, sempre più esposto ad una forte competitività mondiale, che utilizza la sua forza economica e sociale, in piu' di qualche occasione, in termini arroganti ed autoritari". Secondo il segretario generale, quindi, "ci aspetta una fase ancora più delicata e impegnativa per le miriadi di vertenze aperte su tutto il territorio nazionale". [Informazioni tratte da Labitalia, Ansa]

- Per salvare la Fiat di Termini Imerese... (Guidasicilia.it, 30/07/10)

Chiuso il bando di Invitalia. Cinque offerte per Termini
di Antonio Fraschilla (Repubblica/Palermo.it, 03 agosto 2010)

Fiori al posto di auto? C'è anche questa possibilità per il futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Chiuso sabato scorso l'avviso internazionale per le manifestazioni d'interesse da parte di aziende che vogliono subentrare alla Fiat di Termini, Invitalia ha stilato una short list con cinque offerte concrete che la stessa società del ministero guidata da Domenico Arcuri considera "affidabili". Una lista che è già pronta, anche perché dal bando internazionale non sono arrivate sorprese rispetto alle manifestazioni d'interesse presentate nei mesi scorsi al ministero dello Sviluppo economico.
Le cinque proposte prevedono la costruzione di auto elettriche o di macchine di lusso, oppure lo stampaggio di lamiere, l'apertura di studi televisivi e perfino installazione di vivai con impianti in serra che producono energie da fotovoltaico. Da Invitalia non escludono che alla fine ci saranno più aziende a trattare con la Fiat per la cessione dello stabilimento: "È probabile che di queste cinque proposte più di una possa coesistere nella stessa area, visto che a disposizione ci sono 428 mila metri quadrati", dicono da Invitalia.

La lista finale sarà comunicata entro il 30 novembre dall'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri (appena riconfermato alla guida della società). La short list comprenderà certamente il progetto dell'imprenditore Gianmario Rossignolo, che ha avuto già il via libera dal governatore Raffaele Lombardo (LEGGI), che insieme all'assessore alle Attività produttive Marco Venturi mette sul piatto 150 milioni di euro per sostenere gli imprenditori che arriveranno a Termini Imerese. Rossignolo, che ha rilevato il marchio De Tomaso, utilizzerebbe parte dello stabilimento siciliano per produrre auto di lusso.
Nella lista di Invitalia confermata anche l'altra iniziativa nel settore auto, quella del finanziare siciliano Simone Cimino che con il fondo Cape della Regione, insieme agli indiani della Reva, punta a realizzare tre impianti nell'area di Termini: il primo per produrre auto elettriche, il secondo per installare impianti fotovoltaici e il terzo per avviare la costruzione di distributori di energia elettrica. Terza iniziativa approvata è quella dell'azienda torinese di lamierati Map engineering. La quarta proposta che la società del ministero considera "valutabile" è quella della Einstein, la società che produce la fiction Agrodolce per la Rai (sospesa da un anno è in attesa di riavviare le riprese): attraverso la Med Studio punterebbero a utilizzare lo stabilimento Fiat per studi cinematografici. La quinta proposta non è stata ancora scelta da Invitalia: in pole è il progetto di un'azienda vivaistica del Nord Italia che oltre a impiantare fiori produrrebbe energia da fotovoltaico. "Entro il 30 novembre avvieremo le trattative con Fiat", assicurano da Invitalia.
Intanto il caso Fiat sbarca all'Ars. Il presidente della commissione Attività produttive, Salvino Caputo, attacca il governatore: "Solo Lombardo poteva approvare il progetto di Rossignolo - dice Caputo - A lui ricordo quanto accaduto in Calabria con l'operazione Isotta Fraschini portata avanti da Malvino, braccio destro di Rossignolo, con tanto di provvedimenti giudiziari, e le aziende acquisite da Rossignolo e poi chiuse come la Delfai".

 

 

 

 

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03 agosto 2010

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